ASSOCIAZIONI
Dopo
la presentazione in Sicilia del Dossier Statistico Immigrazione
Sicilia Mondo sollecita l’iter legislativo
della proposta di legge regionale per la integrazione degli stranieri
CATANIA - Il Dossier Statistico Immigrazione 2010, curato dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes, è stato presentato anche in Sicilia, a Palermo e Catania, con largo eco nella stampa isolana che ha riportato le riflessioni ed i commenti delle diverse sensibilità sociali, religiose e politiche. Il consiglio direttivo di Sicilia Mondo ha esaminato il Dossier soffermandosi sui dati riguardanti la presenza straniera in Sicilia.
Su questo tema, Sicilia Mondo, rivolgendosi al nuovo assessore dell’Emigrazione della Regione Siciliana, ha sollecitato l’iter legislativo della proposta di legge per la integrazione delle etnie non comunitarie che vivono in Sicilia, scaturita dal Convegno regionale tenutosi alle Ciminiere di Catania il 24-25-26 aprile 2009 sul tema “Conosciamoci per dialogare e costruire insieme un futuro di speranza”. Il presidente Lombardo, al quale era stata illustrata l’iniziativa, aveva espresso la sua piena condivisione alla proposta di legge trasmettendo subito la documentazione all’Assessorato competente.
Sicilia Mondo
è tornata più di una volta sulla situazione dell’immigrazione in Sicilia, confortata
dal fatto che
Il presidente
di Sicilia Mondo, Mimmo Azzia, ha ricordato che in Sicilia gli stranieri sono
circa 164.000. E cresce anche il numero degli stranieri occupati, 9.756 nel
2009,
Sicilia Mondo si è sempre battuta per una nuova legge nazionale che cancelli le brutture di quella presente. Emblematico questo dato nazionale: gli stranieri in Italia sono circa 5 milioni, nel 1990 erano 500.000. Contribuiscono con l’11,1% alla quota del Pil nazionale. Con grande squilibrio tra i contributi che pagano ed i servizi che ricevono. Sono tutti giovani e rappresentano la forza lavoro attiva del Paese nella misura del 10%. In realtà gli immigrati sono i nuovi italiani. I figli nati da cittadini stranieri frequentano le scuole e parlano italiano. E’ un fatto di civiltà dare loro la cittadinanza così come avviene nei Paesi più avanzati del mondo.
Esiste poi il
problema del riconoscimento di pari diritti, a partire dal voto amministrativo
per essere in linea con l’Europa. L’attuale governo ha recepito la direttiva
europea in tale direzione ma ha ingessato
l’iter legislativo. Non si può, infatti,
parlare di integrazione o di inclusione,
cioè di una convivenza pacifica, armoniosa e partecipata della società italiana
escludendo gli immigrati dalle decisioni che riguardano la loro vita. Così come
è un fatto di onestà politica sfatare il connubio fra criminalità ed immigrazione
che alimenta la paura della gente (