INFORM - N. 209 - 10 novembre 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana”

Grande celebrazione della comunità italiana a Buenos Aires

Tra ventimila e trentamila i partecipanti alla grande manifestazione “Buenos Aires celebra Italia”, che si è svolta domenica scorsa lungo la Avenida de Mayo

 

BUENOS AIRES - Un grande e festoso successo è stata la grande manifestazione “Buenos Aires celebra Italia” che si è svolta domenica scorsa lungo la “Avenida de Mayo”, il tradizionale corso spagnolo della città di Buenos Aires che per un giorno è diventato italianissimo, come ha detto nel suo saluto il segretario al Turismo del Governo della Città di Buenos Aires, Hernán Lombardi. Un saluto, insieme a quelli del direttore per i Rapporti con le comunità del governo cittadino Claudio Avruj, dell’ambasciatore Guido La Tella e del console generale Giancarlo Curcio, ai quali si è aggiunto quello prestigioso che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato tramite l’ambasciatore d’Italia.

La comunità italiana di Buenos Aires e dintorni ha presentato un bell’album di fotografie, che rispecchia il suo passato e la sua realtà, per spiegare il contributo dato alla crescita dell’Argentina.

Domenica scorsa si è svolta la manifestazione “Buenos Aires celebra Italia”, nel quadro degli eventi con i quali la Città di Buenos Aires vuole mettere in evidenza e dare risalto alla diversità della società che in essa risiede. Un programma del quale questa volta è stata protagonista la comunità italiana.

Sono state sei ore intense durante le quali circa trentamila persone, tra residenti, turisti stranieri ed esponenti della collettività, hanno percorso la “Avenida de Mayo”, che unisce la “Casa Rosada” al “Congreso Nacional”, conoscendo o ritrovando il folclore, le tradizioni, la cucina, la musica e le canzoni, l’artigianato, l’industria, la storia dei loro antenati e l’architettura italiana nella città.

Lungo quattrocento metri sono stati allestiti i tendoni che hanno ospitato le mostre e i diversi sodalizi.

“Buenos Aires celebra Italia”, inizialmente doveva svolgersi domenica 31 ottobre, ma a causa del lutto per la morte dell’ex presidente Néstor Kirchner è stata rinviata di una settimana. L’evento è stato promosso dal Governo della Città di Buenos Aires ed è stato organizzato dal “Comitato della Comunità Italiana per Buenos Aires celebra Italia”, costituito da FEDITALIA, FEDIBA e dal COMITES di Buenos Aires, che hanno convocato tutta la comunità e le sue istituzioni a prendere parte a questa grande manifestazione.

I tre presidenti Luigi Pallaro, Pina Mainieri e Graciela Laino, insieme al pubblico che si era radunato davanti allo scenario principale, hanno salutato le autorità e subito dopo sono stati eseguiti gli inni nazionali argentino e italiano.

Verso le ore tredici, in una giornata di sole e caldo, il Direttore generale per i rapporti con le comunità del Governo della Città, Claudio Avruj, ha dato il via ufficiale alla manifestazione che, comunque era già in pieno svolgimento almeno da mezzogiorno, orario di apertura degli stand. Subito dopo sono cominciati gli spettacoli, per tutti i gusti: dai cori ai balletti, dai cantanti melodici gli interpreti di rock e rap con testi italiani. Gli uni e gli altri si sono succeduti nei tre palcoscenici allestiti uno davanti al Palazzo Municipale, un secondo all’angolo con via Chacabuco e il terzo all’angolo di via Tacuarí.

Il Comitato ha affidato l’organizzazione tecnica della manifestazione alla prof. Marta Bellocchio, con la quale hanno collaborato Andrea Patron e il segretario amministrativo della FEDITALIA Hernan Cristaldo.

Incominciando il percorso verso la via Tacuarí, c’erano in primo luogo gli stand istituzionalid el Comites di Buenos Aires, di Feditalia e di Fediba. Nel primo si sono presentati vari consiglieri: il presidente Graciela Laino, Marilina D’Astolfo, Fernando Caretti, Dario Signorini, Angelo Venditti, Juan Balestretti, e Irma Rizzuti, che nella sua veste di consulente del Governo della Città era stata prima accanto al Lic. Avruj e ai dirigenti della collettività durante la cerimonia inaugurale.

