INFORM - N. 215 - 18 novembre 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Fabio Porta (Pd) in Aula sulla manovra economica: “Miopia e iniquità dei tagli contro gli italiani all’estero”

 

ROMA - Intervenendo in Aula, nel corso del voto sugli emendamenti presentati in merito alla legge di stabilità finanziaria per il 2011, Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America e vice presidente del Comitato permanente per gli italiani all’estero,  ha denunciato con forza l’iniquità e la miopia dei tagli che, ancora una volta e pesantemente nelle ultime tre manovre del governo Berlusconi, colpiscono i capitoli di bilancio del ministero degli Affari Esteri relativi ai programmi per gli italiani nel mondo.

“Anche una voce più autorevole della mia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – ha esordito Porta – ha espresso la sua forte preoccupazione sulle conseguenze dei cosiddetti ‘tagli lineari’: se infatti occorre diminuire, a volte drasticamente, spese e soprattutto sprechi, in altri casi vanno rafforzate (o quantomeno mantenute) quelle voci di bilancio strategicamente importanti per garantire la crescita e lo sviluppo al Paese”.

“In questo senso – secondo il deputato – i tagli contro gli italiani all’estero sono forse l’espressione più emblematica della politica sbagliata e poco lungimirante di questo governo; si riducono all’osso i programmi per l’assistenza sociale e la promozione della lingua italiana all’estero, compromettendo in maniera forse definitiva l’ormai debole legame che ci unisce alle nostre comunità sparse nel mondo”.

“Nel caso dell’assistenza sociale e sanitaria – ha denunciato Porta – questi tagli sono drammatici e provocheranno un vero e proprio danno sociale di immani proporzioni: migliaia di italiani indigenti in Sudamerica rischieranno di morire a causa della mancanza di cure e assistenza a causa dell’azzeramento di queste risorse”.

“Ma il danno non è solo sociale – ha aggiunto  – visto che a soffrirne sarà anche la nostra economia che se non considererà in maniera adeguata la presenza ed il ruolo fondamentale delle nostre collettività nel mondo rischia di perdere uno dei pochi elementi di forza e di competitività del ‘Sistema Italia’ nel mondo”.

“Stiamo mortificando il passato e uccidendo il futuro!” così ha concluso il deputato rivolgendosi ai colleghi parlamentari e chiedendo loro una maggiore attenzione all’altra Italia che vive nel mondo. (Inform)


Vai a: