INFORM - N. 220 - 25 novembre 2010


ASSOCIAZIONI

In occasione della cerimonia milanese del “Premio per la Pace 2010”

Il presidente della Regione Lombardia conferisce due menzioni alla memoria a suor Lorenza Bietti e ad Angelo Gaggino

Il loro impegno, proposto all’attenzione dell’iniziativa dalla Mantovani nel Mondo,  verrà ricordato il prossimo 14 dicembre

 

MANTOVA – Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, conferirà in occasione della cerimonia dedicata al “Premio per la Pace 2010”, il prossimo 14 dicembre presso l’Auditorium Giorgio Gaber in Palazzo Pirelli, alle ore 17.30, la menzione alla memoria a suor Lorenza Bietti, per il suo impegno in attività di solidarietà e di aiuto nella costruzione di percorsi di pace. Un riconoscimento analogo andrà inoltre al tenente colonnello Angelo Gaggino, già comandate del contingente italiano in Bosnia.

Suor Lorenza, nata nel 1941 a Venegono Superiore (Varese), dopo essere entrata a far parte della congregazione  delle Figlie della Presentazione di Maria al Tempio, è partita nel 1968 per Kerala, in India, dove ha svolto attività pastorale e assistenza ai malati. Nel 1984 comincia ad Andhra Pradesh il suo lavoro con i lebbrosi, attivando un servizio oculistico per la cura della cataratta. Dal 2000 è attivo a Navadrusti un centro gratuito per la cura delle malattie degli occhi dove gruppi di medici italiani  prestano a turno servizio volontario. Suor Lorenza ha inoltre avviato un progetto di adozione a distanza e numerose attività per il sostegno e l’educazione di bambine in difficoltà provenienti da famiglie povere e disagiate: a Darbhagoodan sono 150 le bambine ospitate sino alla 10 classe, mentre a Devaghirpatnam trovano assistenza 80 piccole orfane o figlie di genitori malati di aids o lebbra. Oltre alla scuola è presente un centro sanitario e uno spazio per malati terminali e anziani soli. Trasferita la sede regionale della congregazione da Fatimanangar a Karunapuram, suor Lorenza ha preso a cuore la situazione di numerose donne vedove o disabili senza fonte di guadagno dando vita al laboratorio artigianale di Navaieevan che coinvolge anche altre persone dei villaggi vicini.Suor Lorenza Bietti è morta in Italia  dopo breve malattia il 21 febbraio 2010.

Il suo nominativo è stato segnalato in occasione del Premio per la pace 2010 dall’associazione dei Mantovani nel Mondo. Il presidente, Daniele Marconcini si è rallegrato che la menzione venga conferita “anche a chi umilmente e con grande senso umanitario e cristiano onora il nostro Paese nel mondo. Mi sento onorato e commosso di aver contribuito con l’aiuto di Ernesto Milani a questo risultato di alto valore morale – aggiunge Marconcini. - Un grazie anche a Roberta Mazzoli che ci ha segnalato questa bellissima figura di suora missionaria, dopo aver fatto un’esperienza di volontaria in India”.

Nelle motivazioni della menzione si legge: “Le suore della congregazione delle Figlie di Maria della Presentazione al Tempio non chiedono nulla. Il loro pensiero è rivolto a chi non ha niente, anzi meno di niente. Per questo motivo l’opera di suor Lorenza Bietti, che le rappresenta tutte, merita di emergere”.

Nel corso della cerimonia una menzione alla memoria verrà conferita, sempre su proposta del’associazione dei Mantovani nel mondo, al tenente colonnello Angelo Gaggino, mantovano di adozione (originario di Savona), già comandante del contingente italiano in Bosnia e deceduto nel febbraio scorso. Un impegno che assunse con entusiasmo dal 2008, affiancandolo con attività di solidarietà e assistenza sanitaria. “Doni ai bambini in occasione del Natale - si legge nella motivazione della menzione, - assistenza ai bambini diversamente abili dell’istituto SUNCE di Pale, generi di prima necessità distribuiti a tutti senza alcuna distinzione e assistenza sanitaria.  Quest’ultima volta a favorire il trasferimento in Italia dei bambini e adolescenti bosniaci
affetti da patologie non curabili in loco. Angelo Gaggino ha ben rappresentato quella speciale categoria di italiani nel mondo, ovvero i nostri militari impegnati nelle varie missioni di pace che si sono distinti per umanità e rispetto nei riguardi delle popolazioni locali”.

“Un riconoscimento ideale anche per tutti i nostri militari impegnati nelle varie missioni di pace – conclude Marconcini - e a coloro che sono caduti in servizio nel corso delle stesse e alle loro famiglie”. (Inform)


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