ITALIANI ALL’ESTERO
Il CRAM a Buenos Aires, nel 40° anniversario
della FEDAMO
Concluso con successo, in tre giorni di
lavori, il Congresso degli Abruzzesi nel Mondo
BUENOS AIRES –
E’ speciale anche in questo, Buenos Aires.
Gli si danno ben due fondazioni. La prima, nel 1536, ad opera di Pedro de Mendoza che, inviato lì dal re
di Spagna per contenere l’avanzata portoghese nel continente, con duemila uomini
armati costruì sulla sponda del Rio de
la Plata una fortezza in pietra. Ma quando i primi coloni cercarono di sottrarre
terre e provviste ai Querandì, gli
indigeni reagirono con estrema violenza e dopo quattro anni Mendoza se ne tornò
in Spagna mentre i suoi uomini risalirono
il corso del fiume fino al Paraguay
per insediarsi in posti più tranquilli, nei dintorni di Asuncion. Più attendibile è la seconda fondazione, nel 1580, quando
una nuova spedizione preparata in Paraguay discese fino al grande estuario del
“fiume d’argento” al comando di Juan
de Garay, il quale nei pressi del primo insediamento piantò l’albero della
giustizia, nel posto dove attualmente sta la Plaza de Mayo, costituendovi intorno il primo nucleo urbano che chiamò
“Ciudad de
E’ con l’invasione
napoleonica della Spagna che i cittadini di Buenos Aires pensano di liberarsi della dominazione spagnola, insorgendo
contro i luogotenenti del Regno e
Dell’intera popolazione
argentina, 40 milioni d’abitanti, più della metà ha origini italiane, un’altra
buona parte radici spagnole. Buenos Aires, dove s’è maggiormente concentrato il flusso immigratorio,
esprime al meglio il volto europeo nelle architetture, nei gusti, nella moda,
negli idiomi e nella gastronomia. Per noi italiani sembra di stare a casa. Dovunque
ti giri trovi persone che richiamano con orgoglio gli ascendenti nelle varie
regioni italiane, sopra tutto nel nostro meridione. Anche per questo la capitale
argentina, davvero una bella città, esalta le sue caratteristiche ammalianti
ed inclusive, nell’architettura, nell’arte e nelle tradizioni culturali. E’
un paese straordinario, l’Argentina, per il calore e per l’indole della sua gente. Un paese
ricco di risorse, estremamente vario e cangiante lungo l’enorme estensione longitudinale,
dal tropico all’Antartide. Dalle
vette della Cordigliera agli altipiani
andini, dalle foreste tropicali ai grandi fiumi, dai ghiacciai immensi agli
splendidi laghi, dai boschi alle praterie e alla sterminata steppa patagonica:
una cornucopia di climi, bellezze ambientali e varietà naturali. Una terra generosa
e feconda, un vero eden. Eppure, come d’altronde tutta l’America Latina, l’Argentina ha alle spalle
una storia turbolenta, segnata dalle dittature, dai populismi, da corruzioni
e profonde crisi economiche. L’ultima di queste crisi, sotto il corrotto governo
del presidente Carlos Menem che svendette
agli stranieri importanti aziende argentine, ma dei cui proventi in gran parte
si persero le tracce, è stata davvero drammatica per il Paese. Dal 2003, con
la presidenza di Nestor Kirchner,
l’Argentina ha ripreso economicamente vigore, ha pagato il debito estero, ha
cominciato a marciare con un trend di sviluppo intorno all’8 per cento, ha dato
avvio ad una stagione d’importanti riforme sociali. Una stagione proseguita
in continuità con il governo della presidente Cristina Fernandez, sulla scia dell’impostazione politica ed economica
data da Kirchner, suo marito, improvvisamente
deceduto due settimane fa destando un’enorme commozione nel Paese. Se l’impressione
personale può valere qualcosa, dal
E’ in questo clima che a Buenos Aires, dall’1al 3 novembre, si sono tenuti i lavori dell’annuale riunione del Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo (CRAM). In Argentina - e nella capitale in particolare - c’è una consistente comunità abruzzese, apprezzata e stimata, ben organizzata in Associazioni che coprono l’intero territorio nazionale. La gran parte del mondo associativo di provenienza dall’Abruzzo si ritrova nella FEDAMO, la Federazione delle Associazioni Abruzzesi che quest’anno celebra il Quarantennale di fondazione. E’ stata dunque giusta ed opportuna la scelta del CRAM di tenere in Argentina - nel Bicentenario del Paese, in omaggio ai 40 anni della FEDAMO e in rispetto della numerosa comunità regionale - l’annuale convegno dei delegati abruzzesi provenienti da tutto il mondo. Un’occasione importante per conoscere direttamente le differenti realtà continentali dell’emigrazione abruzzese, mettere a confronto esperienze, discutere come meglio organizzare le politiche della Regione per le proprie comunità all’estero e come investire sulla rete associativa regionale perché il brand Abruzzo si affermi in quei mercati attraverso produzioni di qualità e le eccellenze che la regione può vantare. E l’organizzazione e l’accoglienza predisposte dalla FEDAMO, sotto la guida della presidente Alicia Carosella che è anche consigliere del CRAM, sono state eccellenti in ogni punto, all’altezza della sfida che il Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo si riproponeva di lanciare per il suo futuro. In assenza dell’assessore all’Emigrazione, Mauro Febbo, le funzioni di presidente del CRAM sono state assolte dal vicario Franco Santellocco, con pienezza di poteri, con una guida sapiente dei lavori e con accorta capacità di mediazione. D’altronde, non era per nulla semplice e scontato, dopo due anni segnati dall’azzeramento dei capitoli di spesa destinati alle attività del settore Emigrazione per via dei tagli al bilancio effettuati dalla Regione per il rientro del disavanzo sanitario, o piuttosto da una palese sottovalutazione del ruolo e della rilevanza delle comunità abruzzesi all’estero.
