CAMERA
DEI DEPUTATI
Gino Bucchino (Pd) . Sta per
essere premiata la nostra battaglia sull’accordo fiscale con il Canada
ROMA - Dopo essere stato approvato dal Senato,
è all’esame della Commissione Affari Esteri della Camera il disegno di
legge relativo alla ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia
e Canada per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito.
Finalmente dopo otto anni dalla firma da parte dei due
Stati contraenti, il nuovo accordo tra Italia e Canada (che è già stato approvato
dal Parlamento canadese e sostituirà quello in vigore dal 1977) sta per essere
definitivamente approvato anche dal Parlamento italiano.
Ovviamente, se questo accordo entrerà finalmente in vigore,
non esiterò a riconoscere con forza l’impegno del nostro Governo e del nostro
Parlamento, ma credo sia anche corretto attribuire parte del merito
al mio personale impegno, per avere da anni sollecitato la sua ratifica
con interrogazioni e interventi presso le competenti istituzioni.
L’accordo all’esame della Commissione pone le basi per
una più proficua collaborazione economica tra Italia e Canada, rendendo possibile
un’equa distribuzione del prelievo fiscale tra lo Stato in cui viene prodotto
un reddito e lo Stato di residenza dei beneficiari dello stesso.
In questa breve nota (riservandomi di illustrare più
dettagliatamente in un successivo comunicato la disciplina delle pensioni) mi
limito a osservare che l’accordo porterà positivi benefici ai cittadini italiani
e canadesi e rappresenta anche una importante struttura di base per lo
sviluppo degli scambi commerciali e degli investimenti.
Il nuovo accordo stabilisce, per sommi capi, che le pensioni
private (come ad esempio quelle dell’INPS) sono di norma imponibili nello Stato
di residenza del beneficiario, mentre invece le pensioni italiane degli ex dipendenti
pubblici residenti in Canada sono imponibili solo in Italia (come ad esempio
le pensioni dell’Inpdap). E’ prevista tuttavia e purtroppo la possibilità
che le pensioni dell’Inps siano tassate – con una complessa modalità - oltre
che dallo Stato di residenza (il Canada) anche dallo Stato italiano (e questo
è un serio problema perché continua così ad innescarsi nel caso di tassazione
concorrente l’odioso e faticoso procedimento per il rimborso o la detrazione
di imposta).
La norma in esame alla Camera detta inoltre disposizioni
che mirano a risolvere definitivamente le situazioni di incertezza sulla ripartizione
del potere impositivo tra i due Stati contraenti relative al personale a contratto
in servizio presso la rete diplomatico-consolare italiana in Canada e viceversa,
personale che a causa della confusione interpretativa dell’attuale convenzione
era stato messo nell’imbarazzante e penalizzante situazione di “evasore fiscale”
di fronte all’erario canadese. A tale questione la nostra rappresentanza diplomatica
in Canada ha sempre attribuito notevole importanza in considerazione del ragguardevole
numero di unità di personale a contratto avente la doppia nazionalità, italiana
e canadese, ovvero la sola nazionalità italiana. In sostanza nel nuovo
accordo è stata chiarita la situazione fiscale dei contrattisti con doppia nazionalità
o cittadini dello Stato erogatore e residenti nell’altro Stato e ribadita in
maniera finalmente
Infine, è opportuno precisare che la norma del nuovo
accordo relativa alla sua entrata in vigore stabilisce che le disposizioni
della Convenzione avranno efficacia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno solare
in cui si procede allo scambio degli strumenti di ratifica, con l’eccezione
delle disposizioni relative alla potestà impositiva sui compensi del personale
contrattista in servizio presso la rete diplomatico-consolare italiana in Canada
e viceversa la cui efficacia viene anticipata di tre anni (quindi efficacia
retroattiva). (Gino Bucchino*/
*Deputato Pd eletto nella circoscrizione Estero-ripartizione
Nord e Centro America