SENATO
Parere favorevole con osservazioni della Commissione
Esteri al bilancio di previsione del Mae per il 2011
Formulato l’auspicio di evitare nel futuro ulteriori
riduzioni di risorse. Segnalato da Micheloni (Pd) il dimezzamento dei fondi
per le politiche rivolte ai connazionali all’estero e le drammatiche conseguenze
dei tagli all’assistenza sanitaria
ROMA –
In termini complessivi
il bilancio esaminato reca per il 2011 stanziamenti di competenza del Mae di
1.882,4 milioni di euro, pari allo 0,4% delle spese finali del bilancio statale,
“ammontare che è quasi interamente destinato alle spese di parte corrente (1873,8
milioni di euro) – fa notare
Tenuto conto di ciò, nel parere della Commissione viene espresso l’auspicio che “per il futuro non solo si possa evitare un’ulteriore riduzione della dotazione per il Mae, ma che si effettui anche una efficace razionalizzazione delle spese di funzionamento della struttura per migliorarne la qualità e che possano essere decisi stanziamenti per garantire la sicurezza delle sedi diplomatiche di fronte ai rischi di attentati”.
In
particolare i fondi assegnati appaiono “oggettivamente insufficienti rispetto
alle esigenze derivanti dagli impegni internazionali già assunti e tuttora in
attesa di ratifica – rileva
Nel corso dell’esame del provvedimento sia il presidente della Commissione, Lamberto Dini, sia il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi hanno segnalato come la manovra economica in oggetto sia stata determinata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica.
Contenimento che è legato alla progressiva armonizzazione dei bilanci pubblici dei Paesi facenti parte dell’Unione Europea e che è connesso all’obiettivo di un rapporto deficit- Pil non superiore al 3%.
Il
sottosegretario Stefania Craxi ha segnalato tuttavia “profili di criticità,
con specifico riferimento al Mae, che andrebbero considerati”, pur nelle priorità
indicate dal contenimento della spesa, citando la necessità di risorse per “far
fronte all’esigenza di garanzia della sicurezza contro attentati terroristici
delle sedi diplomatiche situate nei paesi a rischio, per poter procedere alla
ratifica degli accordi internazionali già sottoscritti e per rispettare gli
impegni assunti dall’Italia in sede multilaterale”. Lo stesso Dini ha manifestato
la consapevolezza che “ulteriori riduzioni di stanziamenti di competenza del
Mae potrebbero porre a rischio l’essenziale funzione di politica estera del
dicastero medesimo”.
Si tratta di preoccupazioni che hanno contribuito alla elaborazione delle osservazioni contenute nel parare della Commissione, in cui si rileva come in vista della riconduzione del debito pubblico al 60% del Pil sia indispensabile l’attuazione di vere e proprie “riforme strutturali”.
Riforme la cui assenza nel provvedimento in esame pesa nel parere critico espresso da alcuni senatori dell’opposizione, relatori di un rapporto alternativo che sarà trasmesso nella forma di rapporto di minoranza alla Commissione bilancio.
Sul
fronte degli stanziamenti destinati agli italiani all’estero è intervenuto nel
corso dell’esame Claudio Micheloni, senatore eletto per il Pd nella ripartizione
Europa, il quale ha motivato la sua scelta di non presentare proposte emendative
in proposito “nella consapevolezza della estrema difficoltà di un eventuale
accoglimento delle stesse”. Egli ha tuttavia evidenziato “come negli ultimi
anni si sia assistito ad un sostanziale dimezzamento di tali risorse, una decurtazione
che risulta ancor più grave, dal punto di vista dei servizi erogati alle collettività
italiane all’estero, - ha aggiunto - ove si consideri il contestuale intervento
di riassetto dell’articolazione interna del Mae e sulla riforma della rete degli
uffici all’estero”. Micheloni ha infine richiamato “la drammatica situazione
di numerosi connazionali in America latina, di età avanzata e in stato di indigenza,
per i quali non sono stati mantenuti i fondi di sostegno all’assistenza sanitaria”.
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