INFORM - N. 209 - 10 novembre 2010


DIBATTITI

Laura Garavini (Pd) al seminario “Next Left” per il rinnovamento della socialdemocrazia europea

“Cause e possibili soluzioni per uscire dalla crisi del centrosinistra in Europa”

 

ROMA - “In Europa la destra ha il vento in poppa. Il centrosinistra, al contrario, naviga a vista”: questa la premessa da cui è partita Laura Garavini, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, al seminario “Next Left”, iniziativa lanciata nei giorni scorsi per individuare proposte concrete per un radicale e necessario rinnovamento della socialdemocrazia europea.

Il dibattito tra politici ed accademici italiani e tedeschi,  organizzato dalle fondazioni Italiani Europei e Friedrich-Ebert-Stiftung, è stato introdotto da Piero Fassino e da Wolfgang Merkel, che hanno lucidamente analizzato le debolezze alla base della crisi della socialdemocrazia.

“Quali strade intraprendere? - si è chiesta la Garavini. - Bisogna recuperare il contatto con il territorio e rilanciare i nostri valori di base. Promuoviamo giovani e donne nel partito e guardiamo le nuove tecnologie e la comunicazione come un’opportunità e non come un pericolo. Dobbiamo arrivare alle elezioni sicuri di noi. Questo significa che non possiamo lasciarci dettare l’agenda politica dalla maggioranza e che i nostri alleati devono tenere conto della nostra linea politica”. 

“E’ necessario ridare credibilità alla politica rispettando il codice di autoregolamentazione al momento delle candidature e garantendo un approccio etico di responsabilizzazione dei quadri dirigenti - ha proseguito la Garavini. - Su numerose questioni, quali economia, immigrazione, fisco, ambiente, un approccio nazionale non basta più. Abbiamo bisogno di sviluppare un livello di governo europeo. Per fare questo dobbiamo costruire una politica europea”.

“Ecco perché forse i tempi sono maturi - ha concluso la parlamentare del Pd - per superare l’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici, confluire in un unico grande partito del centro sinistra europeo e darci un programma condiviso di riforme da presentare in modo unitario ai prossimi appuntamenti elettorali in tutti i Paesi europei. In questo modo l’elettore saprà che le proposte fanno parte di un progetto condiviso e di ampio respiro. E dunque il nostro programma avrà un potenziale di successo molto maggiore rispetto a quello offerto dalle politiche di chiusura delle destre neo-nazionaliste”. (Inform)


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