CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA
Le relazioni tra Comites, Cgie e le rappresentanze diplomatico-consolari
Nell’ultima sessione di lavori le riflessioni dei consiglieri
sul necessario rapporto di collaborazione tra il sistema di rappresentanza dei
connazionali all’estero e le strutture del Mae
ROMA – Si è conclusa con una riflessione sulle relazioni tra Comites, Cgie e rappresentanze consolari l’ultima giornata di lavori, venerdì 19 novembre, dell’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
Ad introdurre l’argomento Tommaso Conte (Germania), il quale ha lamentato il fatto che il Cgie non venga “ascoltato né consultato dall’esecutivo, così come vorrebbe la legge istitutiva” e come questo mancato confronto finisca per avere gravi ripercussioni sul territorio, non solo per i provvedimenti legislativi che coinvolgono i connazionali all’estero.
“Da alcuni anni è diventato sempre più difficile per i rappresentanti di Comites e Cgie ottenere la giusta considerazione presso le rappresentanze consolari presenti sul territorio - afferma Conte – e sentirsi chiamati in causa per affrontare tutte le questioni che investono la collettività, così come vorrebbe la legge”. Una difficoltà che va di pari passo con il processo di ristrutturazione della rete diplomatico-consolare e con i cambiamenti interni alla stessa struttura del Mae, in merito a cui il Consiglio rivendica l’esercizio del proprio ruolo consultivo, specie se a risentire dei mutamenti sono i cittadini italiani all’estero. Da Conte viene inoltre lamentata l’assenza di consultazioni previste per la redazione dei piani Paese che avrebbero dovuto guidare l’intervento del Mae rivolto ai connazionali.
Nel corso del dibattito, Bruno Capaldi (Francia) ha sottolineato come il rapporto con le rappresentanze consolari all’estero debba venir recuperato in particolare in vista dell’organizzazione degli eventi dedicati ai 150 anni dell’Unità d’Italia, mentre Carlo Consiglio (Canada) imputa alle prese di posizione del sottosegretario Mae con delega agli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, lo scarso livello di considerazione attribuito ai rappresentanti di Comites e Cgie all’estero da parte delle strutture consolari. Salvatore Tabone (Francia) si è invece detto amareggiato per i suoi rapporti con il console generale di Metz, sua città di residenza. Anche Michele Schiavone (Svizzera) ha ribadito la necessità di un recupero dei rapporti tra rappresentanze dello Stato italiano all’estero e rappresentanti della collettività, approfondendo le motivazioni del prodursi di un tale “scollamento” e auspicando un proseguimento dell’analisi nel corso delle prossime assemblee plenarie del Cgie.
“Ciò che il governo
semina nei confronti del sistema di rappresentanza degli italiani all’estero
non manca di ripercuotersi sulla relazioni tra Comites e Cgie e rappresentanze
diplomatico-consolari – ha affermato Norberto Lombardi (Pd), consigliere di
nomina governativa. Quest’ultimo propone al segretario generale, Elio Carozza,
la preparazione di una lettera indirizzata al ministro Frattini per ribadire
la necessaria consultazione dal Cgie da parte del Mae qualora si intenda intervenire
con norme quali quelle contenute nel recente regolamento in materia gestionale
e finanziaria della rappresentanze diplomatiche e consolari di prima categoria
e con modifiche consistenti della struttura del Mae. A questo proposito Lombardi
ribadisce come il Cgie debba poter considerare interlocutrici quelle Direzioni
generali le cui azioni coinvolgono i connazionali all’estero (
Il segretario generale ha inoltre informato i presenti che sono in corso le trattative per l’organizzazione di un seminario seguito dell’incontro “Europa in Movimento”, svoltosi ad aprile al Senato della Repubblica, da tenersi presso la sede del Parlamento Europeo.
Claudio Pieroni
(Brasile), infine, ha segnalato i preparativi in corso nel suo Paese di residenza
dell’anno “Italia-Brasile”, nel 2011, mostrando alla plenaria il logo dell’iniziativa
che associazioni, Comites, Cgie e Ambasciata italiana stanno organizzando sul
territorio. (V.P. –