Anche nello stand di FEDITALIA e FEDIBA si é registrata la presenza di dirigenti dei vertici delle strutture associative: Nelida Claps (anche lei presente durante la cerimonia inaugurale, Caretti, Iside Donadon, D’Astolfo, Carlotta Scaroni, Gerbin.

“Tutti i libri e depliant che abbiamo portato se li sono portati via, hanno detto, la gente viene a farci domande ed é interessata a quanto abbiamo messo a disposizione”, aggiungevano.

Di fronte c’era la mostra fotografica sull’influenza italiana nell’architettura di Buenos Aires, con immagini e dati di edifici molto noti quali il Palazzo del Congresso, la Casa Rosada e il Teatro Colón, ma anche di dimore private, tutte con dati sugli architetti, ingegneri, e costruttori italiani e loro discendenti che progettarono o costruirono tanti bei palazzi di Buenos Aires.

Piú avanti c’era un altro stand istituzionale, dedicato all’imprenditoria italiana in Argentina. In successivi pannelli, venivano presentati grandi e storici nomi di imprenditori di realizzatori di progetti e di ditte italiane o fatte dagli italiani in Argentina, determinante per lo sviluppo economico del Paese, nel campo industriale.

Accanto a nomi di spicco dell’industria argentina, quali Mastellone, Pirelli, Fiat, Techint o istituzionali, come la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina (fondata nel 1884), c’erano i nomi dei progetti di avanguardia nel campo industriale di ingegneri o imprenditori italiani quali la moto “Tehuelche”.

E dopo questo stand c’era quello dell’Associazione Artigiani Italiani in Argentina. Tante le meraviglie ma, solo per fare qualche esempio si può citare Mirta Danzi artigiana del ricamo alla quale sono stati affidati il restauro di tende e teloni del Teatro Colón. Ma anche artigiani bronzisti, ceramisti, cesellatori, scultori, intagliatori, gioiellieri, pellettieri, liutai, peltrai,vetrai, pellicciai.

Salute e bellezza pure erano presenti con due successivi gazebi. Uno dell’Ospedale Italiano, nel quale erano raccontate la sua gloriosa storia, il suo prestigioso presente e il suo futuro che lega ricerca, innovazione e uso umanistico della sua missione.

L’altro di Miss Italia in Argentina naturalmente visitato da tanti giovani e non di quello che una volta veniva chiamato il ”sesso forte”, richiamati dalla bellezza delle esponenti del “gentil sesso” presenti nello stand.

Un pubblico fatto da persone della nostra comunità, da residenti nella città o nei dintorni e da turisti stranieri, visitavano interesati e divertenti gli stand delle varie comunità . Per fare un esempio, un turista americano dopo aver filmato una tarantella davanti al gazebo dell’Associazione Napoli Viva, si intratteneva con le responsabili del posto per spiegare che la moglie era di origine partenopea.

Balli e canti ma anche pizza e salumi attraevano la curiosità di tanta gente sugli stand del Gruppo Folcloristico Gioia d’Italia, delle Donne Calabresi o dell’Associazione Calabrese, che si trovava in buona compagnia tra i gazebo della Federazione Calabrese (con giovani in costumi tradizionali) e dell’Associazione Calabresi Uniti di San Isidro, nel quale la presidente Palma Papa dava informazioni sulle attività del gruppo.

Molto attivo anche il presidente dell’Associazione Calabrese di M.S.e C. di Buenos Aires Antonio Ferraiuolo, il quale indossando una maglietta della calabrese girava sugli stand attorno per informare , per interessarsi e per salutare e fotografarsi, come ha fatto con “i residenti” nello stand dello Sportivo Italiano. Il vicepresidente Otranto i dirigenti Moccia e altri membri della Commissione Stampa con a capo Julieta Muzzupapa, davano informazioni e offrivano in vendita magliette e gadget del Club, coordinati da tifosi famosi quale i fotografo Francesco Muzzupapa, impegnato dal mattino presto, nell’allestimento dello stand.

