ITALIANI ALL’ESTERO
Franco Narducci
(Pd, Unaie): Il Governo ascolti la comunità italiana
di Manchester e non chiuda il Consolato
ROMA – “Il Consolato italiano di Manchester è una realtà fondamentale per
i nostri connazionali residenti in quel territorio, molti dei quali sono emigrati
di prima generazione con tutte le difficoltà del caso e che richiedono una presenza
italiana reale sul territorio. Una presenza che non potrà essere garantita da
un ipotetico Consolato digitale in quanto questi italiani sono ancora molto
lontani da tale tecnologia”. Così Franco Narducci,
deputato Pd della circoscrizione Estero e presidente dell’Unaie,
che lancia un appello affinché il Governo non chiuda la sede consolare.
Per Narducci “il processo di razionalizzazione in
atto della nostra rete diplomatico-consolare deve tener conto dei dati reali,
delle situazioni concrete vissute sul territorio dai nostri concittadini”.
“Non si può tagliare semplicemente per partito preso – prosegue il deputato
eletto nella ripartizione Europa - senza tener conto degli interessi strategici
dell'Italia tra i quali rientra primariamente l'attenzione ai cittadini italiani
all'estero che in seguito all'eventuale chiusura del Consolato di Manchester
si troverebbero in una situazione insostenibile. Pur condividendo l'esigenza
di innovare e semplificare per ridurre i costi ritengo che questo non debba
essere fatto a scapito dei cittadini residenti all'estero che hanno tutto il
diritto di continuare ad usufruire dei servizi nel modo migliore, senza i paventati
disagi che deriverebbero da una eventuale chiusura della Sede consolare. Purtroppo,
il Governo, ad oggi – secondo Narducci - non ha mostrato attenzione agli appelli provenienti
dalle comunità italiane all'estero anzi si è mostrato a qualsiasi istanza e
necessità espressa da queste ultime rifugiandosi dietro la prospettiva del funzionamento
di un ipotetico consolato online che è ancora, di gran lunga, lontano”.
Narducci chiede “al Governo di
ascoltare l'appello che arriva dalla comunità italiana che è nel territorio
consolare di Manchester” e che “valuti la possibilità di non procedere alla
chiusura di un Consolato indispensabile al normale svolgimento della vita della
comunità italiana e che rende alle casse dello Stato circa 75.000 sterline”.
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