LIBRI
Da “In rete con l'Italia” n. 5, novembre-dicembre 2010
Un omaggio a tutte le emigrate
Mettere in luce lo straordinario contributo femminile
all’esperienza dell’emigrazione piemontese in Argentina. E’ questo l’intento
del volume: “I motori della memoria, le piemontesi in Argentina”, scritto da
Maddalena Tirabassi, edito nel 2010 da Rosenberg &
Sellier
ROMA - Le donne, “motori della memoria”,
ma anche e soprattutto “motori” della famiglia e della società, con il loro
apporto sempre più rilevante nel mondo del lavoro, dell’associazionismo, dell’impegno
sociale attivo.
Donne che hanno affrontato con coraggio
il distacco dalla propria terra natale, per costruire, con altrettanto coraggio,
una nuova vita in un Paese lontano. Un Paese che le ha accolte, viste crescere
ed integrarsi, calandosi appieno in una realtà profondamente diversa e multietnica,
ma senza mai dimenticare la propria identità culturale d’origine, anzi, facendone
una ricchezza da condividere, conservare e trasmettere alle future generazioni.
Il ruolo femminile nel fenomeno migratorio
è stato spesso ingiustamente relegato in secondo piano e questo libro della
Tirabassi ha il grande merito di rivalutarlo, ponendo in evidenza
quanta parte abbiano avuto le donne nel tenere saldo un tessuto familiare e
sociale segnato in maniera indelebile dall’esperienza dell’emigrazione.
Le storie della memoria collettiva
La pubblicazione, realizzata grazie
al contributo del Forum delle donne piemontesi d’Argentina, rende omaggio a
tutte le emigrate, e non solo piemontesi, raccontando le loro storie, che sono
parte insostituibile di una memoria collettiva da custodire e tramandare con
orgoglio.
Si tratta di un’analisi, dettata dal
desiderio di capire la propria identità culturale di origine etnica, ma anche
di una denuncia di un vuoto storiografico, dal momento che la storia delle donne
immigrate in Argentina è una delle tante storie che ancora non è stata scritta.
Una delle sfide di questa ricerca consiste
inoltre nell’indagare sul significato dell’identità etnica regionale, secondo
una lettura di genere, in un Paese che per decenni ha celebrato il trionfo del
“crisol de razas” (crogiuolo
di razze) e in cui non è stata ancora ricostruita la storia delle donne.
Il significato dell’appartenenza
La collaborazione di Alvise Dal Prà è risultata molto utile per gestire il patrimonio di materiali
e interviste utilizzato per presentare questo ritratto di molte generazioni
di migranti piemontesi in Sudamerica.
Dalla ricerca emerge anche che sono
due gli elementi che concorrono in genere alla costituzione di una nuova identità
collettiva: da un lato l’esistenza di un nucleo di riferimento per la comunità
stabile e ben organizzato; dall’altro la necessità che la collettività sia recettiva
il più possibile. Nel caso degli italiani in Argentina entrambi i presupposti
sono presenti: la consapevolezza di essere degli immigrati italiani viene correttamente
percepita dagli emigranti stessi e dalla società argentina.
Nel migrante si viene così a sviluppare
una profonda dualità tra l’attaccamento all’identità di origine e l’integrazione
nella società ricevente.
Al di là della ricostruzione storico-letteraria,
il testo cerca anche di provare a dare risposte a una serie di questioni che
riguardano il significato dell’appartenenza etnica oggi: chi sono, dove sono,
cosa fanno oggi le donne piemontesi e di discendenza piemontese che vivono in
Argentina; che rapporti hanno mantenuto con il Paese di origine; come e cosa
si trasmette della memoria delle origini attraverso le generazioni; cosa influenza
i legami con il Paese di provenienza degli avi; quali sono i fattori che scatenano
la consapevolezza etnica; che influenza ha l’immagine dell’Italia nel mondo;
che ruolo hanno la situazione politica ed economica del Paese di residenza e
le politiche dello Stato italiano e delle Regioni nei confronti degli italiani
nel mondo.
Le tre sezioni del libro
“I motori della memoria, le piemontesi
in Argentina”, è diviso in tre parti. La prima parte del libro è tesa a contestualizzare
e a introdurre storicamente la vicenda migratoria piemontese in Argentina.
La seconda parte, preceduta da un inserto
iconografico in quadricromia composto da foto e documenti forniti dalle donne
stesse, si apre con un’analisi delle risposte a un questionario.
L’ultima parte di questo volume costituisce
un macrotesto delle migrazioni al femminile attraverso i ricordi delle donne
stesse. (In rete con l’Italia*/Inform)
* Bimestrale
d'informazione a cura della direzione generale per gli Italiani all'estero e
le Politiche migratorie del Mae