DOCUMENTAZIONE
CGIE - ASSEMBLEA PLENARIA
Elio Carozza: Relazione del Comitato di
Presidenza
Care e cari Consiglieri del CGIE a voi tutti il saluto più sentito del Comitato di Presidenza.
A nome di tutto il CGIE saluto e ringrazio i rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni e dell'Amministrazione per la loro presenza e per i contributi che porteranno ai nostri lavori.
Saluto e auguro il benvenuto al dott. Marzio Arcari, che succede al compianto Archimide Bontempi, come Consigliere di nomina governativa.
A nome di voi tutti vorrei esprimere il più profondo cordoglio alla famiglia di Giancarlo Colasanti rapito e poi assassinato in Venezuela da organizzazioni malavitose. Giancarlo aveva partecipato alla Conferenza Mondiale dei Giovani italiani residenti all'estero e poi aveva continuato il suo impegno nell'Associazione dei Giovani Italo-Venezuelani.
Non é un momento bello quello che attraversa il nostro Paese. La crisi politica,sociale, economica, finanziaria, etica e morale si é aggravata rispetto al nostro ultimo incontro. L'immagine del nostro Paese nel Mondo subisce di fatto un durissimo colpo e noi che viviamo nel Mondo ne risentiamo, forse più di tutti. Una immagine che provoca, come ha affermato il Ministro Frattini, danni ai cittadini e alle imprese.
Risentiamo tutta l'amarezza, tutto il disagio e la portata negativa. Spesso, l'immagine dell'Italia per noi che viviamo all'estero si declina e si traduce anche in un sentimento di umiliazione. Non riusciamo a trasmettere ai nostri interlocutori nei Paesi, dove viviamo, l'Italia migliore, l'Italia fatta da persone che lavorano che studiano, che fanno sacrifici, quell'Italia che in questi ultimi mesi fa fatica a emergere.
A nessuno di noi sfuggono le difficoltà che affrontano ogni giorno milioni di italiani in Italia.
Centinaia di migliaia di disoccupati in più, tanto nel privato che nel pubblico, la disoccupazione giovanile ai più alti livelli in Europa, la precarietà nel mondo del lavoro senza alcuna protezione e speranza per un futuro migliore.
Anche in queste circostanze difficili la vasta comunità dell'emigrazione italiana può dare, come avvenuto anche nel secondo dopoguerra, un contributo importante,in primo luogo alla ripresa economica, attraverso le rimesse,che restano una voce rilevante e decisiva, ma soprattutto valorizzando l'immagine dell'Italia e delle sue produzioni. Dove le comunità italiane all'estero sono forti e dove la cultura italiana rappresenta un punto di riferimento importante, la capacità dell'Italia di esportare prodotti e servizi, di creare migliori condizioni di interscambio viene valorizzata ed esaltata.
Come sempre nella nostra storia l'emigrazione non è un costo ma una risorsa e le spese per sostenere gli italiani all'estero, la lingua e la cultura italiane rappresentano non un costo ma un investimento con importanti ricadute positive sul piano dell'economia e del prestigio politico del nostro Paese.
Nell'ambito del processo di globalizzazione e di una nuova governance dell'economia e della politica quale risorsa più importante per l'Italia delle decine e decine di milioni di italiani ed oriundi nel mondo?
Dalla prima Conferenza dell'emigrazione italiana del lontano 1975 fino al 2008, gli italiani all'estero, grazie alle loro lotte, hanno visto un lento ma progressivo riconoscimento che si tradotto negli anni in conquiste di diritti e di politiche corrispondenti alle loro esigenze, ai loro bisogni e alle loro aspirazioni.
Cosi é nata nel tempo una completa rappresentanza e sono nate le basi per una maggiore presenza del Paese tra le comunità nel mondo.
In questi ultimi anni viviamo nel paradosso. Nello stesso momento in cui gli italiani all'estero vedono completato il loro sistema di rappresentanza eleggendo direttamente la propria rappresentanza parlamentare inizia lo smantellamento e il ridimensionamento delle politiche e dei diritti.
