INFORM - N. 207 - 8 novembre 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce d’Italia”, 8.11.2010

Intervista del direttore Mauro Bafile al deputato e presidente del MAIE

Ricardo Merlo: “Dobbiamo convincere l’Italia che ha più bisogno lei di noi, che noi di lei”

 

CARACAS - “Intanto devo dire che sono convinto che a marzo non si voterà. L’Italia, oggi, non è preparata ad affrontare un nuovo appuntamento elettorale. E non lo è per tanti motivi. I partiti, poi, non hanno alcun interesse ad andare a lezioni anticipate. Non otterrebbero risultati soddisfacenti. Insomma, nessuno di essi riuscirebbe ad assicurarsi una larga maggioranza. Per quel che mi riguarda, invece, non è affatto vero che io sia in campagna elettorale e che questo sia lo scopo della mia visita in Venezuela”, l’on. Ricardo Merlo, deputato eletto nella circoscrizione estero-America Meridionale, è risoluto, scandisce le parole e non si preoccupa di nascondere il suo marcato accento argentino. Risponde alle domande della “Voce” immediatamente dopo l’incontro con la nostra Collettività, nel Centro Italiano Venezolano della capitale. La “Sala Gaetano Bafile”, solitamente affollata in queste occasioni, ospita poche persone. Sono assenti anche coloro che generalmente non mancano agli appuntamenti  con i nostri rappresentanti in Parlamento. C’è chi ipotizza che la defezione è dovuta alla poca notorietà del deputato in seno alla nostra Collettività. E c’è chi, invece, si azzarda a congetturare che ormai la comunità italo-venezolana è delusa dalla politica italiana, specialmente dopo i gravissimi tagli operati sul capitolo di spesa che ci interessa. C’è anche chi crede che la diserzione sia dovuta all’ormai poca credibilità e potere di convocazione di coloro ai quali l’on. Merlo ha delegato l’organizzazione della serata.

- 5 anni e due legislature. Non le pare che la sua visita in Venezuela sia avvenuta un po’ in ritardo? La coincidenza con la parabola discendente del governo e l’insistenza con la quale si parla di elezioni anticipate lascia perplessi più d’uno. Ed infatti, si è portati a credere che lei sia venuto da noi in cerca di consensi e di voti. E’ una percezione che trova riscontro, d’altronde, nell’annuncio della creazione di una sezione del Maie in Venezuela...

- No, non è così – smentisce categorico l’on. Merlo -. Non è assolutamente così. Era mia intenzione venire in Venezuela in visita ufficiale. E l’occasione è stata offerta solo ora dall’incontro con i colleghi venezolani del “Gruppo Parlamentare Venezuela-Italia”. Tutto qua. D’altronde, quando mi è stato chiesto quale commissione parlamentare avrei gradito presiedere ho subito risposto: quella “Italia-Venezuela”. Certo, ora cercherò di essere più presente. A maggio faremo un congresso del Maie a Caracas. E’ nostra intenzione creare nella capitale venezolana una solida base del nostro movimento per l’America andina.

Insiste nel sostenere che questa sua visita non ha scopi elettorali e aggiunge che la nostra Collettività “possiede una enorme potenzialità”.

- Chi saranno i responsabili di organizzare e promuovere il Maie in Venezuela?

- A dir la verità – confessa – non abbiamo ancora dei nomi...

- Possibile che si pensi di creare, di promuovere una sezione del “movimento” nel paese e non vi siano già stati contatti con persone interessate a farsene responsabile?

- No – dribbla di nuovo -. Ancora non sappiamo... è troppo presto... Proposte concrete non ce ne sono. Abbiamo parlato con alcune persone. Tutto qua. Comunque, sicuramente avremo qualche rappresentante in qualità di coordinatore; persone disposte a lavorare per costruire il movimento e diffonderlo in tutto il Venezuela.

Abbiamo sempre pensato, e sostenuto in queste colonne, che è importante per un eletto all’estero appartenere ad un partito poichè senza un’organizzazione politica che lo spalleggia difficilmente un deputato può, non diciamo  far passare una proposta di legge ma, addirittura, farla almeno discutere. Insomma, che questa non venga dimenticata in un cassetto. L’on. Merlo, invece, è di tutt’altra opinione: sostiene la tesi della necessità di un movimento autonomo all’estero, libero da legami con partiti politici e capace di fare gli interessi delle comunità all’estero.

