INFORM - N. 216 - 19 novembre 2010
CGIE – ASSEMBLEA
PLENARIA
Ultima giornata di lavori con le relazioni delle Commissioni
tematiche
Interventi dei presidenti delle Commissioni “Nuove migrazioni
e generazioni nuove” (VII), “Formazione, impresa, lavoro e cooperazione” (V)
e “Tutela sanitaria” (VIII). Per il gruppo donne, la relazione di Anna Pompei
Rüdenberg
ROMA – L’ultima mattinata di lavori dell’assemblea plenaria
del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è cominciata, stamani, con
le relazioni dei presidenti delle Commissioni tematiche non intervenuti nella
seduta di ieri: Nuove migrazioni e generazioni nuove (VII), Formazione, impresa,
lavoro e cooperazione (V Commissione), Tutela sanitaria (VIII Commissione).
Carlo Erio (Francia), presidente
della Commissione Nuove migrazioni, ha ripercorso il lavoro intrapreso negli
ultimi anni dal Cgie per il progressivo coinvolgimento
dei giovani alle attività del mondo associativo all’estero e alle tematiche
di più immediato interesse per i connazionali emigrati.
Un percorso che mantiene come punto di riferimento fondamentale
la Prima conferenza
dei giovani italiani nel mondo, che il Cgie ha promosso
e contributo a realizzare. “I giovani che avevano risposto immediatamente e
con entusiasmo alle nostre sollecitazioni – ha detto Erio – sono rimasti delusi dagli impegni presi e non mantenuti
dal governo nel corso della Conferenza. Indubbiamente si è verificato un loro
avvicinamento al mondo associativo, ma essi si attendevano di divenire protagonisti
di un percorso di crescita, piuttosto che esserne comprimari”. “Molte Regioni
e il mondo associativo ha compreso la necessità di intercettare le aspirazioni
delle giovani generazioni – ha proseguito Erio, –
ma il blocco del rinnovo di Comites e Cgie impedisce un salto qualitativo del loro coinvolgimento”.
Per il presidente della VII Commissione, dunque, “continuare a temporeggiare
su questo fronte vuol dire fornire un sostegno a coloro che intendono da tempo
cancellare il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero”. I componenti
della Commissione pertanto hanno ribadito l’impegno per un proseguimento del
lavoro sino ad oggi effettuato. “L’obiettivo è una ripresa alacre, affinché
i giovani sentano che non li abbiamo dimenticati – ha aggiunto Erio.
– Elaboreremo un piano d’azione che preveda innanzitutto il loro coinvolgimento
nel rinnovo di Comites e Cgie,
l’organizzazione di iniziative che interessino anche giovani imprenditori, si
svolgano dentro e fuori gli incontri del Cgie ed un
ulteriore sforzo informativo”. Erio annuncia inoltre la preparazione di eventi specificamente
pensati con i giovani in occasione della prossima plenaria del Consiglio generale,
che, per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, si svolgerà a Torino
nel prossimo mese di maggio.
Il segretario generale, Elio Carozza,
ringraziando la Commissione
dell’importante contributo, ha precisato che un seguito alle promesse fatte
nel corso della Prima conferenza mondiale debba essere concretizzato dal Parlamento
italiano, piuttosto che dal Cgie. Quest’ultimo infatti ha cercato progressivamente di
coinvolgere per quanto possibile giovani protagonisti del mondo italiano all’estero.
Tra gli interventi seguiti alla relazione, Vincenzo Centofanti (Stati Uniti) ha insistito sull’importanza di coinvolgere
i giovani nati all’estero di seconda o terza generazione, “che sentono ancora
un forte legame con il nostro Paese di cui, spesso a differenza dei loro genitori,
conoscono la lingua oppure la storia e che sono perfettamente integrati in loco,
spesso eccellenze nel mondo dell’economia, della politica, della vita pubblica”.
Un impegno da non rinviare, cogliendo la peculiarità degli italo-americani che,
“a differenza di ciò che avviene con altre popolazioni immigrate in Usa, non
subiscono un processo di perfetta assimilazione con il Paese di accoglienza
- prosegue Centofanti, - processo a cui consegue l’assenza
di una necessità di riscoprire o rinsaldare alcun legame con le proprie origini”.
