ASSOCIAZIONI
Dal presidente Stivala (Gente Camuna) un
bilancio dei soggiorni di studio in Val Camonica destinati a giovani discendenti
“Una fatica dal punto di vista organizzativo,
ma la cui riuscita ripaga di ogni sforzo e giustifica di per sé la vita stessa
dell’associazione”
BRESCIA – Sul portale dei Lombardi nel mondo un bilancio di Nicola Stivala, presidente dell’associazione Gente Camuna con sede a Breno (in provincia di Brescia), del “Viaggio di studio in Val Camonica”, iniziativa con cui il sodalizio accoglie 25 giovani discendenti di emigrati camuni e lombardi in regione per un periodo di soggiorno di due settimane.
Un evento organizzato ogni due anni dal 1998 e la cui ultima edizione si è conclusa lo scorso 3 ottobre, “una fatica dal punto di vista organizzativo, ma la cui riuscita ripaga di ogni sforzo – spiega Stivala a Fabio Veneri – e giustifica di per sé la vita stessa dell’associazione”.
Il presidente di Gente Camuna indica i criteri di selezione dei partecipanti al bando, pubblicato intorno a febbraio e la cui scadenza viene fissata generalmente al 31 maggio: dal momento che il numero di richiedenti è normalmente il doppio dei posti disponibili “si tiene conto anzitutto dei ragazzi di origine camuna, poi di quelli provenienti da altri Continenti e della data di arrivo della domanda”. “Altro criterio – aggiunge Stivala – il grado di conoscenza linguistica”.
Tra le novità di quest’anno, la partecipazione di alcuni ragazzi provenienti dalla Romania: “In quest’ultimo Paese si è infatti riscontrata la presenza di discendenti di emigrati della Valcamonica e in particolare originari del Comune di Pisogne, cittadina sul Lago d’Iseo – spiega il presidente del sodalizio.
“Anche se è difficile individuare segni visibili di nostre tradizioni e della nostra cultura in ragazzi che oramai fanno parte delle terze e quarte generazioni di emigrati, certamente si evidenziano in loro profondi sentimenti di vicinanza col nostro Paese, - spiega Stivala - considerato da molti di loro una seconda Patria. Il soggiorno in Valle di ormai quasi 150 ragazzi, non è mai stato il classico viaggio turistico; certo fa loro piacere vedere le nostre città, soprattutto se si trovano nei calli o tra i canali di Venezia o a Verona, ma il loro piacere più grande è conoscere la gente, andare a scoprire alcuni angoli dei paesini da cui sono partiti i loro antenati e magari raffrontarli con qualche ingiallita fotografia che si portano dietro come una reliquia; oppure ancora parlare con la gente del posto e avere notizie da trasmettere”.
Per leggere l’intervista completa:
www.lombardinelmondo.org. (