INFORM - N. 217 - 22 novembre 2010


NOVITA’ EDITORIALI

“Ottobre piovono libri”: presentato a Catania il libro dello storico Salvatore Lupo

“Il passato del nostro presente. Il lungo Ottocento 1776-1913”

 

CATANIA - Un manuale breve su un secolo lungo, una sintesi attenta e chiara, uno studio di alta divulgazione rivolto ad un pubblico di appassionati della storia che corregge la presbiopia del tempo cercando, per l’appunto, “il passato del nostro presente” perché la storia possa aiutarci a scoprire e a comprendere cosa siamo diventati e perché.

 “Il passato del nostro presente. Il lungo Ottocento 1776-1913” di Salvatore Lupo (Laterza 2010) è stato presentato in anteprima assoluta a Catania presso la Pinacoteca provinciale San Michele Minore nell’ambito degli appuntamenti di “Ottobre piovono libri”, iniziativa promossa dal Mibac, dall'Upi, dall'Anci, dalla Conferenza delle Regioni e dalla Provincia Regionale di Catania. Come di consueto, a porgere i saluti istituzionali è stato il vice presidente della Provincia Nello Catalano, mentre a delineare i profili degli ospiti si è occupata Domenica Pagliaro, dirigente del  Servizio Politiche culturali.

L’arco temporale preso in esame è di circa 140 anni: dalla fine della Rivoluzione Francese allo scoppio della Prima guerra  mondiale, periodo in cui prendono vita alcune tra le più importanti idee forza che arrivano fino alla nostra contemporaneità e la caratterizzano.

“L’Ottocento è il secolo in cui si formano delle idee che contraddicono la storia – rileva Luciano Granozzi, docente di Storia contemporanea all’Università di Catania. – Noi oggi viviamo in una fase in cui apparentemente queste grandi idee forza si sono esaurite. Il libro di Lupo contrappone l’apporto della storiografia alle ideologie”.

Attraverso un’analisi sottile, uno stile non banalmente semplice e il “dialogo a distanza” con alcuni importanti storici, tra cui Cristopher A. Bayly (“La nascita del mondo moderno 1780-1914”) e Arno J. Mayer  (“Il potere dell'Ancien Régime fino alla prima guerra mondiale”), Lupo “rinnova notevolmente alcune categorie interpretative della storia – spiega Rosario Mangiameli, docente di Storia contemporanea all’Università di Catania –.  Una di queste riguarda gli aspetti economici e l’importanza che ha avuto la rivoluzione industriale e i suoi elementi di continuità nella contemporaneità”.

Categorie rinnovate e luoghi comuni storiografici rivisti: lo studioso porta all’attenzione del lettore che non c’è mai stata una “rivoluzione” industriale, ma una “trasformazione” industriale; che non possono essere considerati protagonisti dell’Ottocento il profitto e l’industria, ma la rendita fondiaria e i contadini; che l’aristocrazia non è stata spazzata via dalla Rivoluzione francese, ma dalla Prima guerra mondiale; che solo una visione fortemente eurocentrica può riferirsi all’Ottocento come ad un secolo pacifico, e infine che il marxismo ha profetizzato un capitalismo che all’epoca non si era ancora realizzato.

Apparentemente crociano, poiché suggerisce e ricorda l’asserzione secondo cui è l’interesse del presente a spingere verso ogni ricerca storica, il titolo è invece estraneo a tale concetto, come sottolinea Lupo: “Esiste una prepotenza del presente sul passato che induce ad una selezione selvaggia. E infatti il titolo non si riferisce a Croce e allo storicismo, poiché le risposte alla nostra domanda sul presente possiamo cercarle in qualsiasi passato. Quello che interessa a noi è la contemporaneità dell’Ottocento”. E conclude: “Il Novecento ha realizzato alcune delle promesse che l’Ottocento non era riuscito a concretizzare, e ne ha disatteso  altre. Il passato del nostro presente è l’idea di libertà”. (Inform)

 

 


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