INFORM - N. 214 - 17 novembre 2010


MUSICA

Conferenza-concerto di Tonino Castiglione a Basilea

Le canzoni in testa, le parole altrove

 

BASILEA - “Le canzoni in testa, le parole altrove”, questo il titolo di una conferenza-concerto con il cantautore Tonino Castiglione lo scorso 22 ottobre a conclusione della X Settimana della lingua italiana nel mondo a Basilea.

Tonino Castiglione, nato a Bronte (CT) nel 1955 è un cantautore siciliano che vive da quarant’anni a Basilea. Le sue prime canzoni risalgono al 1982 e hanno come tema l’emigrazione italiana degli anni ’70, periodo in cui in Svizzera era forte il movimento antistraniero. I temi dell’emigrazione e dell’integrazione sono diventati il leitmotiv della sua produzione musicale. Canzoni come Lo stagionale, Senza bandiera, Avventuriero, Li turchi o Le sere di dicembre, documentano la difficile e spesso dolorosa esperienza degli emigrati. Durante la serata promossa dalla Fondazione FOPRAS di Basilea, Tonino Castiglione ha riproposto dal vivo le bellissime canzoni del suo repertorio, calandole in una chiacchierata confidenziale con il pubblico sul suo “essere cantautore”.

 “Quando hai bisogno di spiegare una canzone, allora la puoi cestinare” ha esordito Castiglione, riprendendo una citazione di Fabrizio De André e soffermandosi quindi sul come nascono le canzoni. “Non mi piace definirmi cantautore, è un termine ingombrante. Cantautori sono i grandi nomi, io sono semplicemente uno che scrive canzoni.” Scrivere canzoni non è altro che un modo di espressione, un esternare pensieri che ti porti dentro. Chi scrive canzoni diviene trasparente di fronte agli altri: “In qualche modo ti senti più fragile, perché rischi di essere frainteso. Cercare parole è un’operazione difficile, perché quando scrivi, fermi la parola, mentre in testa i tuoi pensieri continuano ad evolversi.”

Tonino Castiglione ha cominciato a comporre ai tempi della Mitenand-Initiative, iniziativa popolare che chiedeva una politica più umana verso gli stranieri e l’abrogazione dello statuto dello stagionale. Le sue canzoni erano canzoni di rivendicazione e di sensibilizzazione per richiamare l’attenzione della società svizzera sulla situazione degli stagionali. Le canzoni erano rivolte proprio a un pubblico svizzero. “Anche se alle volte è frustrante accorgerti che il tuo pubblico non ti capisce (ndr. perché non italofono) e non riesce a cogliere tutte le sfumature delle tue canzoni, obbligandoti a spiegare i testi”. Ciò non ha impedito a Castiglione di avere successo nel pubblico germanofono: un emigrato che non proponeva canzoni nostalgiche della propria terra di origine, ma raccontava l’emigrazione, rappresentava infatti una novità.

 “Con il tempo mi sono stufato di scrivere canzoni sull’emigrazione, ero etichettato come quello che canta le canzoni sugli emigrati, e poi in fondo erano proprio gli italiani a non conoscermi,” ha confidato Tonino nel suo dialogo con il pubblico. Così i presenti hanno scoperto un altro volto di Castiglione, compositore di canzoni di amore scritte dopo gli anni ’80. Tonino ha rivelato di continuare a scrivere canzoni anche fino a tutt’oggi e ha proposto al pubblico addirittura una canzone inedita “scritta di getto, perché le canzoni più autentiche sono quelle che butti giù in due ore, come se fosse già tutta dentro di te”. Una canzone che per l’appunto ha il titolo Le canzoni in testa, le parole altrove che ha chiuso una serata allegra e ricca di emozioni. (Roger Nesti-Inform)


Vai a: