POLITICA E SANITÀ
“Cervelli in fuga” dall’Italia, sono gli
Usa la meta preferita
CERNOBBIO - La
prima meta sono gli Usa, dove attualmente lavora quasi la metà dei nostri "cervelli".
Seguono
“A oggi - ha ricordato nel corso dei lavori della Conferenza il ministro della Salute Ferruccio Fazio - abbiamo soprattutto un flusso in uscita, che non rappresenta da solo un male perché i nostri ricercatori all'estero fanno bene al nome dell'Italia. Ma abbiamo anche bisogno di un flusso in ingresso, non solo per richiamare chi parte ma anche per attirare stranieri. La speranza è che questo network dia l'opportunità per aiutare i ricercatori a lavorare insieme”. Tra le cause che alimentano la fuga di cervelli dal nostro paese, Fazio ha ricordato la penuria di investimenti per la ricerca ma anche la mancanza di coordinamento tra gli enti destinatari dei finanziamenti. Per il ministro, poi, occorrono “politiche di defiscalizzazione” che incentivino la ricerca privata. “Userò tutte le armi che ho per ottenere questo obiettivo - ha detto Fazio - ma oltre ai finanziamenti servono anche nuove regole e un coordinamento che eviti la dispersione delle risorse umane in mille piccoli rivoli”.
Buone notizie anche per quanto riguarda la riforma
dell'Università: ospite della Conferenza, il ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini ha annunciato il reperimento delle risorse necessarie a proseguire il
cammino. “La riforma è urgente e indispensabile - ha detto - anche perché rappresenta
l'ultima possibilità che abbiamo per evitare la fuga dei cervelli”. (Doctor
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