QUIRINALE
Il presidente della Repubblica inaugura la mostra "Gioventù Ribelle.
L'Italia del Risorgimento"
Napolitano: "Sulle tensioni prevalga il senso dell’unità
che abbiamo conquistato"
ROMA - "Sono molto contento di poter testimoniare
il mio vivo apprezzamento per questa iniziativa molto originale, molto suggestiva
e molto ricca di significato. D'altronde sono qui insieme con il ministro Giorgia
Meloni perché siamo tra quelli che credono fortemente nelle celebrazioni del
150° anniversario come occasione da non perdere per rinnovare e diffondere la
consapevolezza della nostra identità come Nazione e della nostra storia come
Stato nazionale unitario". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano intervenendo al complesso monumentale del Vittoriano all'inaugurazione
della mostra "Gioventù Ribelle. L'Italia del Risorgimento" promossa
dal ministero della Gioventù.
"Dobbiamo impegnarci - ha aggiunto Napolitano -
a portare in profondità il programma delle celebrazioni senza complessi e senza
cedimenti". "Se guardiamo anche ad altri paesi - ha sottolineato il
capo dello Stato - vediamo che lì si è molto più attenti a non deprimere il
proprio patrimonio storico-nazionale, il proprio patrimonio ideale".
"Quindi - ha proseguito Napolitano - liberiamoci
da questi complessi, e stiamo attenti ai cedimenti ad una rappresentazione sterilmente
polemica e distruttiva del Risorgimento e del processo unitario: una rappresentazione
del Risorgimento, in particolare, come rivoluzione mancata o fallita".
Il capo dello Stato ha inoltre ricordato che "ci
furono delle tensioni personali, perfino violente, tra i protagonisti del Risorgimento,
ma la cosa fondamentale è che, nonostante quelle differenze e quelle tensioni,
prevalse il senso dell'obiettivo da raggiungere, il senso dell'unità. E vorremmo
che anche nell'Italia di oggi su tante tensioni che si possono comprendere -
in qualche misura (ma non esageriamo), sono fisiologiche - prevalesse sempre
il senso dell'unità che oggi c'è, il senso dell'unità che abbiamo conquistato".
Il presidente della Repubblica ha quindi auspicato che
"le celebrazioni raggiungano innanzitutto le nuove generazioni". "E'
essenziale - ha concluso Napolitano - che ci sia questa partecipazione, ce la
dobbiamo mettere tutta con molta tenacia, senza scetticismi e senza tergiversazioni,
fino al 17 marzo del prossimo anno, e oltre. E dobbiamo dire ai giovani, a voi
che siete già coinvolti in questo movimento celebrativo, dateci una mano, fate
catena, trasmettete tra i vostri coetanei, nelle scuole, nelle università, nei
luoghi di studio e nel luoghi di incontro, il messaggio dell'Unità nazionale,
dell'identità italiana, della causa comune e del patto che deve legare gli italiani
del futuro". (