Si è detto delle pizze e dei salumi calabresi, ma di fronte c’era un tendone degli abruzzesi della Fedamo, che oltre ai dolci tradizionali della Regione, ha portato una grande porchetta che è stata consumata in poco meno di due ore, restando come muta testimonianza del “banchetto” che si sono dati i visitatori dello stand , solo la testa dell’animale.

Nello stand dell’Associazione Romana e del Lazio in Argentina c'era la possibilità di assaggiare alcune specialità romane, preparate dai cuochi di “Suburra”, ristorante di cucina tradizionale di Roma e del Lazio del rione di Palermo. E con loro c’erano due “gladiatori romani”, guardati con curiosità dai passanti. Cucina che è tradizione, folklore e cultura, come lo sono anche i costumi tradizionali che indossavano in vari stand, come quelli delle donne calabresi, o della Sardegna, o del gruppo Gioie d’Italia.

Tradizioni e cultura anche antiche, come quella dei “Portacristi genovesi”, che hanno presentato le loro grandi croci per una tradizione religiosa tipica della Liguria che solo in Argentina ha trovato altri continuatori.

E se di uniformi si tratta, se ne sono visti parecchi, a cominciare da quelli dei Pompieri Volontari di La Boca, antica società italiana di quel popolare rione, che hanno esibito anche le prime autopompe che sono esistite in Argentina. Di La Boca anche la Legione Volontari, discendenti degli ex combattenti intervenuti nelle guerre sudamericane, in particolare in quella del Paraguay, sotto la bandiera dell’Argentina.

Soldati, ma italiani e di questa generazione, c’erano tra i visitatori, come è stato il caso del dott. Roberto Baccanelli, di Desio Zen, di Ferdinando Caretti e di Gianfranco Tuzzi, tutti con il cappello alpino.

Tra le istituzioni dedite alla diffusione della cultura italiana, c’erano i banconi dell’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires, costantemente visitato da quanti erano interessati a chiedere informazioni, non soltanto sui corsi, ma anche sull’Italia o sulla collettività. Accanto, gli stand della Scuola Cristoforo Colombo e del Centro Culturale Italiano.

Più avanti c’era lo stand del Club Italiano di José C. Paz, che metteva in bella mostra non soltanto le molteplici attività (tra le quali anche i Club regionali italiani e il Club del Vino), ma anche della Scuola Giovanni Pascoli - che ha presentato i gruppi di danze e i cori -, cosí come la sede del Patronato Enas.

Un altro Patronato, l’Inas Cisl, presentava, oltre alle sue attività di servizio in campo previdenziale, anche la banca dati del Museo dell’Immigrazione, nella quale si potevano chiedere giorno e nome della nave con la quale sono arrivati i nostri antenati, emigrati in Argentina.

In vari stando sono state esposte pitture fatte da artisti di origine italiana. Così hanno fatto nell’Associazione Pietragallesa San Teodosio, dove esponevano i lavori di un gruppo di giovani artisti legati al sodalizio lucano. Oppure nello stand siciliano, e in quello del Veneto. In quest’ultimo, oltre alle pitture sul carnevale di Venezia, erano presentati aspetti diversi della realtà regionale, curati dall’Associazione Veneziani nel Mondo e dai Veronesi nel Mondo.

C’erano anche i gazebo dei giornali e dei programmi radiofonici: L’Italiano, l’Eco d’Italia tra i primi, Italia Eterna, Voces de Nápoles e Mezzogiorno di Fuoco, tra i secondi.

Ci sarebbe ancora tanto da raccontare Da sottolineare però l’allegria e interesse delle migliaia di persone che hanno partecipato a questa festa della comunità italiana e di Buenos Aires, un bel modo di aderire al Bicentenario.

Un successo del quale va dato atto al Comitato costituito da FEDITALIA, FEDIBA e il COMITES di Buenos Aires e agli organizzatori Marta Bellocchio i suoi collaboratori Andrea Patron e Chiara Boschiero, al segretario amministrativo di FEDITALIA Hernán Cristaldo e a Mariano Ledesma Arocena della Direzione di Rapporti con le comunità del Governo della Città di Buenos Aires. (Tribuna Italiana/Inform)


Vai a: