SENATO DELLA REPUBBLICA
Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle
politiche per gli
Riunito il Comitato per le questioni degli italiani all’estero
L’audizione dei rappresentanti della Consulta Nazionale
Emigrazione. Ascoltati il presidente Papais e i membri del consiglio direttivo
Volpini (Acli) e Inchingoli (Mcl)
ROMA – Si è svolta al Senato, presso il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, l’audizione dei rappresentanti della Consulta Nazionale Emigrazione. La delegazione era composta dal presidente Luigi Papais (che nella Cne rappresenta l’Ucemi) e dai membri del direttivo Tonino Inchingoli (Mcl) e Roberto Volpini (Acli). L’audizione, che ha avuto luogo nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche relative ai cittadini italiani residenti all’estero, è stata introdotta dal presidente del Comitato del Senato Giuseppe Firrarello.
Papais, che nel
corso del suo intervento si è soffermato sulle deliberazioni assunte dal Consiglio
direttivo della Consulta Nazionale dell’Emigrazione nella riunione dell’8 novembre
scorso, ha evidenziato come il rinvio al 2012 dei termini previsti per lo svolgimento
delle elezioni dei Comites e del Cgie affievolisca, con il lungo protrarsi degli
incarichi dei membri, l’autorevolezza di questi organi di rappresentanza e il
collegamento con la base che essi esprimono. Papais ha poi manifestato
preoccupazione per i continui tagli, nell’ambito della finanziaria, che riguardano
i capitoli di spesa per l’emigrazione. Decurtazioni generalizzate e orizzontali
che per Papais andrebbero sostituite da tagli delle risorse mirati basati sulle
reali priorità del momento. “La soppressione di sedi diplomatiche nei paesi
di emigrazione italiana e la chiusura delle scuole e dei corsi d’italiano all’estero
– ha affermato il presidente della Cne – rappresentano un danno irreparabile
per la cultura e per il mantenimento dei legami con la patria d’origine. Sempre
per quanto riguarda la ristrutturazione della rete consolare Papais ha sottolineato
l’esigenza di aprire rappresentanze diplomatiche nelle aree di nuova emigrazione,
ma al contempo di salvaguardate quelle esistenti nelle circoscrizioni
dell’emigrazione tradizionale. “Gli
Sulla questione del sostegno alla stampa italiana all’estero Papais ha evidenziato come questo settore dell’informazione rappresenti un prezioso strumento di collegamento con la patria di partenza e tra e per i diversi sodalizi e gli emigranti. Egli ha manifestato sia moderata soddisfazione per l’accordo raggiunto sulle tariffe postali agevolate, superiori a quelle del passato ma più contenute rispetto a quelle onerose entrate in vigore all’inizio dell’anno, sia preoccupazione per la scarsità di fondi pubblici messi a disposizione dell’editoria specializzata. Dopo aver segnalato l’importanza dell’assistenza sociale e sanitaria per i nostri emigranti indigenti soprattutto dell’America Latina, Papais ha auspicato il riconoscimento per legge, ai fini contributivi e fiscali, dell’associazionismo italiano all’estero quale strumento di promozione sociale. Una norma che superi l’attuale diversità di trattamento rispetto alle analoghe associazioni operanti in Italia. Un associazionismo, quello in emigrazione che, secondo Papais svolge un ruolo essenziale di rappresentanza e di sussidiarietà al fine del mantenimento dei rapporti con la patria di origine, nonché per la promozione della cultura e della lingua italiana. Un ruolo che deve trovare rappresentanza adeguata anche negli organismi competenti per materia, oltre che a essere tenuto presente a livello di consultazione in vista di scelte importanti che riguardino gli emigranti.
Il presidente della Cne ha poi posto in evidenza l’esigenza di istituire un tavolo di confronto con le regioni, affinché il ruolo di sussidiarietà rappresentato dall’associazionismo non rimanga disatteso, e di rendere participi le associazioni, avendo questi sodalizi d’emigrazione notevoli potenzialità nel campo dell’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero e della valorizzazione della cultura e del made in Italy, dei progetti che verranno posti in essere dalla nuova Direzione generale del Mae per il Sistema Paese.
Sul voto degli italiani all’estero Papais, pur convenendo sulla necessità di apportare modifiche tecniche e organizzative a tale istituto per renderlo più corretto e sicuro, chiede al Governo e al Parlamento di assicurare anche in futuro questo fondamentale diritto democratico. Papais auspica inoltre sia la realizzazione di nuove possibilità per il riacquisto della cittadinanza italiana da parte di quanti l’hanno persa senza avervi rinunciato per effetto di norme un tempo vigenti nei paesi di adozione, sia un’attiva partecipazione dalla Cne alle celebrazioni solenni per il del 150° dell’Unità d’Italia.
Durante la seduta il presidente del Comitato Firrarello ha auspicato il reperimento, nella Finanziaria attualmente all’esame del Parlamento, di risorse che possano dare una sia pur parziale soluzione alle problematiche sollevate dal presidente della Cne .Dopo aver precisato che il voto degli italiani all’estero non è mai stato in discussione, Firrarello si è detto concorde sull’importanza dell’assistenza sanitaria per i cittadini italiani all’estero in stato di indigenza, nonché sulla prosecuzione dell’impegno per la diffusione per la lingua e cultura italiana, a presidio della continuità dei rapporti tra collettività nel mondo e madrepatria.
L’importanza
del collegamento tra collettività italiane all'estero e attività di sostegno
all’internazionalizzazione delle imprese è stata segnalata dal senatore
Dal canto suo Tonino Inchingoli, della Cne, ha espresso preoccupazione per lo scarso rilievo che attualmente la politica italiana dà al ruolo dell’associazionismo degli italiani all’estero e alle comunità dei nostri connazionali in genere. Prendendo positivamente atto dell’attenzione rivolta dal presidente Firrarello agli aspetti dell’assistenza sanitaria e della promozione della lingua e cultura italiana, Inchingoli ha ricordato come fra le priorità vi sia anche il sostegno delle giovani generazioni di italiani all’estero. Delle nuove generazioni ha parlato anche il senatore del Pd Claudio Micheloni che ha rilevato come attualmente vi sia una difficoltà di comunicazione e di coinvolgimento delle nuove generazioni di migranti all’estero rispetto ai canali tradizionali della rappresentanza. Dopo aver precisato che il tema del sostegno alla internazionalizzazione delle imprese presenta una particolare delicatezza anche rispetto al raccordo con le associazioni regionali, Micheloni ha ricordato come i disegni di legge all’esame della Commissione Esteri del Senato in materia di prerogative sindacali di particolari categorie del Mae e di riforma dei Comites e del Cgie siano da tempo all’esame della Commissione Bilancio per la verifica dei profili della copertura finanziaria. Una circostanza che rende Micheloni perplesso sulla possibilità di assegnazione di nuovi fondi per le politiche migratorie nella presente manovra di finanziaria. Il deputato del Pd, dopo aver rilevato l’esigenza di valorizzare la rete associativa al fine di dare efficacia alle politiche per gli italiani all’estero, ha infine ricordato la recente approvazione da parte della Commissione Esteri del Senato, su iniziativa del proprio gruppo parlamentare, di un’indagine conoscitiva sulla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del Mae.
Dopo l’intervento
del senatore del Pdl Basilio Giordano, che ha assicurato la propria attenzione
per le importanti tematiche illustrate, il presidente Papais, in sede di replica,
ha spiegato come l’articolato sistema di rappresentanza delle collettività italiane
all’estero consenta la creazione di una rete a sostegno degli emigranti che
andrebbe valorizzata con convinzione, coinvolgendo tutti gli attori, tra cui
le associazioni. Papais ha infine precisato come a tutt’oggi