INFORM - N. 214 - 17 novembre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Da “Il Cittadino Canadese”

Gagliardi: Casacalenda ha bisogno dei vostri valori

Il sindaco del comune molisano in visita a Montréal lancia un appello ai suoi concittadini

 

MONTRÉAL - Marco Gagliardi, 36 anni, sindaco di Casacalenda da giugno, nei giorni scorsi è giunto a Montréal – precisamente dal 4 al 15 novembre - per portare il saluto della sua amministrazione ai concittadini residenti in Canada in occasione del banchetto annuale dell’Associazione Casacalendese di Montréal (fondata nel lontano 1924). Siede in Consiglio Comunale da quando aveva 24 anni. Una carriera fulminante la sua. “Ma non sono un politico – ci spiega in redazione, accompagnato da Pasquale Marcogliese e Carmine Ruscitto, rispettivamente tesoriere e consigliere dell’Associazione -: mi considero un semplice amministratore del paese più bello del mondo. Siamo 2400 cittadini, se non consideriamo i 6000 che vivono a Montréal”. Che forse sono più casacalendesi dei casacalendesi d’Italia. “Sì, sono rimasti quelli di una volta perché hanno conservato quei valori e quelle tradizioni che da noi stanno scomparendo, hanno un maggiore senso della famiglia e sono fieri di essere compaesani. Sono più uniti. Così come dimostrano le tante feste che l’Associazione organizza con successo durante tutto l’anno per cementare le radici comuni”. 

Ci faccia un esempio di tradizione. “Ogni anno, il 19 marzo, a Montréal tutte le famiglie di Casacalenda festeggiano San Giuseppe preparando le paste fritte e zuccherate conosciute come ‘scrippelle’, i maccheroni con la mollica (che si mangiano rigorosamente con le mani), baccalà, legumi e verdure (cibi poveri della tradizione contadina che una volta le famiglie offrivano ai più poveri per devozione al Santo dopo una grazia ricevuta). In Italia, invece, oggi il San Giuseppe lo celebrano solo 3 o 4 famiglie”. Una tendenza che il sindaco vorrebbe invertire grazie anche all’aiuto dei casacalendesi di Montréal. “Amo il mio paese, ci sono nato, cresciuto e non voglio farlo morire”. E così con Montréal si può costruire un ponte strategico. “Nel novembre del 2008 siamo venuti qui con il gruppo folk ‘Bufù Kalena’ (dal tamburello a frizione che si suona tra il 31 dicembre ed il 1º gennaio). È stato un evento grandioso, che ci ha reso molto più uniti e coesi di prima. Ho visto persone che non tornavano in Italia da 50 anni e che hanno pianto quando hanno sentito quel suono che ha accompagnato la loro partenza dal paese d’origine. Un’emozione indescrivibile. Altri ancora hanno riabbracciato i parenti dopo tanto tempo: per anni Montréal l’avevano vista solo in cartolina”.

Dall’esibizione del gruppo folk, Gagliardi è tornato a Montréal addirittura 12 volte. “Vengo ogni due mesi: Montréal è la città molisana più grande al mondo, con oltre 90 mila corregionali, e proprio qui ho conosciuto la mia fidanzata”. Rigorosamente di origini casacalendesi. “Lo scorso 6 novembre ho partecipato al banchetto annuale dell’Associazione e fino al 15 novembre ho salutato le famiglie casa per casa. Mi chiedono notizie sulle loro case, dopo il terremoto del 2002, e mandano i saluti ai loro parenti in paese. Qualche volta porto loro pure qualche certificato comunale”. Un modo concreto per avvicinare le due Casacalenda. “Mi auguro che chi è andato via possa tornare a vivere in paese. In Italia le cose sono cambiate: oggi chi ha 50/60 anni può investire in Molise e aiutare Casacalenda a progredire. E magari anche i giovani presto li seguiranno. Così come vogliamo trattenere i giovani di Casacalenda: abbiamo l’Università a Campobasso, stiamo per aprire la Casa di riposo, abbiamo realizzato un’ippovia con un ristorante e 4 mini appartamenti, stiamo per fare l’ostello per gli artisti. Abbiamo il primo museo all’aperto del Centro Sud, una galleria di arte contemporanea. Insomma, tutte occasioni concrete di lavoro”. Far tornare chi sta a Montréal e trattenere le nuove generazioni in paese: questa la missione del sindaco. “Sì, un vero e proprio rilancio di Casacalenda, riunendo i concittadini dentro e fuori l’Italia”. Magari dando l’esempio con un bel matrimonio celebrato tra le due sponde dell’Atlantico.(Vittorio Giordano-Il Cittadino Canadese/Inform)

 


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