INFORM - N.204 - 3 novembre 2010


LINGUA E CULTURA ITALIANA

La Dante Alighieri sui tagli della legge Finanziaria

A rischio la delegazione delle Dante presso la Commissione Europea a Bruxelles

 

ROMA - I recenti tagli apportati dalla legge Finanziaria mettono a rischio l’operato della Società Dante Alighieri in sede di Commissione Europea a Bruxelles. Lo rende noto un comunicato della stessa Dante che ricorda come le sue risorse siano state decurtate del 64% in due anni.  

“Le azioni intraprese – precisa la nota - per la recente battaglia sul Brevetto europeo, per l’affermazione del diritto paritetico dell’uso dell’italiano nel sito Internet ufficiale dell’Ue, http://europa.eu/index_it.htm , e per l’opposizione alle decisioni del presidente Barroso a favore del trilinguismo anglo-franco-tedesco, non avranno più quell’efficacia che negli ultimi anni ha consentito di registrare più di una vittoria da parte italiana”.

La Dante ricorda anche i dati dell’Eurobarometro del 2006 secondo cui l’italiano,insieme all’inglese,  è la lingua che nell’Ue ha il numero più alto di parlanti madrelingua (13%), dopo il tedesco (18%) e prima di francese (12%), spagnolo e polacco (9%). “L’indagine Italiano 2000, diretta dal linguista Tullio De Mauro, - prosegue la nota -  riporta che la lingua italiana è la quarta più studiata nel mondo: nel Canada anglofono è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito è la quarta dopo francese, spagnolo e tedesco; nell’Europa dell’Est le percentuali di studio sono molto alte; in Ungheria è la seconda lingua più richiesta dopo l’inglese; in Russia contende il secondo posto a francese e tedesco, mentre in Ucraina una ricerca dell’Accademia delle Scienze di Kiev colloca la nostra lingua al primo posto tra le lingue straniere più studiate; a Vienna, infine, l’italiano è secondo solo all’inglese”.

Dalla Dante viene citato anche il “Rapporto Maalouf”,  redatto nel 2008 e contenente le proposte del Gruppo degli intellettuali per il dialogo interculturale costituito su iniziativa della Commissione Europea, in cui si legge “trascurare una lingua significa correre il rischio che i suoi locutori voltino le spalle all’idea europea. Non può aderire pienamente alla costruzione europea chi non ha la sensazione che la propria cultura, e in primo luogo la propria lingua, sia pienamente rispettata e che l’integrazione del suo Paese nell’Unione Europea contribuisce a dare maggiore prestigio alla propria lingua e alla propria cultura e non a renderle marginali». E ancora: “Ogni lingua è il prodotto di un’esperienza storica unica, è portatrice di una memoria, di un patrimonio letterario, di un’abilità specifica, e costituisce il fondamento legittimo di un’identità culturale. Le lingue non sono intercambiabili, di nessuna si può fare a meno, nessuna è superflua”. (Inform)

 

 


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