E’ quanto ha messo
subito in chiaro Franco Santellocco
nella relazione introduttiva, soffermandosi sul ruolo dell’associazionismo,
richiamando l’esigenza per lo Stato e le Regioni di rafforzare le rispettive
politiche perché gli
Il presidente
Santellocco si attende dai lavori una
svolta, non solo nel ruolo della Consulta, ma anche dei contenuti stessi delle
politiche verso i corregionali all’estero, dei quali dovranno essere valorizzate
le attitudini a sensori delle opportunità economiche per l’Abruzzo. E l’organizzazione
del CRAM in Commissioni tematiche a tanto mira. Affida quindi a
Non di circostanza
il saluto del Console Generale, Giancarlo Curcio, in procinto di lasciare Buenos Aires per altri incarichi.
Porta il suo contributo ai lavori richiamandone la rilevanza e sottolineando
l’impegno della comunità italiana a favore dell’Aquila e dei paesi colpiti dal
sisma. Per altro riferisce, con legittimo orgoglio, che gli uffici del Consolato
hanno portato a termine le operazioni per il riconoscimento della cittadinanza
italiana su tutte le istanze presentate, grazie a un grande sforzo organizzativo.
Santellocco, a nome dell’assemblea,
ringrazia il Console per l’opera appena conclusa, a dimostrazione che volontà
ed efficienza fanno miracoli. Gli testimonia la gratitudine della comunità abruzzese
e gli augura sicuro successo per il prossimo prestigioso incarico diplomatico.
E’ l’ora di entrare nel vivo dei lavori. E lo fa Franco Marchetti, presidente della Federazione
Abruzzese in Brasile (Feabra), da
un lato riferendo i buoni successi del progetto pilota ByAbruzzo, finanziato due anni fa dal CRAM e dall’assessorato all’Agricoltura,
gestito dalla Feabra a San
Paolo per promuovere
Si riprende di buonora, martedì 2 novembre, con gli interessanti contributi di Joachim Negri (Argentina), Francesco De Santis (Lussemburgo), Giovanni Scenna (Argentina), Rocco Artale (Germania), Ivana Fracasso (Canada), Gabriele Marchese, sindaco di San Salvo, a nome dei comuni abruzzesi (Anci), Angelo Di Ianni (Canada), Joe Delle Donne (Australia), Diana Mazzone (Anfe), Rita Blasioli (Brasile), poi Luciano Luciani, Enzo La Civita e Paolo Federico. Il presidente Santellocco consente d’intervenire anche agli ospiti. Giovanni Margiotta, presidente della Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela, illustra efficacemente lo sviluppo associativo della Federazione sotto la sua gestione, il ruolo crescente assegnato ai giovani, i risultati della Prima Settimana Abruzzese tenutasi a Caracas nel novembre 2009 e il programma della seconda edizione che si terrà a fine mese a San Cristobal. Non chiede soldi, ma invoca presenza e collaborazione della Regione. Saluta con compiacimento la soluzione al problema delle polizze sanitarie, 80 mila euro del CRAM, per i corregionali bisognosi in Venezuela, che saranno assegnate con criteri uniformi concordati tra Fondazione Abruzzo Solidale, Federazione, Associazioni e Consolato. Lucio Ricci, presidente Filef Abruzzo, ringrazia per l’invito a partecipare ai lavori del CRAM, di cui è stato componente fino all’ultimo mandato. Riferisce sui tanti progetti presentati dalla Filef negli anni scorsi, cofinanziati da UE, Regione e Comuni. Una strada da perseguire ancora. Chiede modifiche alla legge istitutiva del CRAM, specie riguardo alle rappresentanze riservate alle associazioni che si occupano d’emigrazione.