Dal 2008 si smantella la rete consolare, che é quella poi dei servizi, senza offrire seriamente e realmente nessuna alternativa, si riducono drasticamente gli investimenti in favore di interventi essenziali, quali quelli verso la diffusione della lingua e cultura italiana, l'assistenza ai più deboli, in particolare nei Paese dell'America latina, alla stampa italiana ali' estero e si attacca frontalmente la rappresentanza generale.
In questo contesto la questione "italiani all'estero" rischia definitivamente di essere messa non solo ai margini dell'agenda politica, ma fuori da ogni pur minima attenzione istituzionale. Subisce di fatto un ulteriore forte ridimensionamento.
Tuttavia con uno spirito pieno di volontà e di forza, noi affronteremo i lavori di questa Assemblea Plenaria coscienti che questo non é il momento per abbassare la guardia, di lasciarci andare alla sfiducia e di rinunciare ad assumere il ruolo che la legge assegna al Consiglio Generale degli italiani all'estero. Il ruolo di Rappresentanza Generale di milioni d'italiani che vivono fuori dai confini nazionali.
Dovremmo prendere atto che, purtroppo, e pongo l'accento sul purtroppo, solo in sede CGIE e di Comites si discute e si affrontano le questioni degli italiani all'estero. Per questo sentiamo ancora di più la responsabilità e il senso del dovere. Spesso il nostro impegno e lavoro sono sottovalutati da noi stessi e pretendiamo noi stessi dal CGIE risposte che solo il Governo e il Parlamento possono dare!
A ognuno il proprio ruolo, i propri oneri e le proprie responsabilità.
Aprendo i lavori di quest'Assemblea vorrei prima di tutto a nome del Comitato di Presidenza ringraziare le Commissioni Continentali per il lavoro svolto in occasione delle loro riunioni che si sono tenute prima della pausa estiva a Francoforte, a Buenos Aires e a Vancouver
L'appello lanciato dall'Assemblea di Aprile fu colto e fatto proprio dai Comites, dalla rete associativa e da quella sindacale ed in modo particolare dai giovani, da quei giovani che hanno seguito e seguono il lavoro del Consiglio Generale, quei giovani che parteciparono alla prima Conferenza Mondiale di fine 2008.
Le riunioni delle Commissioni Continentali hanno visto una forte mobilitazione ed una massiccia partecipazione di connazionali che vivono nel Mondo. Si chiusero con sentite e partecipate manifestazioni pubbliche davanti alle sedi diplomatiche/consolari.
Furono momenti certamente di protesta ma soprattutto di forza e di volontà, di forti e sentiti segnali di legame delle nostre comunità con il Paese d'origine.
Fu anche un momento di concretizzazione del raccordo con il territorio! Impegno assunto dal CGIE in questi ultimi anni!
Da quel territorio,
grande come
" Si chiudono numerose sedi consolari. Attraverso il taglio dei finanziamenti si impedisce lo svolgimento dei corsi di lingua e cultura italiana.
Non si tutelano i cittadini disagiati, in particolare in America Latina.
Sì dimezzano i fondi destinati alla stampa italiana all'estero.
Si rinvia per la seconda volta, con un decreto, l'elezione dei COMITES e del CGIE, spostando complessivamente di tre anni la scadenza elettorale naturale.
Tutto il sistema di rappresentanza degli italiani che vivono e lavorano nel mondo è messo in discussione. La libertà di informazione viene limitata. L'assistenza ai connazionali bisognosi e alle imprese italiane è destinata a peggiorare. La cultura del nostro Paese è minacciata..."
Con quelle manifestazioni si chiedeva il rafforzamento degli interventi pubblici a sostegno delle nostre comunità, la promozione per lo sviluppo di forme reali di innovazione; il reintegro entro l'anno dei finanziamenti per la stampa italiana all'estero; la sicurezza dei livelli fisiologici della rete dei servizi consolari; l'impedimento discriminatorio nell'esenzione dell'ICI; il ripristino dei fondi di assistenza, nonché quelli a favore dei corsi di lingua e cultura italiana.
Qualche singola voce al nostro interno s'interrogava e s'interroga ancora sull'opportunità e
sull'efficacia di quelle manifestazioni, molte voci invece all'esterno del CGIE sostenevano apertamente l'inutilità operando anche per boicottare l'iniziativa !
