INFORM - N. 209 - 10 novembre 2010


SENATO DELLA REPUBBLICA

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche per gli italiani nel mondo

Riunito il Comitato per le questioni degli italiani all’estero

L’audizione dei rappresentanti della Consulta Nazionale Emigrazione. Ascoltati il presidente Papais e i membri del consiglio direttivo Volpini (Acli) e Inchingoli (Mcl)

 

ROMA – Si è svolta al Senato,  presso il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, l’audizione dei rappresentanti della Consulta Nazionale Emigrazione. La delegazione era composta dal presidente Luigi Papais (che nella Cne rappresenta l’Ucemi) e dai membri del direttivo Tonino Inchingoli (Mcl) e Roberto Volpini (Acli). L’audizione, che ha avuto luogo nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche relative ai cittadini italiani residenti all’estero, è stata introdotta dal presidente del Comitato del Senato Giuseppe Firrarello.

Papais, che nel corso del suo intervento si è soffermato sulle deliberazioni assunte dal Consiglio direttivo della Consulta Nazionale dell’Emigrazione nella riunione dell’8 novembre scorso, ha evidenziato come il rinvio al 2012 dei termini previsti per lo svolgimento delle elezioni dei Comites e del Cgie affievolisca, con il lungo protrarsi degli incarichi dei membri, l’autorevolezza di questi organi di rappresentanza e il collegamento  con la base che essi esprimono. Papais ha poi manifestato preoccupazione per i continui tagli, nell’ambito della finanziaria, che riguardano i capitoli di spesa per l’emigrazione. Decurtazioni generalizzate e orizzontali che per Papais andrebbero sostituite da tagli delle risorse mirati basati sulle reali priorità del momento. “La soppressione di sedi diplomatiche nei paesi di emigrazione italiana e la chiusura delle scuole e dei corsi d’italiano all’estero – ha affermato il presidente della Cne – rappresentano un danno irreparabile per la cultura e per il mantenimento dei legami con la patria d’origine. Sempre per quanto riguarda la ristrutturazione della rete consolare Papais ha sottolineato l’esigenza di aprire rappresentanze diplomatiche nelle aree di nuova emigrazione, ma al contempo di  salvaguardate quelle esistenti nelle circoscrizioni dell’emigrazione tradizionale. “Gli italiani nel mondo  - ha spiegato - hanno necessità di disporre di uffici a portata di mano, a distanze ragionevoli, per il disbrigo delle pratiche essenziali. A tal fine le associazioni degli emigranti si rendono disponibili a favorire il funzionamento dei consolati onorari o di agenzie diplomatiche”.

Sulla questione del sostegno alla  stampa italiana all’estero Papais ha evidenziato come questo settore dell’informazione rappresenti un prezioso strumento di collegamento con la patria di partenza e tra e per i diversi sodalizi  e gli emigranti. Egli ha manifestato sia moderata soddisfazione per l’accordo raggiunto sulle tariffe postali agevolate, superiori a quelle del passato ma più contenute rispetto a quelle onerose entrate in vigore all’inizio dell’anno, sia preoccupazione per la scarsità di fondi pubblici messi a disposizione dell’editoria specializzata. Dopo aver segnalato l’importanza dell’assistenza sociale e sanitaria per i nostri emigranti indigenti soprattutto dell’America Latina,  Papais ha auspicato il riconoscimento per legge, ai fini contributivi e fiscali,  dell’associazionismo italiano all’estero quale strumento di promozione sociale. Una norma che superi l’attuale diversità di trattamento rispetto alle analoghe  associazioni operanti in Italia. Un associazionismo, quello in emigrazione che, secondo Papais svolge un ruolo essenziale di rappresentanza e di sussidiarietà al fine del mantenimento dei rapporti con la patria di origine, nonché per la promozione della cultura e della  lingua italiana. Un ruolo che deve trovare rappresentanza adeguata anche negli organismi competenti per materia, oltre che a essere tenuto presente a livello di consultazione in vista di scelte importanti che riguardino gli emigranti.

Il presidente della Cne ha poi posto in evidenza l’esigenza di istituire un tavolo di confronto con le regioni, affinché il ruolo di sussidiarietà rappresentato dall’associazionismo non rimanga disatteso, e di rendere participi  le associazioni, avendo questi sodalizi d’emigrazione notevoli potenzialità nel campo dell’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero e della valorizzazione della cultura e del made in Italy, dei progetti che verranno posti in essere dalla nuova Direzione generale del Mae per il  Sistema Paese.

Sul voto degli italiani all’estero Papais, pur convenendo sulla necessità di apportare modifiche tecniche e organizzative a tale istituto per renderlo più corretto e sicuro, chiede al Governo e al Parlamento di  assicurare anche in futuro questo fondamentale diritto democratico. Papais auspica inoltre sia la realizzazione di nuove possibilità per il riacquisto della cittadinanza italiana da parte di quanti l’hanno persa senza avervi rinunciato per effetto di norme un tempo vigenti nei paesi di adozione, sia un’attiva partecipazione dalla Cne alle celebrazioni solenni per il del 150° dell’Unità d’Italia.

Durante la seduta il presidente del Comitato Firrarello ha auspicato il reperimento, nella Finanziaria  attualmente all’esame del Parlamento, di risorse che possano dare una sia pur parziale soluzione alle problematiche sollevate dal presidente della Cne .Dopo aver precisato che il voto degli italiani all’estero non è mai stato in discussione, Firrarello si è detto concorde sull’importanza dell’assistenza sanitaria per i cittadini italiani all’estero in stato di indigenza, nonché sulla prosecuzione dell’impegno per la diffusione per la lingua e cultura italiana, a presidio della continuità dei rapporti tra collettività nel mondo e madrepatria.

L’importanza del collegamento tra collettività italiane all'estero e attività di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese è stata segnalata dal senatore Raffaele Fantetti (Pdl) che ha spiegato come la nuova emigrazione professionale rappresenti un fenomeno di estremo rilievo e sia sintomo di un rinnovamento generazionale. Carlo Pegorer (Pd) ha invece sottolineato l’esigenza di individuare, alla luce delle disponibilità residue, delle priorità d’intervento sulle riduzioni dei capitoli di spesa per gli italiani all’estero e a tal proposito ha chiesto una valutazione ai rappresentanti della Cne. Una risposta è giunta da Roberto Volpini, del direttivo della Cne, che ha precisato  come “le recenti riduzioni di spesa sul fronte dell’assistenza diretta e indiretta ai connazionali all’estero si ripercuotono negativamente sul sentimento generale degli italiani nel mondo e, indirettamente, anche sulle reti che li riuniscono e rappresentano”. Per Volpini la realtà dell’associazionismo va comunque  tutelata e valorizzata mediante interventi che agiscano su più fronti.  

Dal canto suo Tonino Inchingoli, della Cne, ha espresso preoccupazione per lo scarso rilievo che attualmente la politica italiana dà al ruolo dell’associazionismo degli italiani all’estero e alle comunità dei nostri connazionali in genere. Prendendo positivamente atto dell’attenzione rivolta dal presidente Firrarello agli aspetti dell’assistenza sanitaria e della promozione della lingua e cultura italiana, Inchingoli ha ricordato come fra le priorità vi sia anche il sostegno delle giovani generazioni di italiani all’estero. Delle nuove generazioni ha parlato anche il senatore del Pd Claudio Micheloni che ha rilevato come attualmente vi sia una difficoltà di comunicazione e di coinvolgimento delle nuove generazioni di migranti all’estero rispetto ai canali tradizionali della rappresentanza. Dopo aver precisato che il tema del sostegno alla internazionalizzazione delle imprese presenta una particolare delicatezza anche rispetto al raccordo con le associazioni regionali, Micheloni ha ricordato come i disegni di legge all’esame della Commissione Esteri del Senato in materia di prerogative sindacali di particolari categorie del Mae e di riforma dei Comites e del Cgie  siano da tempo all’esame della Commissione Bilancio per la verifica dei profili della copertura finanziaria. Una circostanza che rende Micheloni perplesso  sulla possibilità di assegnazione di nuovi fondi per le politiche migratorie nella presente manovra di finanziaria. Il deputato del Pd, dopo aver rilevato l’esigenza di valorizzare la rete associativa al fine di dare efficacia alle politiche per gli italiani all’estero, ha infine ricordato la recente approvazione da parte della Commissione Esteri del Senato, su iniziativa del proprio gruppo parlamentare, di un’indagine conoscitiva sulla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del Mae.  

Dopo l’intervento del senatore del Pdl Basilio Giordano, che ha assicurato la propria attenzione per le importanti tematiche illustrate, il presidente Papais, in sede di replica, ha spiegato come l’articolato sistema di rappresentanza delle collettività italiane all’estero consenta la creazione di una rete a sostegno degli emigranti che andrebbe valorizzata con convinzione, coinvolgendo tutti gli attori, tra cui le associazioni. Papais ha infine precisato come a tutt’oggi la Cne,  un organismo rappresentativo di differenti realtà associative di ispirazione religiosa e non, sia presente anche nei paesi di nuova emigrazione. (Inform)


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