ONG
Il 3 dicembre a Roma la consegna del premio della Focsiv
Premio del Volontariato Internazionale 2010 ad Alberto
Acquistapace, volontario Mlfm
ad Haiti
Marelli: “Basta con il circo dell’emergenza che si crea
in ogni crisi umanitaria. Serve una soluzione di sviluppo”
ROMA -
“Emergenza e sviluppo sono due facce della stessa medaglia”. A sostenerlo è
Sergio Marelli, segretario generale della Focsiv,
mentre ad Haiti cresce il bilancio delle vittime per l’epidemia di colera e
continuano le manifestazioni di protesta contro il contingente delle Nazioni
Unite.
“Per rendere
efficaci gli aiuti alle popolazioni dei Paesi poveri anche quando sono colpite
da ulteriori catastrofi, emergenza e sviluppo non si possono più considerare
strade parallele che non si incontrano mai” spiega Marelli in vista della XVII
edizione del Premio del Volontariato Internazionale che
Il Premio sarà
consegnato il 3 dicembre in prossimità della Giornata Mondiale del Volontariato
indetta dalle Nazioni Unite. L’evento della premiazione è realizzato in collaborazione
con il Segretariato Sociale Rai che ospiterà, come ogni anno, la cerimonia
presso
Il Premio è
un riconoscimento a quanti si sono impegnati costantemente a favore delle popolazioni
del Sud del mondo contro ogni forma di povertà ed esclusione e per l’affermazione
della dignità e dei diritti di ogni persona, ma soprattutto “rappresenta un’occasione
per riflettere sul volontariato internazionale in un momento in cui il settore
della cooperazione internazionale appare sempre più complesso e articolato”
dice Marelli.
“Il lavoro
di Alberto ad Haiti - spesso in condizioni di insicurezza e pericolosità come
dimostra l’aggressione di queste ore agli 11 volontari statunitensi che tentavano
di lasciare Cap Haitien,
a cui
“Quando si
tratta di raccogliere fondi è facile giocare sull’onda emotiva dell’emergenza
e dire alle persone di donare per costruire ospedali, case e scuole dove oggi
non ce ne sono più – spiega Marelli - Il problema è che poi per strutturare
aiuti di questo tipo, affinché siano efficaci e coerenti con le vere esigenze
del territorio ci vuole tempo. Un tempo che non è quello dei progetti di emergenza,
per loro natura immediati e fulminei, ma di sviluppo. Ecco perché molte delle
Ong arrivate ad Haiti con piani di emergenza adesso iniziano
a convertirli in piani di sviluppo”. (