IMMIGRAZIONE
Settimo Rapporto sull’Immigrazione in Veneto:
quasi mezzo milione gli stranieri residenti
Stival: “Lavorare per un’integrazione
reale e non di facciata”
VENEZIA - A fine 2009 gli stranieri residenti
in Veneto erano 489.000, contro i circa 25.000 del 2001 e con un’incidenza del
10% sull’intera popolazione regionale, contro una di circa l’1% che si registrava
nel 1994. Rispetto al mercato del lavoro, gli stranieri occupati sono oltre
223.000 (l’11% del totale) e fanno del Veneto la terza regione italiana per
numero di stranieri rispetto al totale degli occupati. Nelle scuole, l’11,3%
degli studenti è straniero Questi e molti altri dati (reperibili e scaricabili
dal sito www.venetoimmigrazione.it ) fanno
parte del 7° Rapporto sull’Immigrazione in Veneto, presentato in Giunta regionale
dall’assessore ai flussi migratori Daniele Stival,
che era affiancato dal direttore di Veneto Lavoro Sergio Rosato, dal responsabile
dell’osservatorio regionale immigrazione Bruno Anastasia, e dal vicepresidente
della consulta regionale immigrazione Abdallah Khezraji.
Sul piano del lavoro, l’influenza degli stranieri
sul flusso delle assunzioni è stata del 27%, ma alta è la percentuale di coloro
che erano occupati e che, con la crisi, hanno perduto il posto: circa il 30%.
Riguardo all’istruzione, gli allievi stranieri nelle scuole di ogni ordine e
grado sono più di 79.000, pari all’11,3% del totale. 6 su 10 di loro si concentrano
nella scuola primaria. Riguardo agli aspetti demografici, va rilevato che, su
1.985.191 famiglie venete, 199.254 hanno almeno un componente straniero, mentre
169.281 hanno un capofamiglia straniero. Nel complesso, è comunitario uno straniero
su 4.
“Si tratta – ha sottolineato Stival - di un fenomeno che si può a ben ragione definire
‘di massa’ e che come tale va conosciuto, governato, regolato e non subito.
Per farlo, dati analitici e approfonditi come questi sono preziosi e costituiscono
la base di conoscenza sulla quale tarare le politiche in un settore di tale
delicatezza, lavorando per un’integrazione reale e non di facciata; creando
quindi le condizioni perché chi si trova nella nostra regione con un reale progetto
di vita possa trovare le risposte che cerca e, per contro, evitando che i veneti
debbano subire soprusi da parte di chi, invece, viene qui per sfruttare la clandestinità
a scopi illeciti. Una reale integrazione – ha aggiunto Stival – deve quindi basarsi su alcuni capisaldi: da un lato
la tradizione di accoglienza che ha sempre caratterizzato il popolo veneto,
dall’altro la consapevolezza da parte dello straniero di trovarsi in una terra
con le proprie tradizioni, la propria cultura, le proprie leggi da capire e
rispettare”. Secondo Stival, “in questo senso è necessario
favorire alcuni aspetti, che abbiamo inserito nel nostro piano triennale specifico
ed in quello annuale 2010, come la conoscenza della lingua e delle leggi, l’integrazione
scolastica e lavorativa, la formazione professionale, che consenta anche di
attivare un sistema di rientri in patria concordato con i Paesi d’origine, portando
con sé conoscenze e professionalità capaci di far crescere il lavoro e l’economia
nella terra d’origine”. (Inform)