INFORM - N. 208 - 9 novembre 2010


ITALIA-ARABIA SAUDITA

Successo della missione a Riad per il rilancio dei rapporti economici

L’obiettivo 10 miliardi di interscambio in 3 anni

 

ROMA - Non solo un rinnovato impulso ai rapporti economici anche attraverso un’intensificata cooperazione ma anche una “straordinaria sintonia”, come ha sottolineato il ministro Franco Frattini, tra il governo italiano ed il governo dell’Arabia Saudita sui temi più complessi dello scenario internazionale. E’ il risultato del forum organizzato a Riad il 5 e 6 novembre nell’ambito della missione di sistema, con governo, banche,imprese per rilanciare i rapporti economici tra i due Paesi.

L’Italia punta “con realismo a raggiungere la soglia dei 10 miliardi di euro di interscambio, entro il prossimo triennio”, secondo quanto indicato dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani che insieme con il ministro Frattini ha accompagnato a Riad la folta delegazione di imprese, gruppi bancari ed associazioni industriali. Italia ed Arabia Saudita per aprire la strada a nuove opportunità di investimenti creeranno una task-force congiunta e lavoreranno all’eliminazione di ostacoli e barriere all’ingresso, a partire, in Arabia Saudita, da alcuni problemi di visti e di settori ancora chiusi agli stranieri. Tra gli obiettivi concreti la possibilità di collaborare all’imponente opera di sviluppo in corso in Arabia Saudita testimoniata dai 400 miliardi di dollari che il bilancio saudita ha allocato per il piano di sviluppo 2010-2014.

Le imprese italiane guardano con particolare interesse al piano per le 4 città economiche, un progetto da 60 miliardi di dollari per la costruzione di nuove città, dedicate ognuna ad una diversa area di interesse di sviluppo logistico, produttiva e culturale, con opportunità di occupazione e abitazione per 4-5 milioni di persone, ed una spinta al Pil da 150 miliardi di dollari entro il 2020.

Un altro scenario importante che si apre per l’Italia è l’interesse dell’Arabia Saudita alle fonti rinnovabili. Nel settore della green energy – spiega Romani – “può partire nel Regno Saudita un importante percorso che aprirà spazi di lavoro alle nostre imprese”. Il ministro del petrolio saudita, Ibrahim Al Naimi, aggiunge Romani – ha “molto apprezzato il modello di cooperazione operativo e concreto” con cui imprese, banche e governo si sono presentati insieme a Riad per promuovere i rapporti economici con l’Italia. Ha quindi dato la disponibilità a ricambiare la visita il prossimo anno partecipando ad un country presentation dell’Arabia Saudita in Italia. Ed ha invitato la delegazione italiana a portare avanti il progetto di formazione, con scambi tra imprese e università, puntando sull’interesse dell’Arabia Saudita per il modello dei distretti industriali italiani.

La presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, presente nei due giorni del forum a Riad, ha spiegato che i ministri sauditi delle risorse idriche, Al Saud e dell’energia, Saleh Al Awaji, hanno illustrato alla delegazione della Confindustria un progetto da 100 miliardi di dollari per il potenziamento della produzione di energia, che “vogliono raddoppiare entro il 2012 costruendo centrali di energia rinnovabile e nucleare”. E’ poi prevista la realizzazione di una nuova rete elettrica, che colleghi tutti i Paesi del Golfo, mentre i sauditi puntano anche all’export verso l’Europa del surplus di energia prodotta. Sul fronte dei progetti idrici “sono previsti investimenti per 80 miliardi di dollari, con la costruzione di dighe ed impianti di desalinizzazione”. Marcegaglia ha anche sottolineato che il governo e le imprese saudite sono molti interessati a conoscere meglio il modello italiano del tessuto imprenditoriale delle Pmi, e quindi di dar seguito alla creazione di joint-venture con imprese italiane per un trasferimento di esperienze e tecnologie che possa aiutare lo sviluppo di una classe imprenditoriale medio-piccola in Arabia Saudita. (Inform)


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