ITALIANI ALL’ESTERO
Norma Negro (Enas Ugl) sulla situazione dei pensionati italiani in Argentina
Chiesto l’intervento dell’Inps e del Parlamento per risolvere
la questione degli indebiti pensionistici
BUENOS AIRES – Lancia un grido d’allarme
sulla situazione dei pensionati italiani in Argentina la responsabile del patronato
Enas/Ugl del Paese sudamericano,
Norma Negro. Una situazione di per sé già difficile – avverte – quando la convertibilità
negli anni ’90 era fissata a 1 dollaro per ogni pesos argentino:
“già allora, nel tempo lontano in cui le mensilità risultavano sostanziose,
i pensionati lamentavano difficoltà nel far fronte alle loro necessità. Non
avrebbero mai immaginato – prosegue Norma Negro – che il loro futuro sarebbe
diventato ancora più nero, allorquando sarebbero divenuti debitori di migliaia
di euro da restituire all’Inps”.
“I pensionati residenti all’estero
sono vittime della parametrazione - spiega la responsabile del patronato Inas in Argentina. - Ciò significa che il beneficio a loro
spettante è determinato dalla legge del 28 dicembre 2001 che aveva lo scopo
di equiparare i redditi dei pensionati esteri a quelli dei residenti in Italia
ai fini del riconoscimento della maggiorazione sociale, sino a garantire un
reddito mensile pari a euro 516,46 in presenza di determinati requisiti di reddito
e di età”. Un’idea che la Negro definisce “lodevole” nelle intenzioni,
ma che nei fatti è risultata danneggiare i connazionali emigrati in Argentina,
dal momento che “il coefficiente fissato per determinare il potere di acquisto
in loco non corrispondeva e continua a non corrispondere alla realtà”.
Con l’aggravarsi della crisi economica,
la moneta argentina si è svalutata, con il risultato che un dollaro ha finito
per corrispondere a più pesos argentini, mentre l’inflazione è cresciuta
di pari passo, annullando i benefici della maggiorazione sociale. A queste
difficoltà va sommata la mancata tempestiva registrazione da parte dell’Inps
delle variazioni di reddito dei pensionati italiani in loco, relative agli anni
2004 e 2005 e trasmesse telematicamente nel 2006, “un ritardo che ha dato origine
agli indebiti pensionistici, comunicati agli interessati già a partire da dicembre
2007 – segnala Norma Negro, rilevando come tali comunicazioni non abbiano comunque
prodotto le variazioni annunciate nelle mensilità percepite nel 2008, aggravando
ulteriormente l’entità della riscossione degli indebiti stessi, al cui calcolo
ora concorrono anche le dichiarazioni relative agli anni dal 2006 al 2009”.
Norma Negro imputa a questo errato
operato dell’Inps il rischio di una sfaldatura dei rapporti con i pensionati
italiani all’estero, senza contare “i danni fisici, psicologici e morali che
subiscono questi ultimi a causa di tante lungaggini, incertezze e incoerenze”,
per evitare i quali si chiede all’Istituto previdenziale italiano di intervenire.
Nel caso in cui, invece, vengano riconosciute
le distorsioni come generate dal meccanismo di parametrazione adottato, la responsabile
del patronato Enas invita ad intervenire governo e
Parlamento. “Riconoscete – conclude Norma Negro, rivolgendosi direttamente a
questi ultimi - quanto hanno dato all’Italia quei connazionali che per sopravvivere
hanno dovuto emigrare”. (Inform)