- Mi auspico – spiega – che in futuro i deputati e senatori all’estero possano unirsi e costituire un gruppo capace di inserire nell’agenda politica italiana la nostre problematiche, quelle degli italiani all’estero. E’ evidente che oggi, con il governo Berlusconi, questo è impossibile.

- Una delle funzioni dei nostri eletti è quello di sensibilizzare i partiti di appartenenza sui problemi di chi vive fuori d’Italia...

- Si – riconosce, per poi puntualizzare:

- Comunque è anche vero che si riesce a sensibilizzare quando il tuo voto conta. Quando il tuo voto è necessario.

Sostiene che i deputati eletti all’estero non rappresentano più una strana tribù indiana, “non sono più un ghetto”.

- Siamo tutti inseriti – afferma -. Sono convinto che noi, pur militando in partiti diversi, possiamo trovare un punto d’incontro. A volte possiamo votare assieme, fare proposte assieme. Se poi queste non trovano consenso, non avanzano, possiamo sempre costituire assieme un gruppo misto. La sensibilizzazione, agendo in seno ad un partito, non ha dato alcun risultato. Noi proponiamo un cammino diverso.

Ed infatti, suggerisce la creazione di un movimento associativo, come il Maie appunto, capace di far eleggere deputati e senatori. Tre, quattro, cinque tanti da poter costituire un gruppo autonomo, come ce ne sono altri in parlamento, e far pesare diversamente la propria presenza nell’ambito politico italiano.

- Certamente quattro deputati possono rappresentare l’ago della bilancia, una forza importante. Ma abbiamo avuto il caso del senatore Pallaro. Il suo voto, nella legislatura precedente, era determinante. Eppure...

- Innanzitutto – spiega -, si era alla nostra prima legislatura. E poi lui, probabilmente, non è stato all’altezza del compito delicato che era stato chiamato a svolgere. Certo, con un voto così determinante avremmo potuto ottenere molto di piú. Non è stato capace. E così non ha ottenuto ciò che voleva.

- Mi corregga se sbaglio, è stato eletto dallo stesso movimento che lo ha sostenuto nella sua prima campagna elettorale...

- E’ vero – ammette, per precisare immediatamente:

- Mi sono separato proprio perchè in disaccordo col suo modo di fare, di agire. La verità è che abbiamo ottenuto poco, molto poco, solo qualcosa per l’assistenza. Il governo precedente era molto più sensibile ai nostri problemi. Chissà se questa sensibilità dipendeva proprio dalla necessità del voto del senatore Pallaro.

Insiste che se si riuscisse a costituire un gruppo politico autonomo si potrebbe promuovere, inserire nell’agenda politica italiana quanto è d’interesse per le nostre comunità.

La conversazione, come sempre accade in queste occasioni, è interrottà a tratti da chi saluta prima di abbandonare definitivamente la sala. Fa da sottofondo, il brusio dei presenti, il rumore delle coppe di cristallo, e da lontano, qua e là, la sirena di qualche ambulanza o “volante” della polizia. Lega nord, xenofobia e immigrazioni sono anche loro temi obbligati ai quali l’intervistato non si sottrae.

Sostiene che la presenza nel Governo di un partito xenofobo come La Lega Nord rappresenta una grossa difficoltà. Precisa:

- La Lega Nord co-governa l’Italia. E’ un partito che non molto tempo fa voleva dividere il Paese. Oggi un suo rappresentante è ministro degli Interni. Sono convinto, comunque, che è un fenomeno prodotto della crisi. Quando aumenta la disoccupazione, quando ci sono difficoltà economiche, attecchiscono queste correnti xenofobe. Io ho una visione cristiana della politica – conclude - non posso quindi condividere le politiche immigratorie dell’attuale governo.

 

Le pensioni

Visita alle nostre autorità diplomatiche e consolari, incontri con la Collettività e colloqui con i rappresentanti del mondo politico locale. La cronaca della visita dell’on. Ricardo Merlo in Venezuela può riassumersi in tre atti.

Il primo è stata la visita all’ambasciatore, Luigi Maccotta, ed al Console, Generale Giovanni Davoli, i quali hanno ragguagliato per sommi capi sull’attuale congiuntura politica, economica e sociale del Paese e la realtà che vive oggi la nostra Comunità tra sequestri, espropri, invasioni di proprietà agricole e tagli all’assistenza, alla cultura e all’informazione.

Il secondo si può riassumere in poche battute. In effetti, dopo le parole dell’on. Merlo, che con chiarezza ed onestà, ha fatto un bilancio poco rasserenante del lavoro dei nostri deputati e senatori; ha esposto con convinzione la necessità di non appartenere ad un partito politico. Quindi, come un candidato in campagna elettorale, ha tracciato la radiografia del “movimento-partito” che lo sostiene, sottolineandone gli aspetti positivi, e manifestato la volontà di creare in Venezuela una sua sezione.

Ultimo atto, l’incontro con i deputati Elvis Amoroso, presidente del “Gruppo Parlamentare Venezuela-Italia”, e Darios Vivas, vicepresidente dell’An. A questi non solo ha esposto i timori della nostra collettività per l’ondata di espropri che, in alcune circostanze, ci coinvolgono direttamente, ma si è fatto eco delle preoccupazioni dei nostri pensionati –preoccupazione esposta con chiarezza nel Centro Italiano Venezolano da Gianni Di vaira, rappresentante dell’Inca – che vengono castigati severamente dal controllo dei cambi vigente.

- I colleghi venezolani – ha riferito alla Voce l’on. Merlo assai soddisfatto – si sono mostrati molto sensibili alla problematica dei nostri pensionati. Si riuniranno prossimamente con i patronati per saperne di più; per capire le difficioltà che si sono create e per ascoltare proposte, se ve ne sono. Qualche cosa, dopotutto, abbiamo ottenuto da questa nostra visita in Venezuela – sottolinea -. Ci auguriamo che dall’incontro con i patronati possa nascere qualcosa di positivo; possano derivare soluzioni soddisfacenti per tutti.

 

L’Assistenza Sociale

Assistenza sanitaria. E’ forse l’argomento più sentito dalla nostra Collettività; sicuramente la questione più preoccupante ed urgente da risolvere. Non tutti i nostri prionieri hanno avuto fortuna. C’è anche chi, nel tramonto della sua vita, ha bisogno della solidarietà della madrepatria. E ne ha bisogno oggi perchè domani sarà tardi.

- Credo che sia necessario cambiare strategia – spiega l’on. Merlo alla Voce -. Fino a ieri abbiamo chiesto; abbiamo solo chiesto. Ritengo che oggi sia indispensabile far capire all’Italia che le comunità all’estero rappresentano un’enorme ricchezza. Insomma, che l’Italia ha più bisogno di noi, che noi di lei. Se si riesce a raggiungere questo obiettivo, l’assistenza sanitaria è assicurata.

- E’ bello a sentirsi. E’ il ritornello che ci ripete ogni ministro, ogni politico, ogni industriale che ci visita. Poi, in Italia si dimenticano di quanto detto e tagliano in quei capitoli di spesa di cui le nostre comunità oltre oceano hanno più bisogno: assistenza, in primis, ma anche lingua e cultura e informazione. I nostri pionieri sono persone anziane. Se non ricevono un gesto di solidarietà oggi, domani non ne avranno più bisogno. Tra qualche anno la questione “assistenza” sarà estinta per un processo naturale: si nasce, si cresce e si muore. La sua strategia, mi pare, ha bisogno di tempo, tempo che i pionieri, purtroppo, non hanno.

- Certo – ammette -, ma mi domando: cosa abbiamo ottenuto fino ad oggi?

- Ad esempio, le polizze...

- Sì, è vero; ma – precisa – si erano venute a creare circostanze particolari. Le polizze si ottennero perchè il governo precedente era più sensibile ai nostri problemi e, in particolare, perchè c’era un senatore eletto all’estero che si era trasformato nell’ago della bilancia politica. Se noi riusciamo a convincere gli italiani che sono loro che hanno bisogno di noi, stai pur sicuro che otterremo aiuti importanti per l’assistenza.

Sottolinea che proposte di legge a favore delle nostre comunità, gli eletti all’estero, ne hanno fatte e tante. Ne hanno fatte gli eletti di destra e di sinistra.

- Il risultato ottenuto – afferma quindi con molta onestà – non è stato quello che tutti noi ci aspettavamo. Quando l’Italia capirà che siamo effettivamente una risorsa cambieranno tante cose. (Gaetano Bafile-La Voce d’Italia/Inform)


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