Oggi in maniera superficiale potremmo dire che questi ultimi avevano ragione.
Care e cari Consiglieri, non é cosi.
Noi abbiamo, come CGIE, fatto il nostro dovere, siamo stati dalla parte degli italiani all'estero, abbiamo riempito di contenuti il nostro impegno ed il nostro volontariato, siamo stati dalla parte degli italiani che vivono nel mondo.
Quelle manifestazioni, quella grande partecipazione rappresenta ancora oggi più forte di ieri la volontà di milioni di Italiani che vivono nel Mondo di essere riconosciuti cittadini a pieno titolo con tutti i diritti e tutti i doveri. Non solo per la storia che essi rappresentano e per quanto hanno dato e contribuito allo sviluppo del nostro Paese, ma soprattutto per il potenziale che essi esprimono oggi, che portano nel Mondo e che consegnano all'Italia. Un valore e un patrimonio non solo economico, ma forse e soprattutto di esperienze e di conoscenze.
In poche parole, quelle manifestazioni hanno parlato al Paese, alle Istituzioni dell'Italia, al suo Governo al suo Parlamento.
Spettava e spetta all'Italia e alle sue Istituzioni raccogliere e dare risposte!
Non ci rassegneremo, continueremo con impegno e determinazione il nostro compito, coscienti che non sarà facile e tantomeno incoraggiante
Il nostro puro
volontariato non si fermerà e sarà il motore che darà forza e spinta per continuare
a credere in milioni di italiani che vivono nel Mondo, a far valere le loro
ragioni, a convincere il nostro Paese ad investire su questo immenso, senza
il quale il " sistema Paese" vedrà difficilmente
In questa atmosfera affronteremo, in questa Plenaria, i temi all'ordine del giorno che riassumono gli interessi delle nostre Comunità!
Ringrazio fin d'ora i vice Segretari generali e i Presidenti delle Commissioni tematiche che attraverso il lavoro fatto nelle Commissioni introdurranno i vari argomenti inquadrandoli in un contesto innovativo, aprendo un tavolo di discussione, sulle questioni essenziali, che crediamo possa essere di base per il rilancio delle politiche e di una vera stagione delle riforme, per una svolta attenta e positiva del nostro Paese verso gli italiani all'estero!
Vogliamo considerare questo difficile momento anche come una opportunità per sollecitare le Istituzioni nazionali a trovare ogni valida strada che possa far sentire milioni di italiani che vivono nel Mondo parte integrante del Paese. Questa plenaria vuole assumere un ruolo propositivo partendo dai reali problemi che vive l'Italia e che vivono gli italiani all'estero.
Non siamo solo il CGIE della protesta e delle lamentele. Non siamo il CGIE che guarda al passato. Non siamo un CGIE autoreferenziale. Non siamo i conservatori in materia di
politiche per gli italiani all'estero. Abbiamo in questi ultimi anni sottoposto le nostre analisi, le nostre riflessioni e proposte attraverso documenti che sono stati portati all'attenzione del Parlamento e del Governo. Siamo l'Istituzione a cui il Parlamento italiano ha affidato la rappresentanza generale degli italiani all'estero.
Siamo un CGIE
che ha dimostrato nei fatti di essere capace di guardare al futuro. I fatti
sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei rilevare che questo CGIE ha assicurato
dal 2006, primo anno di presenza in Parlamento degli eletti dalla nostra Comunità,
un raccordo permanente con gli stessi eletti e con il territorio, Comites e
rete associativa. Voglio solo ricordare, il lavoro fatto in occasione della
Conferenza mondiale dei giovani,
Siamo sempre stati convinti del grande ruolo potenziale degli eletti all'estero e della Circoscrizione Estero, per questa ragione temiamo che l'attacco agli organismi rappresentativi possa diventare un attacco al voto all'estero ed al ruolo dei Parlamentari eletti all'estero. Per questo lanciamo un appello a tutti i Parlamentari, compresi quelli che si esercitano in attacchi miopi e sgangherati al Comites, al Cgie ed al ruolo dei giovani, di prendere iniziative sempre più forti ed unitarie possibili per difendere l'emigrazione e rafforzare il lavoro congiunto con il Cgie e con le Regioni.
