INFORM - N.209 - 10 novembre 2010


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Da “ItaliachiamaItalia”

Si andrà alle urne? Gli eletti all’estero sperano di no

Tranne il deputato democratico Fabio Porta, che auspica la fine di questo governo come “bene per il paese”. Per Berardi, Pdl, e Narducci, Pd, le elezioni anticipate sono un danno in un momento di crisi economica. Mentre Di Biagio, Fli, sottolinea che il nuovo partito non deve essere letto come “antagonismo a Berlusconi”

 

Elezioni anticipate? Sì. No. Forse. Comunque, meglio di no. Gli eletti all’estero rispondono all’interrogativo più ripetuto in Parlamento, a colloquio con ItaliachiamaItalia.com, quotidiano online diretto da Ricky Filosa.

Secondo il deputato Pd Fabio Porta “la fine di questo governo è un bene per gli italiani”. “Speriamo - spiega Porta - che Berlusconi non faccia più danni di quanti non ne abbia già fatti con il modo in cui ha gestito questa situazione. È sotto occhi di tutti che, ormai, la maggioranza non esiste più e la stessa leadership di Berlusconi è stata offuscata. Il premier non è più in grado di guidare questo governo come nessun altro governo di una repubblica”.

“Auspichiamo - aggiunge il deputato eletto nella ripartizione estera Sud America e residente in Brasile - che l’attuale esecutivo si avvii presto verso la conclusione e, se possibile, che se ne crei uno nuovo, utile a cambiare l’attuale legge elettorale che si è rilevata incapace di rispondere alle esigenze di governabilità del paese. Sia Prodi che Berlusconi, infatti, ne hanno subito le conseguenze”. “La riforma della legge elettorale rappresenta un gesto di responsabilità da parte di tutti, un impegno per andare oltre la crisi. Non è possibile creare un nuovo esecutivo basandolo ancora su questa finzione causata dalla legge attuale, nata - conclude Porta - per dare potere a un’alleanza elettorale che poi, però, non ha capacità di governo”.

A rappresentare la voce del nuovo Futuro e Libertà ci pensa Aldo Di Biagio. “L’evento di Perugia apre un’importante fase nella vita politica del nostro paese", spiega il deputato eletto con il PdL nella ripartizione estera Europa e poi passato al Fli. "È stato presentato un manifesto della società civile che è stato molto partecipato e ha ricevuto tante adesioni. Tra settanta giorni si terrà il congresso fondativo di Futuro e libertà a Milano. L’attenzione di Fli per la tematica degli italiani all’estero è indiscutibile ed è stata già dimostrata in più occasioni, insieme alla presenza di Mirko Tremaglia come riferimento per il mondo dell’immigrazione”.

“Diffiderei del concetto di antagonismo nei confronti di Berlusconi - risponde Di Biagio, quando si accenna al rapporto tra Fli e attuale maggioranza -, né ritengo che la nascita di Fli si possa presentare in questi termini. Noi stiamo creando un polo diverso che non è sinonimo di antagonismo. Auguriamoci che la scena politica italiana possa assistere a un mutamento nella politica del nostro paese non in maniera traumatica”.

“Non in maniera traumatica” significa senza elezioni? “In questo momento il paese non riuscirebbe a capire le elezioni – spiega il parlamentare a Italiachiamaitalia.com -. È meglio andare avanti e procedere con le riforme, è indispensabile che non ci sia uno scontro politico con il Pdl. Credo che ci possano essere spazi per trovare soluzioni all’interno di un unico percorso nel centrodestra. Da Fini è stata prospettata una soluzione che ritengo interessante e mi auguro che il Pdl sappia coglierla”.

Sulla difficoltà di legare elezioni anticipate e crisi economica torna anche Franco Narducci, Pd, che ricorda parallelamente anche la precarietà del governo. “Gli eventi di questi ultimi giorni fanno capire che la maggioranza non esiste più, in essa ci sono tensioni fortissime e ogni giorno più acute. La richiesta di Fini a Perugia è molto indicativa da questo punto di vista, credo che sia necessario uscire da questo groviglio di contrapposizioni e di rilassatezza dei costumi presente all’interno della maggioranza. Siamo franchi, in qualsiasi altro paese il capo del governo avrebbe già dato le dimissioni”.

“Mi auguro - continua il deputato eletto nella ripartizione estera Europa e residente in Svizzera - che si superi la fase del berlusconismo attraverso un governo di centrodestra guidato, però, da altri. Non capisco se l’invito di Fini sarà accolto ma sarebbe un bene, soprattutto per l’immagine del nostro paese che, vista dall’estero, è veramente negativa. Ad approfittarsene sono, come sempre, i paesi concorrenti all’Italia, quelli che hanno tutti gli interessi a rappresentarci come una nazione di tanti vizi e nessuna virtù. D’altronde non sarebbe la prima volta, tutti ricordiamo quando la Germania mise una pistola su un piatto di spaghetti per frenare il turismo”.

“È necessaria una dose di responsabilità per uscire da questo clima che porta alla disaffezione da parte del popolo italiano verso le istituzioni e trovare una soluzione è compito proprio del centrodestra “. Quindi lei non è favorevole alle elezioni anticipate? “In questo momento le elezioni significherebbero mancanza di responsabilità. In una fase caratterizzata dal crollo del Pil e dalla recessione economica, mettersi a fare campagna elettorale - conclude Narducci - creerebbe un pericoloso vuoto per troppi mesi”.

La voce più ottimista è quella del deputato Pdl Amato Berardi, secondo il quale “per il bene del paese bisogna trovare un accordo”. Berardi, eletto nella ripartizione estera Nord America e residente negli Stati Uniti, si dice convinto che “tra le forze presenti in Parlamento si troverà un punto d’incontro entro le prossime settimane, ad esempio includendo nella maggioranza anche l’Udc. Non possiamo permetterci di rischiare una tornata elettorale, in particolare - conclude Berardi - se pensiamo al momento di crisi attuale, alle piccole e medie imprese del Centro Sud che chiudono giornalmente e al made in Italy che sta risentendo di tutto ciò”. (Barbara Laurenzi-www.italiachiamaitalia.com /Inform)

 

 


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