INFORM - N.208 - 9 novembre 2010
ESTERI
A Roma il VII Foro di Dialogo italo-turco
Frattini: Ue e Turchia hanno bisogno l’una dell’altra
“Al Consiglio di Sicurezza Onu vogliamo
un seggio per l’Europa”
ROMA – “UE e Turchia hanno bisogno l’una dell’altra”.
Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenuto oggi
al VII Foro di Dialogo italo-turco (v. Inform n. 207 http://www.mclink.it/com/inform/art/10n20723.htm)
. Per Frattini il processo di adesione della Turchia alla Ue “è irreversibile”
. perché è “interesse” di entrambi che la Turchia “sia membro a pieno titolo” dell'Europa.
E’ quindi necessario, ha aggiunto, “non permettere mai che la Turchia si faccia prendere
dalla disaffezione per l'Europa”. Frattini ha sottolineato ad esempio la necessità
di avviare “al più presto” il negoziato per la liberalizzazione dei visti, che
la Turchia
“merita in quanto paese candidato all’UE”. “Dobbiamo portare avanti il processo
di adesione” ha rimarcato Frattini. “Esso – ha proseguito - ha finora
rappresentato un potente catalizzatore dello sviluppo socio-economico e della
grande trasformazione del Paese in una moderna e dinamica società aperta e democratica.
Vanno perciò superate le difficoltà. L’UE deve mantenere gli impegni. La
Turchia è chiamata a proseguire con determinazione il processo
di riforma. Alla base del nostro comune impegno resta la consapevolezza che
UE e Turchia hanno bisogno l’una dell’altra”.
Il capo della diplomazia italiana ha inoltre evidenziato
la “concreta possibilità di stringere una storica alleanza fra Italia e Turchia
per promuovere lo sviluppo e sconfiggere la povertà. Teatro di elezione di questa
grande intesa strategica non può che essere il bacino del Mediterraneo”. Con
l’obiettivo di “promuovere lo sviluppo economico e la modernizzazione politica
e sociale dei Paesi della riva sud”.
La Turchia – con cui l’Italia ha “eccellenti
relazioni” - è un Paese in crescita. “Il mondo assiste ad una fortissima crescita
economica della Turchia, in controtendenza rispetto alla generale congiuntura.
La Turchia
– ha ricordato Frattini - è oggi l’economia più dinamica tra tutti i Paesi G20
assieme alla Cina. Conosce valori di crescita del PIL assolutamente spettacolari.
Le proiezioni degli economisti la indicano al 2050 tra le prime dieci economie
del pianeta”. E “in questa situazione senza paragoni in Europa, la presenza
italiana in Turchia e le nostre relazioni commerciali risaltano con singolare
vivacità – ha sottolineato il ministro - L’Italia è per Ankara il quarto partner
commerciale ed il quinto investitore. Sono oltre 800 le nostre aziende presenti
nel Paese e le esportazioni italiane in Turchia sono aumentate del 39% nei primi
sette mesi dell’anno”. “Vogliamo eguagliare nel 2010 il record positivo” del
2009, quando l'Italia si è aggiudicata il maggior numero di commesse da parte
delle istituzioni turche, in particolare nei settori delle infrastrutture, automobilistico
e della difesa, ha anche detto il ministro. Ci sono inoltre settori “in cui
abbiamo interesse a fare anche di più”, ha aggiunto Frattini, precisando che
“grandi prospettive” di collaborazione si aprono in settori d'avanguardia come
il restauro architettonico e urbano, le bio e nanotecnologie, la protezione
ambientale e la tecnologia per la gestione del territorio, come il monitoraggio
antisismico. Alla base dei “successi” c’è il “paradigma” italo-turco
di cooperazione. “Elemento vincente della collaborazione tra le nostre aziende
è la piena disponibilità – ha rimarcato Frattini - a condividere tecnologia,
professionalità ed esperienze. E’ l’atteggiamento vincente delle nostre aziende,
ma è anche la cifra specifica delle relazioni bilaterali. Questa propensione
alla condivisione rappresenta il segreto del nostro dinamismo. Ci consente di
conseguire insieme formidabili risultati, non solo sul mercato turco ma anche
in quelli di Paesi terzi” ha aggiunto Frattini citando la joint venture italo-turca
che di recente si è aggiudicata la gara per la metropolitana di Varsavia.
A margine dei lavori del Foro italo-turco
il ministro degli Esteri ha precisato che “siamo per il seggio dell’Europa”
al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e “riteniamo che la riforma dell'ONU
debba andare verso una maggiore democratizzazione e una maggiore rappresentatività”.
“Vi sono delle aree del mondo - ha spiegato il ministro
- che debbono essere meglio rappresentate. Penso per esempio all’Africa. E’
nota la posizione italiana per quanto riguarda l'Europa: vi sono seggi storici
europei come Regno Unito e Francia. E la storia non si può cambiare, ma il presente
sì”. “Il presente - ha sottolineato Frattini - si chiama Trattato di Lisbona
e nel Trattato si va verso un seggio europeo”. Frattini ha spiegato di non voler
dire di “no a nessuno” ma di dire “sì al seggio europeo”. (Inform)
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