Pensiamo che sia in questa difficile fase necessario, anzi essenziale, fare fronte comune alle difficoltà ed al rischio di vedere pesantemente compromesso il futuro dell'emigrazione e dell'Italia nel mondo.
Rinnoviamo l'invito alle Commissioni Continentali del Cgie ed a tutti i Comites di promuovere incontri con le rappresentanze parlamentari per produrre iniziative, proposte di legge e quant'altro necessario per uscire da questo pericoloso stato di difficoltà.
Riconfermiamo inoltre la nostra convinzione profonda circa la necessità di dialogare e lavorare assieme alle Regioni e alle loro Consulte dell'emigrazione, che hanno già oggi un ruolo estremamente importante nella realtà della nostra emigrazione con presenze diffuse, interventi e progetti nelle diverse parti del mondo di entità pari agli interventi dello Stato. Un ruolo che aumenterà significativamente nella prospettiva di una riforma federale.
Le Regioni credo abbiano potuto apprezzare l'interesse e la volontà del Cgie di lavorare in sinergia all'interno della Conferenza Stato Regioni ed anche fuori da questa sede nel lavoro quotidiano. Questa collaborazione deve continuare e rafforzarsi per produrre risultati sempre migliori. Ci rendiamo conto che nella situazione di crisi, il Governo nazionale ha scaricato sulle entità locali tagli ed oneri pesanti, ma appunto per questo proponiamo un lavoro coordinato che sia in grado di massimizzare l'efficacia degli interventi.
Alla Fusie ed
a tutta la
Questa é la prima occasione pubblica che mi é data per ringraziare il Presidente del Senato per aver accolto e favorito l'incontro che abbiamo avuto il 30 Aprile,
Un incontro importante sotto ogni punto di vista. L'appuntamento promosso dal Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, e significativamente organizzato dal Senato della Repubblica italiana, costituisce, di fatto, elemento determinante del percorso, avviato dal semestre di Presidenza francese dell'Unione Europea, per il superamento dei differenziali di sviluppo ed il formale riconoscimento da parte della UE degli organismi rappresentativi dei cittadini europei non residenti nel proprio Paese d'origine.
Per traghettare quell'innovativo auspicio verso un concreto impegno dell'affermazione dei diritti dei migranti comunitari nel contesto della governance istituzionale delle politiche dell'Europa a 27.
Ed è stato significativo che l'accelerazione al processo di integrazione sia avvenuta per iniziativa del Consiglio Generale degli Italiani all'estero, del Paese che ha registrato il più alto contributo all'esodo dei connazionali in Europa come nei Paesi transoceanici . Un Paese che ha, altresì, raggiunto il più esteso livello di rappresentanza democratica dei propri emigrati, attraverso l'istituzione dei Comitati degli Italiani all'estero nei Paesi dove più numerosa è la presenza di cittadini italiani, l'istituzione del CGIE, l'elezione dei Parlamentari della Circoscrizione Estero e le consulte ed i consigli regionali dell'emigrazione.
Agli occhi dei partecipanti non italiani, il sistema di rappresentanza che l'Italia si é data per i propri cittadini che vivono fuori dai confini nazionali é stato preso come esempio da imitare sotto l'aspetto istituzionale e operativo.
Il documento approvato é oggi all'attenzione delle Istituzioni nazionali ed europee. Su questa strada c'é ancora molto cammino da fare, e seguiremo gli sviluppi, non mancheremo, insieme alle altre organizzazioni, di incalzare non solo le Istituzioni nazionali ma soprattutto quelle Europee.
Il documento approvato é il nostro campo di riferimento e i dieci punti ritenuti saranno la nostra road map.
Si apre una nuova prospettiva alla quale non solo noi come CGIE abbiamo contribuito a costruire le fondamenta, ma dalla quale dipende molto il futuro di milioni di persone che vivono o decideranno di vivere in un Paese diverso da quello d'origine .Una nuova prospettiva che si presenta in un ambiente europeo di apparente difficoltà di avanzamento nella costruzione dell'Unione, ma nello stesso tempo con nuove potenzialità derivanti dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
Infine vorrei ricordare a tutti noi gli Impegni presi dal Governo e dalle Regioni in occasione della Terza Conferenza Stato-Regioni-Cgie tenutasi esattamente un anno fa.
