ASSOCIAZIONI
MCL: conclusa la due giorni internazionale
di Milano sull’economia sociale di mercato
Gli interventi di Costalli e del segretario
della Cisl Bonanni
MILANO - “L’associazionismo di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro, dovrà mettere in campo la sua capacità di essere realmente una ‘comunità educante’ e rappresentare così una proposta e un’occasione di crescita finalizzata a formare una classe dirigente in grado di affrontare le sfide complesse che il XXI secolo impone, andando oltre il ruolo di supplenza che ha avuto in questi anni. Una supplenza che, comunque, ha evitato tensioni sociali e favorito il dialogo sociale”: è quanto ha affermato sabato 6 novembre Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, parlando a Milano alla due giorni di dibattito, organizzata presso l’Università Cattolica, dal MCL, Eza ed Efal (l’ente di formazione del MCL), e dedicata a “Partecipazione dei lavoratori e nuova economia sociale di mercato in Europa”.
“Negli ultimi anni la soggettività sociale ha spesso prodotto i veri cambiamenti: una soggettività sociale che incarna il vero sforzo riformista, che è in grado di valorizzare merito, talento e produttività e rifiuta la falsa alternativa tra conflittualismo e subalternità, e sottolineando il tema della partecipazione e rafforzando il proprio ruolo politico anche come capacità di legittimarsi come classe dirigente pronta ad assumersi dirette responsabilità”.
“L’attuale classe politica deve iniziare, senza più ulteriori indugi, a prendere coscienza del fatto che il Paese non può più permettersi di rimanere indietro rispetto al resto d’Europa, pena una perdita di credibilità senza precedenti” ha concluso Costalli.
Sulla stessa lunghezza
d’onda il Rettore dell’Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi, che ha sottolineato
lo stretto “rapporto che esiste fra democrazia e sviluppo: se non c’è sviluppo
la democrazia non cresce”. Da parte sua, il leader della Cisl Raffaele Bonanni,
ricordando come per
L’assistente nazionale
di MCL, mons. Francesco Rosso ha richiamato i presenti a un modello di partecipazione
che “deve essere unita alla solidarietà e alla sussidiarietà: è una trilogia
di cui noi cristiani non possiamo fare a meno”. (