Luigi Casagrande (Australia) auspica che nei prossimi incontri del Cgie
ci sia modo di discutere e presentare anche progetti ed iniziative messi in
campo per i giovani italiani all’estero e segnala una sua proposta in ambito
sportivo da sottoporre all’attenzione del Comitato di Presidenza. Roberto Volpini
(Acli) rimarca come la questione dei giovani si intrecci con quella dell’associazionismo,
segnalando la necessità di introdurre il tema dell’intergenerazionalità come strumento indispensabile a favorire
la continuità dell’attività associativa che coinvolge gli italiani all’estero
e di proseguire nel tentativo di un collegamento tra nuove mobilità e giovani
che già risiedono o sono nati all’estero. Francesco Papandrea (Australia) critica la debole risposta del governo
alle istanze emerse nella Prima conferenza mondiale dei giovani italiani all’estero
e segnala come i tagli a lingua e cultura italiana possano negativamente influire
sul mantenimento di un legame tra questi ultimi e la madre patria. Anche Francisco
Nardelli (Argentina) ritorna sul disagio determinato
dalla delusione delle aspettative dei partecipati alla conferenza, pur apprezzando
il maggior coinvolgimento di questi ultimi alle attività associative dei Paesi
di residenza, spesso favorito dall’impegno delle Regioni. “Dobbiamo cercare
di far capire maggiormente quali sono le funzioni e i compiti di Comites
e Cgie – aggiunge Nardelli – e proporre
una nostra presenza istituzionale alle iniziative rivolte alle giovani generazioni
e messe in campo sul territorio”. Alberto Bertali
(Gran Bretagna) sottolinea il fatto che, seppur si parli due linguaggi diversi,
spesso per via dell’utilizzo da parte dei giovani dei nuovi strumenti tecnologici,
non è escluso che su punti di interesse fondamentale per le collettività ci
si possa incontrare e comprendere, mentre Fernando Marzo (Belgio) ritorna sull’urgenza
di un rinnovo di Comites e Cgie
che possa, attraverso il coinvolgimento dei giovani, “fare in modo che il bagaglio
di esperienze acquisto anche con la Prima conferenza mondiale non
vada perduto”. Per Marzo, inoltre, la plenaria di Torino sarà un’ottima occasione
per confrontarsi con giovani italiani all’estero. Tommaso Conte (Germania) segnala
uno studio sui giovani italiani in loco promosso da Comites e Cgie, un contributo pensato
anche per poter essere utile a tutte le autorità tedesche che si occupano direttamente
di politiche di integrazione.
Per la Commissione Formazione,
impresa, lavoro e cooperazione è intervenuto il presidente Franco Santellocco (Algeria), sottolineando come “la prossima battaglia
del Cgie sarà non solo quella di impedire che la collettività
italiana all’estero venga ricacciata nel dimenticatoio dal mondo politico”,
rinforzandone piuttosto la presenza anche sulla scena nazionale. Egli esprime
rammarico, inoltre, per il mancato coinvolgimento della Commissione al recente
simposio sui protagonisti italiani nel mondo in Friuli, evento “che ha ribadito
– aggiunge - molte conclusioni cui questa Commissione è pervenuta nel corso
dei propri lavori negli ultimi cinque anni”. “Auspichiamo di essere in futuro
coinvolti nelle iniziative relative all’internazionalizzazione di imprese e
lavoro – afferma Santellocco, includendovi quelle
organizzate dalla nuova Direzione generale del Mae per il Sistema Paese, la cui competenze spera non si sovrappongono
a quelle della Direzione generale italiani all’estero e politiche migratorie
(Dgiemp) e in merito a cui chiede chiarimenti. “Questa
Commissione raccomanda di esplorare ogni possibilità di ricorrere ai fondi comunitari
per migliorare la capacità di programmare ulteriori azioni di sviluppo, anche
per dare seguito alle iniziative elaborate nell’ambito della Conferenza dei
Giovani Italiani nel Mondo – prosegue Santellocco. - Evidenzia, poi, che la formazione all’estero
non può essere intesa come una concessione, ma un investimento, che i corsi
sono un primo anello nel processo di internazionalizzazione, poiché promuovono
nelle nuove generazioni delle nostre comunità una risorsa umana qualificata
ed idonea ad intraprendere attività produttive all’interno del Sistema Italia,
così come, attraverso attività formative, é possibile recuperare al processo
produttivo le persone che ne sono state espulse per ristrutturazioni e variazioni
del prodotto finale”
“Porre in essere un’efficace politica di formazione significa
innescare un circolo virtuoso che si riflette sull’intero sistema in una logica
di trasferimento di conoscenze, informazioni, capacità tecniche, organizzative,
manageriali e di marketing, in definitiva stabilire un legame permanente con
il Paese di origine, con la sua struttura industriale e commerciale – conclude
il presidente della V Commissione, sottolineando il ruolo centrale che le Regioni
acquisiscono su questo fronte con una riforma dello Stato in senso federale
(per l’intervento completo di Santellocco vedi Inform:
http://www.mclink.it/com/inform/art/10n21614.htm).
Pasquale Nestico (Usa), presidente
della Commissione Tutela sanitaria, ha richiamato l’attenzione sulle necessità
segnalate in questo ambito dalle collettività italiane all’estero, specie quelle
residenti in Paesi colpiti da forti crisi economiche e instabilità politica.
Ancora una volta è stata segnalata l’urgenza di effettuare un monitoraggio sulle
esigenze sanitarie dei connazionali, specie coloro che versano in situazioni
di indigenza, “per predisporre progetti efficaci di cura ma anche di prevenzione,
attività speso sottovalutata e che invece consentirebbe, a lungo termine, un
risparmio di risorse decisivo”. Tra le proposte della Commissione, l’opportunità
di creare dei “centri salute che possano integrare servizi diversi e disporre
di diverse professionalità, nella consapevolezza che la salute è un diritto
e non una concessione che può essere più o meno favorita a seconda delle risorse
disponibili”. Nestico sostiene inoltre che “la questione
delle polizze sanitarie in Argentina debba essere approfondita, cercando di
analizzare il motivo di rescissione del contratto da parte di Swiss
medical, ritenendo positiva una gestione affidata su gara
pubblica piuttosto che ad interventi discrezionali dei consoli”. “La nostra
richiesta è di censire i bisogni sanitari dei connazionali all’estero, un’operazione
che potrebbe avvalersi del prezioso contributo di Comites e Cgie, più vicini al territorio
– aggiunge il presidente dell’VIII Commissione – e
di promuovere la trasparenza degli interventi”. Proprio su quest’ultimo fronte
Nestico rivolge alla Dgiepm un invito a fornire i dati relativi all’alleanza degli
Ospedali italiani nel mondo. Un invito già formulato in passato, per la verità,
ma che il direttore Carla Zuppetti, presente in sala
per tutta la durata dei lavori, rimanda alla competenza del ministero della
Salute, a cui la rete fa capo. Luciano Neri, consigliere di nomina governativa,
segnala di condivide la relazione di Nestico, in particolare
il richiamo alla trasparenza degli interventi.
Interviene, infine, per il gruppo donne del Cgie, Anna Pompei Rüdenberg (Svizzera),
che ricorda le difficoltà che ancora contraddistinguono il progetto di legge
relativo all’Osservatorio donne italiane all’estero, ripresentato su iniziativa
di Laura Garavini, deputata eletta per il Pd nella
ripartizione Europa, all’inizio di questa legislatura, ma ancora giacente in
Parlamento. “Noi donne italiane impegnate spesso nel volontariato e attive sul
territorio – ha detto Anna Pompei Rüdenberg – non
possiamo che essere colpite dalla grave situazione dei connazionali indigenti
all’estero, più volte segnalata anche nel corso di questa plenaria e preoccupate
per i gravi tagli all’assistenza diretta, in particolare, e alla lingua italiana
che il governo ha deciso di effettuare”. E’ stato inoltre chiesto di poter riservare
uno spazio della prossima assemblea plenaria del Cgie alla presentazione del lavoro svolto e dei progetti delle
donne facenti parte del Consiglio generale. “Un’occasione per mostrare che esiste
un lavoro concreto che va oltre quello svolto nel corso delle assemblee del
Cgie – ha detto Maria Rosa Arona (Argentina). “Uno
spazio per rimarcare il valore del volontariato – ha concluso la
Rüdenberg, – condiviso da chi crede fortemente
nell’impegno del Cgie e nel suo futuro”. (Viviana
Pansa – Inform)
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