IMMIGRAZIONE
Contro la tratta umana quattro progetti sostenuti
dalla Regione Lazio
ROMA – “Quattro progetti per combattere la
tratta degli esseri umani e fornire protezione, inclusione e reinserimento sociale
alle persone gravemente sfruttate nell'ambito della prostituzione e del lavoro
nero. Progetti messi in campo dal Terzo settore in linea con la nuova impronta
che stiamo dando alle politiche sociali del Lazio: la sussidiarietà orizzontale
come risposta alle difficoltà”. Lo di
Nello specifico, Forte si riferisce al programma
“Ambiguità dell’Accoglienza” dell’Associazione Ora d’Aria, che dispone di una
casa di accoglienza nella quale offre sostegno ai transessuali vittime di tratta
e di sfruttamento da parte di racket internazionali, in particolare dal Brasile
e dall'Argentina. Un sostegno – spiega Forte - che va dall'assistenza sanitaria
e legale al counselling psicologico fino all'inserimento
lavorativo. Stesse linee guida per il progetto della Provincia di Roma “Prendere
il volo
“Oltre allo sfruttamento sessuale, certamente
più noto, - aggiunge l'assessore - da non trascurare è però anche quello legato
al lavoro forzato. Non a caso, come ha recentemente rivelato il nostro ‘Rapporto
sui servizi sociali del Lazio’, tra le forme di disagio che interessano gli
immigrati al primo posto c’è quella legata al lavoro nero”. Ecco perché tra
i quattro progetti interessati dal cofinanziamento regionale c’è anche quello
della Cooperativa sociale Parsec, dal titolo “Right Job
“In particolar modo, l'osservatorio legato
al progetto ha messo in evidenza che sono coinvolti in questo fenomeno immigrati
per lo più di sesso maschile (80%), provenienti da un gruppo di paesi molto
più ampio che per lo sfruttamento sessuale (Marocco, Tunisia, Cina, Nigeria,
Egitto, Romania, Filippine, Pakistan). Inoltre si sono notate delle vere e proprie
segmentazioni territoriali ed etniche: gli agricoltori indiani si concentrano
nell'Agro Pontino, i mobilieri pachistani nel Frusinate, le badanti sono per
lo più ucraine e rumene, i manovali edili rumeni ed albanesi, i lavoratori domestici
provengono dall'Asia e dal Sud America, mentre i lavoratori tessili dalla Cina”.
“Con i progetti finanziati, l'obiettivo è
proprio quello di creare una rete di attori sociali locali per rispondere direttamente
sul territorio al dramma dell'immigrazione clandestina e - conclude l’assessore
Forte - per difendere la dignità umana”. (