INFORM - N. 211 - 12 novembre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

A Ginevra la commemorazione del 4 novembre con l’omaggio alle Forze Armate e all’Unità d’Italia

Due giornate celebrative organizzate dalla sezione in loco dell’Associazione Nazionale Combattenti

 

GINEVRA – Il 6 e 7 novembre a Ginevra si sono svolte le commemorazioni della data storica del 4 novembre 1918. Sabato 6, un concerto della Fanfara dell’Aviazione in congedo di Ivrea, nella sede della Société des Vieux-Grenadiers, ha dato inizio alla cerimonia che ricorda il completamento del processo dell’unità d’Italia.  

Domenica mattina una messa solenne è stata officiata nella Cappella funeraria del Cimitero di St. Georges dal nunzio apostolico presso le Nazioni Unite, mons. Silvano Tomasi e da mons. Massimo De Gregori. Hanno partecipato all’evento, organizzato dalla sezione di Ginevra dell’Associazione Nazionale Combattenti, presieduta da Annunziato Crusi, molti connazionali insieme ai porta bandiere delle associazioni d’arma francesi, svizzere, tedesche e italiane in loco.

Accompagnata dalle note della Fanfara dell’Aeronautica in congedo di Ivrea, - scrive per “La notizia di Ginevra” e “La Pagina di Zurigo” Carmelo Vaccaro - la corona d’alloro dell’ANCRI, portata dall’alpino 90enne reduce di Russia, Angelo Orlandini, e dall’alpino Franco Vola, precedevano il drappello del Gruppo Alpini di Ginevra e le numerose bandiere. Il folto corteo ha proseguito poi verso il Monumento dei Caduti, adiacente alla Cappella, accompagnato da personalità quali il console generale d’Italia, Alberto Colella, il consigliere amministrativo di Ginevra e deputato al Gran Consiglio, Manuel Tornare, il sindaco di Ginevra, Sandrine Salerno, il sindaco di Onex, Carole-Anne Kast, il consigliere amministrativo di Onex, René Longet, il consigliere amministrativo di Vernier, Thierry Cerutti, il deputato al Gran Consiglio, Mauro Poggia, l’addetto militare presso l’Ambasciata italiana a Berna, Luciano Repetto, il generale Mario Amedei, distaccato presso la missione permanente d’Italia all’ONU, Mauro Gambaro, presidente dell’UNUCI della Valle d’Aosta, il presidente del Comites, Francesco Celia, il procuratore capo del Cantone di Ginevra, Daniel Zappelli e tante altre personalità civili e militari. 

Nel corso del suo intervento, Crusi ha ricordato “la tenace volontà di operare affinché vengano, in maniera definitiva, spenti i focolari di tensione che rappresentano un costante pericolo per l’affermazione della pace nel Mondo”. Egli ha richiamato inoltre l’importanza dell’Unità nazionale, il cui mancato rispetto “costituirebbe un oltraggio alla memoria di quanti hanno dato l’estremo sacrificio all’unità della nostra Patria”, ed espresso gratitudine alle forze armate attualmente impegnate in contesti internazionali particolarmente complessi e al personale della protezione civile. “Vogliamo augurarci che questa giornata di sacrifici e gloria – ha concluso Crusi – non venga mai dimenticata perché in essa rivive la nostra democrazia con tutte le libertà costituzionali”.

Il console Colella ha segnalato come la ricorrenza – che unifica il ricordo della fine del primo conflitto mondiale, la festa delle Forze armate e il giorno dell’Unità nazionale - rivesta quest’anno “un particolare significato per il nostro Paese, con l’avvio delle celebrazioni del 150°  anniversario dell’Unità d’Italia”.  “Uno Stato nazionale unitario – ha aggiunto - che deve restare, sulla base dei principi e delle istituzioni di cui la Costituzione repubblicana ci ha offerto il compiuto disegno, punto di riferimento e di continuità per tutti i cittadini al di là di ogni tensione politica e di ogni fase critica”. 

La commemorazione del 4 novembre è a Ginevra “uno dei più importanti momenti d’italianità,  che vede coinvolti centinaia di connazionali e gode della considerazione di molte personalità ginevrine, italiane e istituzioni internazionali – ha ricordato Vaccaro. - Non possiamo che augurare una continuità a quella che si rivela essere la memoria storica della nostra Patria e di quanti hanno donato la loro vita per fare una grande Italia”. (Inform)


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