Al riguardo della
riforma della legge, l’ampio dibattito nei primi due giorni di convegno ha definito
un’ipotesi di lavoro che porterà entro tre mesi alla formulazione d’una proposta
da parte dell’ufficio di presidenza del CRAM, sulla quale i componenti del Consiglio,
anche consultando le proprie Associazioni, nei successivi tre mesi potranno
fare osservazioni, avanzare emendamenti e integrazioni. La proposta andrà poi
all’attenzione del Consiglio Regionale per la discussione e l’approvazione in
legge. La soluzione mette tutti d’accordo, come la proposta di budget per le
attività del CRAM. Giudicato negativamente l’azzeramento negli ultimi due esercizi
finanziari regionali dei fondi destinati alle attività del settore Emigrazione,
tutti i delegati hanno tenuto a rimarcare quanto ciò sia stridente rispetto
alle affermazioni d’attenzione politica verso le comunità all’estero e verso
il loro stesso straordinario impegno profuso nei confronti dell’Aquila e dei
centri colpiti della tragedia del sisma del 2009. Un impegno
che, oltre alla vicinanza morale, ha comportato aiuti concreti alle popolazioni
che assommano a diversi milioni di euro. Altrettanta attenzione, se non altro
quale indice di considerazione, compete alla Regione, ripristinando un dignitoso
stanziamento per le politiche riferite all’emigrazione. Dalla sintesi di progetti
e proposte d’attività per il 2011, il cui importo sarebbe ben superiore, ci
si attesta su un budget complessivo di 1 milione e 200 mila euro, più le spese
di funzionamento, che raccoglie l’unanimità dei consensi. I Consiglieri regionali
Caramanico, Chiavaroli e Prospero, per loro di
Nella mattinata
del 3 novembre gli incontri delle Commissioni tematiche, l’assenso all’iscrizione
nell’albo regionale del Consiglio Nazionale Associazioni Abruzzesi e Molisane
in Italia (CNAAM), l’approvazione all’unanimità del documento conclusivo d’indirizzo
politico programmatico, da rimettere al presidente del CRAM, l’assessore Mauro
Febbo, ai presidenti della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e del Consiglio Regionale, Nazario Pagano. L’annuale meeting degli Abruzzesi nel mondo si chiude
nel segno dell’unità e d’una fiducia che attende effettivi riscontri dagli organi
politici della Regione. Un convegno svolto senza veli, produttivo di proposte
valide e d’un nuovo modo di lavorare, un salto di qualità senza dubbio, che
fa giustizia della strumentalità d’una polemica sui costi del congresso in Argentina,
in effetti non superiori a quelli che si sarebbero sostenuti in Abruzzo. Senza
tener conto del significato morale dell’omaggio reso alla comunità abruzzese
in Argentina e alla FEDAMO, nel 40° anniversario della fondazione. Viva soddisfazione,
dunque, venata solo dalla tristezza all’arrivo delle notizie dal Venezuela
sul sequestro di Giancarlo Colasante
e poi sulla sua brutale uccisione. Giancarlo
Colasante, 29 anni, componente del Comitato Giovanile, era una delle figure
di punta della comunità abruzzese di Caracas.
Commosso il cordoglio del CRAM alla famiglia. Da segnalare, infine, il successo
dell’Abruzzo al convegno sul valore dell’immigrazione italiana in Argentina
e al raduno delle Regioni organizzato dalla Municipalità
di Buenos Aires per il 31 ottobre, poi rinviato al 7 novembre a seguito
del lutto nazionale per la morte dell’ex presidente Kirchner. Gli stand dell’Abruzzo, allestiti sull’Avenida de Mayo con vini e prodotti gastronomici
abruzzesi e con materiale turistico, presenziati dalla FEDAMO, hanno raccolto
notevoli consensi. Ne va merito agli assessorati all’Agricoltura e al Turismo
della Regione Abruzzo, che hanno saputo cogliere questa importante opportunità.
Alla FEDAMO, ai suoi splendidi giovani, all’infaticabile motore organizzativo
Matias Mandl, che non si è risparmiato
neanche nella sua ironia sottile, e alla solerte presidente Alicia Carosella la gratitudine del CRAM
e dell’Abruzzo. (Goffredo Palmerini-