CINEMA
Il film ha ricevuto il sostegno della Farnesina
I fiori di Kirkuk: amore e
morte in Iraq al Festival di Roma
ROMA - Una storia d’amore ambientata in Iraq negli anni
’80, sullo sfondo delle persecuzioni perpetrate da Saddam Hussein nei confronti
dei curdi, negli anni '80. Najla, una giovane dottoressa
all’Università di Roma, è costretta a scegliere tra i suoi sogni ed ideali e
le tradizioni della sua famiglia. Il film, dal titolo “I fiori di Kirkuk”,
di Fariborz Kamkari, sarà
proiettato martedì 2 novembre alle 21.30 al Festival Internazionale del Cinema
di Roma, dove è in concorso.
“La protagonista del film – racconta il regista - è una
ragazza araba che abbandona la classe degli aggressori, a cui appartiene, e
sceglie di schierarsi tra le vittime. Sacrificando sé stessa, prende sulle proprie
spalle il peso dei peccati della sua classe”.
L’opera - prima coproduzione occidentale ad essere stato
interamente girato in Iraq - ha ricevuto il sostegno del Ministero degli Esteri
italiano, per il coraggio di aver disvelato una realtà
poco conosciuta al grande pubblico e di grande impatto politico sia in Europa
che negli Stati Uniti. (