INFORM - N. 215 - 18 novembre 2010


CGIE - ASSEMBLEA PLENARIA

Rinnovo degli organismi di rappresentanza, riorganizzazione della rete consolare e tagli sui capitoli di spesa per gli italiani all’estero

Il dibattito seguito ieri alle relazioni di governo e del Comitato di presidenza

 

ROMA – L’assemblea del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e i parlamentari presenti hanno concluso la prima mattinata di lavori discutendo degli argomenti sollevati dalla relazione del governo e del Comitato di presidenza: sistema di rappresentanza e rinnovo di Comites e Cgie, tagli di risorse alle politiche destinate ai connazionali nel mondo, ristrutturazione della rete consolare ed interventi per la promozione e il mantenimento del legame di questi ultimi con l’Italia.

Ad aprire la serie di interventi Giuseppe Firrarello, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, che ha segnalato come al disegno di legge per la riforma di Comites e Cgie, si affianchi in Parlamento una discussione relativa all’esercizio del voto all’estero. “A questo proposito la mia posizione – ha detto Firrarello – è ispirata all’abolizione del voto per corrispondenza, che non ha dato prova sinora di un corretto funzionamento, oltre che alla ridefinizione delle circoscrizioni elettorali, nonché alla previsione di un sistema di voto che si uniformi alle modalità di quello vigente per l’elezione del Parlamento nazionale”. Egli ha inoltre assicurato l’attenzione costante del Comitato all’approfondimento di ogni questione riguardi più direttamente i connazionali, come il sostegno all’associazionismo, al momento al vaglio in questa sede con una serie di audizioni – sull’argomento verterà anche l’audizione prevista la prossima settimana con il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. Tra i provvedimenti più rilevanti citati da Firrarello, quello da lui presentato lo scorso 24 settembre “che modifica – ha precisato – l’articolo 20 del decreto legge 112 in materia di corresponsione dell’assegno sociale ai cittadini nati in Italia e residenti all’estero, per i quali ho previsto l’estensione del contributo” e quello in materia di assistenza sanitaria agli italiani all’estero che si trovino temporaneamente in Italia e che prevede una sua estensione oltre al periodo attualmente garantito di 90 giorni.

Claudio D’Amico, deputato della Lega Nord e componente della Commissione Bilancio, ha giustificato i tagli effettuati ai capitoli di spesa destinati ai connazionali all’estero con la difficile crisi economica attraversata da tutto il contesto internazionale e con la volontà del governo di non aumentare ulteriormente le tasse. Egli ha inoltre suggerito una più ampia riflessione sulla rete consolare italiana, al fine di consentirne un’oculata riorganizzazione e stigmatizzato il richiamo ai connazionali residenti all’estero “utilizzati in Italia – ha detto - solo per giustificare l’ingresso degli immigrati nel nostro Paese”.

Mentre Lorenzo Losi (Gran Bretagna), vice segretario generale dei Paesi europei e dell’Africa del Nord, si è detto pienamente d’accordo con i contenuti espressi nella relazione dal segretario generale Carozza (vedi Inform di ieri: http://www.mclink.it/com/inform/art/10n21416.htm), Michele Schiavone (Svizzera), componente del Comitato di presidenza del Cgie, ha rimarcato come la relazione di governo non apporti nessuna novità alla situazione delineatasi negli ultimi anni per gli italiani all’estero, pesantemente condizionata dai tagli di risorse ad essi destinate. “In questa assemblea plenaria dobbiamo impegnarci affinché si possa fare un passo avanti per uscire da questo stato di cose – ha detto Schiavone, mentre Nello Collevecchio (Venezuela) ha voluto illustrare al sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, presente in sala per tutta la durata del dibattito, alcuni casi di estrema difficoltà di connazionali alle prese con l’assistenza sanitaria nel suo Paese d’adozione, “una problematica grave, a cui il meccanismo delle polizze assicurative aveva dato parziale sollievo – ha detto, segnalando che l’ulteriore svalutazione del bolivares potrebbe ora consentire un ripristino dell’intervento in termini economicamente più convenienti. Collevecchio teme inoltre che la concessione di un maggior margine di autonomia finanziaria a favore dei consolati non possa consentire un’efficace distribuzione delle risorse su tutto il territorio.

Claudio Micheloni, senatore eletto nella ripartizione Europa per il Pd, ha espresso apprezzamento per la relazione di Carozza e per il lavoro del Cgie. “Voglio sottolineare che la volontà di una riforma di Comites e Cgie è basata su un’intenzione diametralmente opposta all’ipotesi di azzeramento della rappresentanza – egli ha detto, sollecitando il nulla osta del ministero dell’Economia atteso in Commissione bilancio, al Senato, per procedere con l’iter parlamentare del disegno di legge formulato in proposito. “Anche in merito all’esercizio di voto all’estero – ha proseguito Micheloni – seppur in un periodo difficile come questo, possiamo intervenire con alcuni miglioramenti”. Rispetto ai tagli in finanziaria e alla riorganizzazione della rete consolare nel mondo, l’esponente Pd ha inteso rimarcare l’importanza della decisione di avviare un’indagine conoscitiva sul tema, “disposta con parere unanime – ha ricordato - dalla Commissione Esteri del Senato”. “Non è vero che si parla di italiani all’estero per giustificare l’ingresso indiscriminato degli stranieri in Italia – ha aggiunto, ribattendo a D’Amico; - non abbiamo mai avuto nulla da dire sul numero degli ingressi, perché spetta al ministero dell’Interno provvedervi. Ciò su cui abbiamo inteso esprimerci è l’atteggiamento che si deve adottare nei confronti degli immigrati in Italia: la nostra storia può insegnare una politica di rispetto e di integrazione anche ai nostri parlamentari”. Micheloni ha quindi concluso segnalando che, pur rispettando i margini di autonomia finanziaria lasciati dal ministro dell’Economia al Mae, le risorse per mantenere il legame con i connazionali all’estero debbano essere reperite e annunciando la presenza di Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, alla manifestazione organizzata dal Cgie stamattina a Montecitorio.

