INFORM - N. 213 - 16 novembre 2010


ASSOCIAZIONI

Michele Consiglio (Acli/Cgie) parla del Congresso della Fai, dei tagli delle risorse per le nostre comunità, della rappresentanza e del voto all’estero

“Nel mondo globalizzato la Federazione delle Acli internazionali  pone grande attenzione all’antica migrazione, alle seconde e terze generazioni e alla nuova mobilità dei giovani italiani nel mondo”

 

ROMA – Si sono recentemente chiusi a Parigi i lavori del terzo Congresso della Federazione delle Acli internazionali (Fai). Durante l’incontro i rappresentanti delle Fai hanno ribadito il loro impegno in favore degli italiani nel mondo e l’importanza della presenza dei nostri connazionali per lo sviluppo dei Paesi di residenza. Si è anche parlato del voto all’estero e dei tagli delle risorse pubbliche per le nostre comunità nel mondo. Tematiche che saranno anche al centro del dibattito nell’Assemblea plenaria del Cgie che prende il via alla Farnesina.

Per avere un quadro più dettagliato delle indicazioni emerse dal Congresso della Fai e delle questioni che terranno banco nell’imminente riunione del Consiglio Generale, abbiamo rivolto alcune domande al consigliere del Cgie Michele Consiglio, vice presidente delle Fai e delle Acli italiane e responsabile del dipartimento Rete mondiale aclista.

Si è svolto a Parigi il terzo Congresso della Federazione delle Acli internazionali (Fai). Quali indicazioni sono emerse da questa intensa tre giorni di lavoro?

Durante il Congresso della Fai, che si è svolto a Parigi con 60 delegati in rappresentanza di 18 paesi, abbiamo discusso della presenza degli italiani nel mondo, della nostra antica emigrazione  ma anche della nuova emigrazione. In contemporanea con il Congresso ha infatti avuto luogo la riunione dei giovani delle Acli italiane che hanno incontrato alcuni rappresentanti delle Acli operanti all’estero, ad esempio in Francia e in Argentina, che hanno avuto modo di far sentire le loro opinioni. Quindi, in sintesi, grande attenzione per l’esperienza della nostra emigrazione, con una memoria che vogliamo tenere viva, valorizzare e rendere feconda, ma anche uno sguardo attento alle nuove problematiche che attengono sia alla seconde e terze generazioni residenti all’estero, sia ai tanti giovani italiani in giro per il mondo ai quali crediamo si debba prestare una particolare attenzione. Si potrebbe dire che una volta si andava via con la valigia di cartone, oggi si va all’estero con il computer. Cambiano dunque i volti e i bisogni, ma sono comunque persone all’estero che hanno necessità di un qualche punto di riferimento. In questa ottica abbiamo prospettato una nuova internazionalità delle Acli che tenga conto della realtà del mondo globalizzato. Un mondo che sta cambiando e dove le produzioni e il lavoro sono globalizzati. Dobbiamo quindi tenere il passo attraverso le nuove proposte che stiamo mettendo in campo come Fai e con i nostri servizi.

Fra poche ore si riunisce alla Farnesina l’Assemblea Plenaria del Cgie. Cosa si aspetta da questo incontro? 

Io mi aspetto fondamentalmente che vi sia una risposta chiara, inequivocabile e trasparente da parte del governo su tre questioni che riguardano gli italiani all’estero. La prima è quella dei nuovi tagli che l’esecutivo sta mettendo in campo, altri 14 milioni in meno. Senza contare che se si andrà alle elezioni dei Comites e del Cgie, le spese di queste consultazioni graveranno sulle già scarse risorse a disposizione. Decurtazioni, quelle apportate dal governo, che rischiano di non garantire un minimo di funzionalità da parte degli organismi di rappresentanza, come ad esempio il Cgie, e riducono ai minimi termini qualsiasi possibilità di sviluppare attività che riguardano l’insegnamento all’estero della lingua italiana e l’assistenza per gli anziani nel mondo. Ci pare veramente scandaloso che si arrivi a questo livello di tagli. La seconda questione è la preoccupazione per il fatto che non si vada alle elezioni dei Comites e del Cgie. Occorre che il governo decida in tal senso. Noi riteniamo che si debba andare a votare con l’attuale legge elettorale, anche se pensiamo che andrebbe rivista. Bisogna andare a votare subito perché i nostri organismi di rappresentanza, come il Comites ed il Cgie, sono punti di riferimento essenziali per le antiche e nuove comunità italiane nel mondo, Va poi considerato il fatto che, con la riduzione della rete consolare, spesso i Comites e le forme associative rimangono gli unici punti fermi per le comunità. Trattarli in questo modo non rappresenta un segno di lungimiranza politica. La terza questione è quella del voto all’estero che noi pensiamo vada urgentemente rivisto per quanto riguarda le modalità di espressione del suffragio. Non abbiamo nulla di pregiudiziale contro il voto per corrispondenza, ma riteniamo che quando si andrà a votare per il nuovo parlamento occorreranno regole chiare, trasparenti e che garantiscano la segretezza del voto. Ci sono già in Parlamento delle proposte in tal senso.

Recentemente si è svolta al Senato, presso il Comitato per le questioni degli Italiani all’estero, l’audizione dei vertici della Consulta nazionale dell’emigrazione (Cne). In quel contesto si è parlato del riconoscimento per legge dell’associazionismo italiano all’estero. Cosa ci può dire in proposito?

Noi abbiamo collaborato alla stesura di una proposta di legge volta a dare pieno riconoscimento all’associazionismo di promozione sociale all’estero. Noi continuiamo ad insistere su questo punto e ci aspettiamo che il Governo mandi avanti questa legge. Si badi non è un problema di acquisizione di qualche valenza di tipo economico, ma il riconoscimento del ruolo e del compito che le associazioni svolgono all’estero. Noi sappiamo benissimo che le forme associative nel mondo sono tantissime.  Si va da quelle più generaliste, come ad esempio le Acli, ad associazioni  di carattere regionale e provinciale Vi sono poi probabilmente associazioni che non svolgono pienamente la loro attività, però è importante che questa legge vada avanti anche perché così potrà essere realizzato un albo delle associazioni che consentirà, ove necessario, di fare pulizia. La nuova legge darà inoltre la possibilità di valorizzare il ruolo dell’esperienza associativa all’estero che, per quanto ci riguarda, rappresenta un punto di riferimento importante per gli italiani nel mondo. Torno a dire non solo per l’antica migrazione, ma anche per le nuove mobilità e per le seconde e terze generazioni. (Goffredo Morgia-Inform)


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