INTERVENTI
Michele Schiavone (Cgie/Pd Svizzera) sulla lettera aperta
di Antonio Razzi (Idv) agli italiani all’estero
“Il Cgie non va cancellato ma, come ripetutamente auspicato,
riformato e reso più confacente alle esigenze dell’oggi, in supplenza anche
della politica”
ZURIGO – “Il Cgie
va riformato e reso più confacente alle esigenze dell’oggi in supplenza anche
della politica”: così risponde Michele Schiavone, consigliere del Cgie e
segretario del Pd per
“Il Cgie – sottolinea Schiavone che difende con forza il ruolo e il lavoro svolto da questo organo di rappresentanza – ha espresso negli anni un alto livello di rappresentanza riuscendo a difendere i nostri connazionali nei loro bisogni, come anche promuovendo e organizzando la prima conferenza mondiale dei giovani, gettando le basi per la copertura dell’assistenza sanitaria ai meno abbienti, favorendo il rimpinguamento del fondo per la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, facendo arrivare la nostra voce nel parlamento italiano, quando Razzi lavorava ancora alla catena di montaggio, e impegnandosi sul territorio dove siamo chiamati a operare come volontari”.
Per Schiavone è un fatto che il Cgie ha scritto una pagina positiva della storia d’Italia, mentre chi ha avuto l’idea di scrivere la lettera aperta agli italiani all’estero “dovrà ancora dimostrare le proprie capacità e, in ogni modo, è chiamato a confrontarsi con la gente, a dare conto del proprio operato e a misurarsi con le idee e la volontà delle forze politiche italiane all’estero”.
Schiavone, infine,
invita il parlamentare ad intervenire alla prossima plenaria del Consiglio Generale,
in programma a Roma la prossima settimana, “un’occasione – aggiunge - per rendersi
contro che quanto ha scritto nella lettera è fuori luogo”. (