ECONOMIA E FINANZA
A
Livorno convegno per fare il punto sul Fondo sociale europeo
LIVORNO - Investire sui giovani
per riavviare lo sviluppo e dare un futuro all'economia e alla società toscane.
Se il problema di uscire dal tunnel della crisi continua a dominare lo scenario
delle politiche che
E' proprio sull'obiettivo di consolidare il sistema produttivo per prepararlo ad affrontare le sfide dell'economia globalizzata che convergono gli sforzi della Regione che ha orientato, su questo, le ingenti risorse messe a disposizione dai fondi europei (oltre 2 miliardi di euro da Fse e Fesr, per gli anni 2007-2013). “Superare la crisi e investire sui giovani” è, non a caso, il tema del seminario organizzato a Livorno per fare il punto sul programma del Fondo sociale europeo che, con una dote di 665 milioni di euro, si prefigge di favorire l'occupazione e la qualità del lavoro attraverso gli investimenti sul capitale umano.
“La crisi morde ancora - ha detto l'assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini - e i numeri della cassa integrazione, che lo scorso settembre ha toccato il record storico di 6 milioni e 800 mila ore autorizzate, lo confermano. Così come il tasso di disoccupazione che a giugno era del 6,2%, con 103.000 persone in cerca di lavoro, contro le 82.000 dell'anno precedente. I segnali di ripresa non segnano per ora una inversione di tendenza, soprattutto per l'occupazione. Per questo l'azione della Regione deve tenere insieme, come da tempo andiamo dicendo, tenuta sociale e spinta allo sviluppo”.
Ma la crisi - i dati dell'osservatorio regionale sul mercato del lavoro lo confermano - non colpisce in modo uniforme il tessuto sociale toscano: i giovani, le donne, i lavoratori precari sono i soggetti più a rischio. E i giovani, spesso, appartengono a tutte e tre queste categorie. “E' da qui che dobbiamo ripartire - prosegue l'assessore – perché i giovani sono un fattore di dinamismo e innovazione, una enorme opportunità: tenerli fuori dal mercato del lavoro e dal sistema produttivo significa rinunciare a far crescere la nostra economia. Significa rinunciare al futuro”. (Inform)