Il documento finale adottato in quella Conferenza rileva l'importanza dell'Intesa Governo -Regioni in materia di rapporti internazionali. Intesa rivolta a creare meccanismi di raccordo per un lavoro ed un impegno strutturato tra le diverse articolazioni Istituzionali dell'Italia.
Il documento riafferma che un Sistema Paese, deve essere caratterizzato dalla
consapevolezza che le comunità italiane all'estero costituiscono sempre più una risorsa e che solo un approccio d'insieme può dare risultati efficaci ed evitare sprechi di energie e di risorse finanziarie.
Per garantire la continuità d'azione si prese l'impegno di costituire uno specifico gruppo di lavoro, in Tavolo di Concertazione, previsto dall'intesa Governo- Regioni.
In quell'occasione
fu consegnato un appello al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On.le
Letta, che egli fece proprio e si impegnò a sostenerlo presso
Con amarezza e
con una forte delusione abbiamo costatato che tra il dire e il fare c'é di mezzo
Non siamo noi del CGIE autoreferenziali, cosi come non siamo conservatori e difensori del passato.
I fatti dimostrano il contrario. In questi ultimi anni, abbiamo consegnato al Governo ed al Parlamento documenti e proposte, relative all'insegnamento della lingua e cultura italiana, all'associazionismo, agli anziani, all'assistenza, all'informazione, alla riforma stessa del Consiglio generale, nello stesso tempo il CGIE é stato il motore della Conferenza mondiale dei giovani, della terza Conferenza stato Regioni e dell'incontro del 30 Aprile con gli organismi di rappresentanza dei cittadini europei che vivono in un Paese diverso da quello d'origine.
Solo chi é in
malafede può affermare il contrario. Solo chi ha pregiudizi e disconosce la
realtà considera inutile il
E' positivo che
il Mae ed il Governo abbiano riunito ed interrogato gli italiani di successo
per ricavarne indicazioni e suggerimenti. Molto meno positivo il metodo con
cui si sono scelti i partecipanti e l'esclusione del Cgie e dei Comites che
non hanno potuto intervenire e nemmeno ascoltare il dibattito e le proposte
che sono scaturite da quei lavori. Altrettanto inquietante l'assenza di ogni
riferimento alla realtà complessiva degli
Non essere famosi non significa essere superflui o inutili, al contrario lo stesso successo di pochi è frutto dell'impegno delle loro famiglie e loro comunità.
Forse qui é la spiegazione di non aver invitato il CGle ed i Comites. Ancora un segnale negativo di chi forse non vuole più parlare di italiani all'estero nel suo insieme. Di chi cerca scorciatoie e chiude volontariamente gli occhi per non vedere.
Veniamo adesso ai problemi di questi giorni.
In questa plenaria tratteremo le ricadute che avranno i tagli imposti dalla Finanziaria.
Ci ritroviamo oggi in una situazione ancora peggiore rispetto a un anno fa.
La finanziaria 2011 ridimensiona ulteriormente, rendendoli ormai solo una testimonianza, i capitoli di spesa destinate alle politiche e interventi per gli italiani all'estero! Cosi come sono le prospettive per i futuri esercizi finanziari.
Certo i sacrifici sono chiesti a tutti gli italiani e non sarebbe da parte nostra serio e corretto pensare di non essere coinvolti.
Tuttavia come non rilevare l'inadeguatezza di partenza degli stanziamenti sui quali oggi ci si continua ad accanire.
Questo metodo di tagli lineari imposti a ripetizione senza guardare in faccia ai problemi, frutto solo di una rinuncia vera da parte del Governo di tenere ben presente i bisogni delle persone e del Paese, deriva da un concetto che é al di fuori di ogni considerazione della buona governance. Certo che il risanamento delle finanze dello Stato è essenziale e determinante per il bene del Paese, ma credo che un'attenta valutazione rispetto alle necessità reali non sia solo un compito del Governo ma rappresenta soprattutto un dovere.
Come non mettere a confronto l'attenzione e l'interesse del nostro Paese verso le proprie comunità che vivono fuori dai confini nazionali, con quelle che gli altri Paesi europei mostrano rispetto alle proprie.
I tagli imposti ancora quest'anno bruceranno direttamente sulla pelle di migliaia di connazionali che vivono in condizioni che non permettono loro neanche di beneficiare di cure sanitarie di base. Come non pensare a queste situazioni e invece credere che i 2 milioni tagliati all'assistenza indiretta risolvano i problemi finanziari del nostro Paese.
Togliere o ridurre drasticamente la possibilità di curare la salute a chi non ha nessuna copertura sanitaria, a chi non riesce a avere le cure primarie, quelle di base, è obbiettivamente frutto di cinismo da parte dell'Italia ovvero di una volontà predeterminata di abbandono verso migliaia di nostri connazionali.
Sull'assistenza sanitaria, chiediamo con forza al Ministro Frattini che nella ripartizione dei fondi destinati al suo Ministero trovi il modo di redistribuire le risorse per almeno ripristinare la dotazione del capitolo di assistenza sanitaria al livello dell'esercizio 2010.
Come non tener conto che in solo tre anni gli stanziamenti reali in favore delle nostre Comunità all'estero hanno subito un taglio che supera il 50 %?
Il bilancio 2008 stanziava circa 60 milioni di euro, la finanziaria 2011 arriva appena ai 29 milioni di euro. Vedete non si tratta solo della crisi e del destino cinico e baro, ma forse soprattutto della volontà politica che porta a questa scelte liquidatorie.
Non può essere interpretata in altro modo. Chi mai ragionevolmente può giustificare che 5 milioni di euro ancora soppressi nel 2011 possano rappresentare un contributo significativo per il risanamento del Bilancio dello Stato quanto invece possono rappresentare
l'indispensabile, lo stretto necessario per rispondere ai bisogni e alle esigenze? Tagli irresponsabili. Di questo si tratta.
Vedete si fa fatica a capire il ruolo e la forza, all'interno del Governo, del nostro Ministro degli esteri e in particolare del sottosegretario con delega agli italiani all'estero.
Come non siano riusciti a spiegare al Governo e al Ministro dell'Economia il danno che provocano certe scelte e le ricadute dirette sulla pelle dei cittadini rispetto agli obiettivi prefissi.
Le contraddizioni tra le affermazioni e i fatti emergono sempre di più al punto da sfiorare spesso l'ipocrisia. Non c'é occasione nella quale il nostro Ministro e Presidente del CGIE, cosi come altri rappresentanti delle Istituzioni affermano che nel Mondo va diffusa e difesa la lingua e la cultura italiana.
Ma può il nostro Paese presentarsi sulla scena europea e mondiale con i suoi 15 milioni di Euro mentre gli altri Stati come Francia, Germania, Olanda e Spagna investono centinaia di milioni di euro per diffondere la loro lingua e la loro cultura?
Questa non vuole essere una denuncia ed una protesta scontata, abbiamo solo la presunzione di affermare ad alta voce che cosi non va bene, che cosi il nostro Paese non ha futuro non solo tra le proprie comunità ma non ha futuro nella competizione con gli altri Stati con i quali si confronta.
Vogliamo ancora
credere che il Parlamento, dove é in discussione
Dalla Commissione Continentale del Canada, alcuni giovani con una raccolta di firme hanno richiesto che le elezioni per il rinnovo dei COMITES vengano convocate al più presto possibile. Noi sosterremo con forza e convinzione, insieme ai Comites e alla rete associativa, questa significativa iniziativa dei giovani.
Il rinvio delle elezioni dei Comites e il conseguente rinvio del rinnovo del CGIE può essere solo interpretato nel contesto di un tentativo di svuotamento ed indebolimento degli organismi stessi.
Non ha senso ripetere all'infinito e spesso con forma ricattatoria, caro Sottosegretario Senatore Mantica, che si andrà ad elezioni solo e dopo che il Parlamento avrà adottato una nuova legge di riforma.
Ma dove si è visto mai che si sospenda la vita democratica di un organismo con un pretesto tale? Non ha senso, non è rispettoso nei confronti della democrazia ne tantomeno per i diritti di milioni di italiani.
Abbiamo spesso sentito dire, da ormai due anni, mese dopo mese, che la legge sarebbe stata approvata in tempi brevissimi. questione di settimane si andava ripetendo.
Noi come Consiglio Generale, pur fortemente contrari alla proposta presentata dal Senatore
Tofani, abbiamo raccolto l'invito al dialogo ed abbiamo incontrato in Luglio il Senatore Tofani ed il Comitato ristretto al Senato della Repubblica. Su richiesta abbiamo consegnato un documento che rifletteva, punto per punto, la posizione del CGIE in merito alla proposta.
Un dialogo costruttivo il nostro che aveva solo l'ambizione di togliere ogni alibi per procedere al rinnovo dei COMITES. e del CGIE.
Da allora silenzio totale, tutto é fermo.
Ecco oggi con la crisi politica che vive il nostro Paese, si allontana definitivamente l'approvazione in tempi rapidi della legge di riforma.
Ne prenda atto, caro senatore Mantica, abbandoni le sue posizioni oltranziste e abbia la capacità di rimediare agli errori, operi perché le elezioni per il rinnovo dei Comites e del CGIE siano convocate immediatamente.
L'Italia e le sue Istituzioni sono ancora in tempo per valorizzare ed incoraggiare questo immenso patrimonio di volontariato. Migliaia di cittadini che dedicano il loro tempo libero ad una nobilissima causa. un volontariato puro che viene da lontano e che é stato riconfermato dalla Conferenza mondiale dei giovani.
Questo volontariato che riesce ancora a vivere nonostante le disattenzioni, l'attitudine di essere ignorato, considerato inutile e annientato nel suo ruolo attraverso cavilli burocratici. Assistiamo sempre di più a situazioni che rendono difficilissime le relazioni con l'apparato diplomatico/consolare.
Un esempio per tutti é quello di Stoccarda. Una delle circoscrizioni consolari più grandi per numero di nostri connazionali, più difficile e complessa per le realtà che vivono i nostri connazionali. In quella sede il Ministero ha nominato un giovane Console senza nessuna esperienza e senza nessuna capacità di relazionarsi con la comunità e con i suoi legittimi rappresentanti.
Questi atteggiamenti e comportamenti nei confronti dei Comites e del CGIE sono il frutto di una delegittimazione generale, assunta spesso da chi dovrebbe difendere e valorizzare non solo le Istituzioni rappresentative ma anche e forse soprattutto le persone ed il loro volontariato.
Periodicamente e spesso alla vigilia delle riunioni del Cgie, rappresentanti delle nostre Istituzioni nazionali tornano sull'utilità e sui costi dei Comites e del CGIE.
Questi attacchi sono non solo basati sull'ignoranza, ma sono anche sulla malafede con l'unico obiettivo politico dello smantellamento.
Sono attacchi vergognosi contro la democrazia e le sue più alte forme rappresentate dal volontariato.
Spesso i consiglieri dei Comites non chiedono neanche il rimborso per i viaggi e non hanno nessun'altra indennità.
Le indennità giornaliere dei Consiglieri del CGIE sono state fissate dalla legge istitutivaentrata in vigore nel lontano 1998.
Per ogni giorno di riunione il Consigliere del CGIE riceve 200 euro per il vitto, l'alloggio ed il trasporto urbano. La stessa indennità che un Consigliere riceveva nel 1998.
E nemmeno si valuta che per partecipare alle riunioni i consiglieri debbano prendere giorni ferie.
In realtà chi attacca il CGIE sui costi, lo fa solo perché non ha altri argomenti.
Sono quelle stesse persone che davano per scontata la fine della rappresentanza generale, da ormai quattro anni.
Non si rassegnano e il lavoro svolto dal CGIE provoca loro disagio e fastidio.
Noi non molleremo,
vogliamo solo che
A conclusione dal lavoro svolto dal Consiglio Generale, ricollegandoci alle manifestazioni di Vancouver Buenos Aires e Francoforte e, in coerenza con le proposte che avanziamo per tutelare i diritti e le misure di sostegno indispensabili al fine per non far naufragare il rapporto tra l'Italia e le nostre Comunità all'estero, vi propongo di manifestare domani, giovedì 18 novembre alle ore 11, di fronte al Museo dell'emigrazione. Seguirà un presidio di fronte alla sede del Governo. (Elio Carozza, Segretario Generale del CGIE)