INFORM - N. 219 - 24 novembre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Norma Negro (Enas Ugl) sulla situazione dei pensionati italiani in Argentina

Chiesto l’intervento dell’Inps e del Parlamento per risolvere la questione degli indebiti pensionistici

 

BUENOS AIRES – Lancia un grido d’allarme sulla situazione dei pensionati italiani in Argentina la responsabile del patronato Enas/Ugl del Paese sudamericano, Norma Negro. Una situazione di per sé già difficile – avverte – quando la convertibilità negli anni ’90  era fissata a 1 dollaro per ogni pesos argentino: “già allora, nel tempo lontano in cui le mensilità risultavano sostanziose, i pensionati lamentavano difficoltà nel far fronte alle loro necessità. Non avrebbero mai immaginato – prosegue Norma Negro – che il loro futuro sarebbe diventato ancora più nero, allorquando sarebbero divenuti debitori di migliaia di euro da restituire all’Inps”.

“I pensionati residenti all’estero sono vittime della parametrazione - spiega la responsabile del patronato Inas in Argentina. - Ciò significa che il beneficio a loro spettante è determinato dalla legge del 28 dicembre 2001 che aveva lo scopo di equiparare i redditi dei pensionati esteri a quelli dei residenti in Italia ai fini del riconoscimento della maggiorazione sociale, sino a garantire un reddito mensile pari a euro 516,46 in presenza di determinati requisiti di reddito e di età”.  Un’idea che la Negro definisce “lodevole” nelle intenzioni, ma che nei fatti è risultata danneggiare i connazionali emigrati in Argentina, dal momento che “il coefficiente fissato per determinare il potere di acquisto in loco non corrispondeva e continua a non corrispondere alla realtà”.

Con l’aggravarsi della crisi economica, la moneta argentina si è svalutata, con il risultato che un dollaro ha finito per corrispondere a più pesos argentini, mentre l’inflazione è cresciuta di pari passo, annullando i benefici della maggiorazione sociale.  A queste difficoltà va sommata la mancata tempestiva registrazione da parte dell’Inps delle variazioni di reddito dei pensionati italiani in loco, relative agli anni 2004 e 2005 e trasmesse telematicamente nel 2006, “un ritardo che ha dato origine agli indebiti pensionistici, comunicati agli interessati già a partire da dicembre 2007 – segnala Norma Negro, rilevando come tali comunicazioni non abbiano comunque prodotto le variazioni annunciate nelle mensilità percepite nel 2008, aggravando ulteriormente l’entità della riscossione degli indebiti stessi, al cui calcolo ora concorrono anche le dichiarazioni relative agli anni dal 2006 al 2009”.

 Norma Negro imputa a questo errato operato dell’Inps il rischio di una sfaldatura dei rapporti con i pensionati italiani all’estero, senza contare “i danni fisici, psicologici e morali che subiscono questi ultimi a causa di tante lungaggini, incertezze e incoerenze”, per evitare i quali si chiede all’Istituto previdenziale italiano di intervenire.

Nel caso in cui, invece, vengano riconosciute le distorsioni come generate dal meccanismo di parametrazione adottato, la responsabile del patronato Enas invita ad intervenire governo e Parlamento. “Riconoscete – conclude Norma Negro, rivolgendosi direttamente a questi ultimi - quanto hanno dato all’Italia quei connazionali che per sopravvivere hanno dovuto emigrare”. (Inform)


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