Mantica ha ricordato ai presenti, in merito al margine di autonomia della gestione di risorse del Mae, richiamata dallo stesso Micheloni, la presenza limitazioni oggettive, come il costo del personale e i contributi obbligatori a enti e organismi internazionali, “un costo fisso – ha aggiunto – che equivale al 75% del bilancio complessivo del ministero”.

Anche Raffaele Fantetti, senatore del Pdl subentrato a Di Girolamo per la ripartizione Europa, ha ricordato iniziative e i disegni di legge su cui sta  investendo tempo e impegno, come quello che favorisce il rientro in Italia delle giovani professionalità che abbiano conseguito lauree e titoli di studio all’estero.

Riccardo Chiavaroli, membro del consiglio regionale abruzzese, componente della Consulta regionale degli Abruzzesi nel mondo (CRAM), è intervenuto per richiamare l’attenzione all’impegno per il coinvolgimento delle giovani generazioni alle attività indirizzate ai connazionali all’estero, mentre Giovanni Rapanà (Canada) ha espresso soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento che ripristina i contributi per la stampa italiana all’estero. Alberto Bertali (Gran Bretagna), pur condividendo l’idea della manifestazione promossa dal Cgie, ha ammonito sul fatto che essa non debba divenire una “manifestazione di partito”, mentre Carlo Consiglio (Canada) ha sollevato alcuni dubbi sulle possibili conseguenze dell’autonomia finanziaria dei consolati e sollecitato i parlamentari eletti all’estero a rendere più incisiva la loro attività. “Temo che gli interessi delle collettività italiane all’estero siano passate in secondo piano, rispetto ai diversi compiti che questi ultimi si trovano a dover svolgere in qualità di deputati e senatori – ha detto Consiglio, rilevando l’assenza di numerosi parlamentari all’apertura dell’assemblea plenaria. Una critica a cui ha prontamente risposto Gianni Farina, deputato Pd eletto nella ripartizione Europa, segnalando le molteplici sollecitazioni a cui l’attività dei parlamentari deve far fronte e l’estrema rilevanza e delicatezza dei casi oggetto di interrogazioni e iniziative degli eletti nella circoscrizione Estero. Si tratta, insomma, di una critica che a Farina pare ingiusta e controproducente: “in un momento in cui ci troviamo in presenza di una classe politica che vuole dimenticare il passato e cancellare la rappresentanza degli italiani all’estero dobbiamo fare fronte comune per ricordare chi siamo stati e chi sono oggi gli italiani all’estero – egli ha detto. – Solo lavorando insieme non perderemo la memoria di questa emigrazione”.

Gian Luigi Ferretti, consigliere di nomina governativa, ha inoltre richiamato l’opportunità che le collettività all’estero si facciano promotrici di manifestazioni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia ed ha stigmatizzato il fatto che i tagli influiscano sul corretto funzionamento di organismi democratici di rappresentanza come Comites e Cgie. Riccardo Pinna (Sudafrica) è invece tornato sulla questione della riorganizzazione della rete consolare, segnalando le difficoltà riscontrate dai connazionali residenti nella sua area geografica di riferimento e lamentando il fatto che spesso questi ultimi subiscano danni di gestioni di cui non sono però responsabili.

Giangi Cretti, consigliere di nomina governativa e presidente della Fusie, ha dichiarato apprezzamento per la conferenza dei protagonisti italiani nel mondo, pur segnalando di non condividere il metodo adottato per la scelta dei partecipanti, che avrebbe dovuto promuovere una “contaminazione” tra personaggi e connazionali che sono da tempo impegnati sui questi temi. “Comites e Cgie non sono stati rappresentati, né coinvolti nell’organizzazione dell’evento – ha affermato Cretti, ricordando come le battaglie su rappresentanza, lingua e cultura, assistenza, etc. siano indirizzate al contrasto di provvedimenti che toccano tutti i connazionali, anche coloro che rivestono il ruolo di “protagonisti”, così come le eccellenze italiane all’estero. Egli ha insistito inoltre sull’apertura di una riflessione relativa ai contributi alla stampa italiana all’estero che favorisca modalità di erogazione “basate sulla trasparenza, che non spetta alla Fusie garantire, - ha concluso - ma piuttosto ad organi preposti dalla presidenza del Consiglio dei ministri”.

Claudio Pozzetti, consigliere di nomina governativa e responsabile per i lavoratori frontalieri della Cgil, ha richiamato la necessità di procedere con le elezioni dei Comites e ribadito l’importanza del lavoro del Cgie, pur nella consapevolezza di una sua indispensabile riforma. Infine, Maria Rosa Arona (Argentina), presidente della Commissione Sicurezza e tutela sociale, ha ricordato come i tagli all’assistenza diretta abbiano influito sulla riduzione del numero dei connazionali anziani e indigenti coperti dalla polizza sanitaria in Argentina. “Nel 2008 i beneficiari erano 8.300 persone, che sono scese a 5.000 nel 2010. In vista della scadenza della convenzione stipulata con Swiss Medical, il 31 dicembre prossimo, chiediamo il reperimento di fondi per poter garantire l’assistenza alle fascia di popolazione che versa in uno stato di difficoltà estrema”. (Viviana Pansa – Inform)


Vai a: