INFORM - N. 218 - 23 novembre 2010


QUIRINALE

Consegnati i Premi “Vittorio De Sica”

Napolitano: “Non troveremo nuove vie per lo sviluppo mortificando la nostra cultura”

Tra i premiati Carla Fracci, Lino Banfi, Alessandro Gassman, Monica Bellucci, Riccardo Scamarcio, Alberto Arbasino, Inge Feltrinelli, Antonio Pappano, Guido Ceronetti, Luca De Filippo, Sergio Zavoli

 

ROMA – “Dobbiamo trovare nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale. Ma è con serietà e convinzione che mi sento di dire: queste vie non le troveremo attraverso una mortificazione della risorsa di cui l’Italia è più ricca: la risorsa cultura, nella sua accezione unitaria. Adoperiamoci perché di ciò si convincano tutti e perché se ne traggano le conseguenze. Questo deve essere il nostro solidale impegno”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di consegna in Quirinale dei premi “Vittorio De Sica”.

I riconoscimenti per il cinema italiano sono andati a: Lino Banfi, Monica Bellucci, Antonio Capuano, Giovanna Gagliardo, Alessandro Gassman, Franco Interlenghi, Luciano Ligabue, Francesca Longardi, Micaela Ramazzotti e Riccardo Scamarcio. Il Premio De Sica per le arti visive va a Sandro Chia; per la danza a Carla Fracci; per l’editoria a Inge Feltrinelli; per la letteratura a Alberto Arbasino; per la musica a Antonio Pappano; per la poesia a Guido Ceronetti; per la storia a Carlo Di Carlo; per il teatro a Luca De Filippo; per la società a Sergio Zavoli.

Con i premi Vittorio De Sica,ha aggiunto il capo dello Stato “noi festeggiamo e sosteniamo, con il cinema, anche il teatro e tutte le realtà dello spettacolo. Ed è stato bello e significativo che questa istituzione si sia evoluta, fino ad abbracciare anche la letteratura, la musica, le arti visive, la storia, riconoscendone il legame intrinseco con la creazione cinematografica e inducendoci a vedere i problemi dello spettacolo nel quadro più generale dei problemi della cultura, del suo ruolo e delle sue esigenze, e quindi del modo di corrispondervi in Italia nelle condizioni attuali”.

Il capo dello Stato ha rinnovato la sua vicinanza al cinema italiano “come parte costitutiva della nostra identità nazionale, come risorsa produttiva, come fattore di prestigio e di attrazione dell’Italia nel mondo”. Sapendo bene “quel che inquieta, quel che assilla” il mondo dello spettacolo e “i motivi della protesta che ha ieri attraversato il paese”, il presidente Napolitano ha osservato che “il discorso sullo spettacolo come mondo espressivo, come attività economica, come industria che ha i suoi ritorni per il Paese - richiede un’attenzione specifica, per le gravi difficoltà che sta attraversando, per l’incertezza che pesa sul suo futuro. Tenendomi lontano - regola per me doverosa - dalla dialettica tra sindacati e governo, considero positivo quel che il ministro dei Beni culturali ha dichiarato sulle ragioni della protesta di ieri, sui problemi reali che essa pone, e quel che ha annunciato in materia di ripristino di risorse per il FUS 2011 e di rinnovo delle misure di incentivazione fiscale al cinema. Ma non c’è dubbio che al di là di ciò si imponga una riflessione di fondo e di prospettiva”.

“Ed essa - ha detto il presidente della Repubblica - deve comprendere l’insieme del capitolo cultura e quindi delle risorse pubbliche e private da destinarvi: spettacolo, comprese le istituzioni, anch’esse sofferenti, dell’opera lirica e della musica sinfonica, e musei, siti archeologici, palazzi storici, centri urbani e luoghi paesaggistici da preservare nella loro unicità, il patrimonio straordinario, insomma, che abbiamo ereditato e che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare”. (Inform)

 

 


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