MEDIO ORIENTE
Incontri del ministro degli Esteri con israeliani e palestinesi
Frattini: l’Italia scommette sulla volontà di pace delle
due parti
ROMA - L'Italia scommette sulla "volontà
di pace" della leadership palestinese come di quella israeliana, affidando
le speranze della ripresa dei negoziati diretti in primo luogo agli sforzi degli
USA in questi giorni "per persuadere Israele a riprendere una moratoria
edilizia negli insediamenti ebraici". E' questo il senso del messaggio
che il Ministro Franco Frattini ha condiviso ieri con gli interlocutori incontrati
a Gerusalemme e a Ramallah, nel quadro di una missione
di tre giorni che si concluderà oggi nella Striscia di Gaza.
Frattini ha espresso il suo auspicio
parlando con il suo omologo israeliano, Avigdor Lieberman, con il capo negoziatore dell'Autorità nazionale
palestinese (Anp), Saeb
Erekat, e con il presidente Mahmud
Abbas, visitati in Cisgiordania fra Gerico e Ramallah. Da tutti, ha colto una fondamentale disponibilità
a riannodare il filo del negoziato.
L'obiettivo - piega la Farnesina -
deve essere ora quello di trovare il minimo comune denominatore per un restart in grado di dar vita a "negoziati seri sui confini"
del futuro Stato palestinese "e su tutte le questioni chiave" del
contenzioso, ha sottolineato Frattini rivolgendosi a Erekat a Gerico, dopo aver inaugurato nella scuola 'Terrasanta'
una nuova sala polifunzionale realizzata dalla Cooperazione Italiana. Per raggiungerlo
- ha proseguito - è necessario sostenere gli sforzi che "i nostri amici
americani" stanno compiendo per far quadrare il cerchio di un'intesa su
una nuova moratoria di almeno tre mesi.
L'Italia - ha notato Frattini - condivide
la posizione degli Usa secondo cui gli insediamenti israeliani nei territori
occupati "sono un ostacolo al processo di pace", ma ritiene che il
problema vada risolto nei colloqui diretti. Da parte palestinese, il ministro
italiano ha riscontrato la volontà di Abu Mazen "di ricominciare a negoziare
con gli israeliani". Una volontà che per altro verso s'accompagna con la
richiesta - ribadita pubblicamente dal presidente dell'Anp, come da Erekat - di "un
congelamento pieno degli insediamenti".
Quanto ai confini del futuro Stato
palestinese, Erekat ha rinnovato la richiesta all'Italia,
agli Usa e ai paesi dell'Europa e dell'Occidente di riconoscerli già adesso,
in modo formale, entro il tracciato del 1967. Frattini ha però puntualizzato
che "l'intesa in seno alla comunità internazionale è che si devono sostenere
i negoziati e i negoziatori, non prendere il loro posto". L'Italia, ha
chiarito, "vuole uno Stato palestinese al più presto possibile", ma
non attraverso iniziative unilaterali.
La visita di Frattini si conclude oggi
nella Striscia di Gaza. Sono previste visite ad istituzioni gestite dall'UNRWA
e dalla Cooperazione Italiana, mentre non ci saranno incontri con rappresentanti
di Hamas, che Stati Uniti ed Unione europea hanno inserito nella lista delle
organizzazioni terroristiche. Fra gli obiettivi della visita, ha spiegato Frattini,
vi è quello di "verificare come espandere l'export dalla Striscia di Gaza
non solo verso mercati europei come l'Olanda, ma anche verso la Regione, in
primo luogo la Cisgiordania". (Inform)