INTERVENTI
Mario Bosio (CGIE): Un triste tramonto
Fra una quindicina di giorni una inutile Assemblea plenaria del Consiglio generale degli Italiani all’estero porrà, forse, la pietra tombale su un organismo rappresentativo dalle grandi potenzialità teoriche, ridotto ad inascoltata cassa di risonanza delle insoddisfazioni, delle lagnanze, della protesta antigovernativa.
Fermiamoci un attimo ad immaginarne lo sviluppo probabile: il Sottosegretario ribadisce la sua opinione “questa è se volete, io vado avanti checché voi ne diciate”, sparisce e non si fa più vedere per tutta la durata dei lavori, una passerella di Rappresentanti parlamentari dell’opposizione, debitamente applauditi, attribuisce tutto il male possibile all’esecutivo, il Senatore Randazzo declama il consueto intervento retorico da archeologia politica, colmo di invettive ma vuoto di contenuti, si esalta l’imbarazzo dei Rappresentanti della maggioranza (se interverranno), divisi, senza alcuna voce in capitolo nell’ambito del loro partito, attenti più che agli italiani all’estero a salvaguardare con prudenza una incerta carriera politica in vista di possibili prossime elezioni.
A seguire e completare il quadro, gli interventi dei Consiglieri, che non potranno fare altro che presentare un panorama deludente, fosco, senza alcuna speranza di miglioramento, anzi con una spiccata tendenza a peggiorare nel prossimo futuro.
Essi presentano, senza dubbio, una reale situazione di disagio, ma non hanno soluzioni alternative, salvo chiedere il ristabilimento e l’impegno di risorse che non sono state assegnate e che non lo saranno.
Appare sempre più evidente che solo il rispetto della legge mantiene in vita il CGIE, un organismo di rappresentanza e di consulenza, che non viene né ascoltato né consultato, considerato fastidioso ed inutile dall’esecutivo, la rappresentazione di un passato degno più del Museo della Emigrazione che di attenzione, rivolta, invece, alla “emigrazione “in business class” di quanti sono partiti per carriera, non per miseria”
All’inizio di questa riflessione si evocava la potenzialità rappresentativa teorica del Consiglio: un sincero esame di coscienza dovrebbe indurre ad una profonda riflessione e ad un severo esame introspettivo.
Un organismo eletto con una partecipazione media di poco superiore al 30% degli aventi diritto al voto è effettivamente lo specchio della variegata società italiana all’estero? Fra i Consiglieri sono adeguatamente rappresentati gli imprenditori, i commercianti, gli industriali, gli studiosi, gli studenti, gli artisti?
Il Sottosegretario
non ne è convinto ed ha deciso di concedere loro, in qualche modo,
voce e lo ha fatto con un sostanzioso impegno politico (messaggio dell’on.
Frattini, partecipazione dello stesso Sen. Mantica, del Sen. Baldassarri) e
dell’amministrazione (Ministro Belloni, Zuppetti, gen. Graziano, altri esponenti
del MAE), radunando a Passariano di Codroipo 80 rappresentanti
provenienti da 28 Paesi appartenenti al mondo dell’imprenditoria, della ricerca,
dell’arte ed ascoltando i loro suggerimenti e le loro idee.
I delegati sono stati proposti dalle ambasciate e dalla rete diplomatica sulla base di requisiti indicati dal MAE, persone note all’Ambasciata senza nessun rapporto di parte, politico, partitico, patronale e sindacale, rappresentativo-istituzionale degli emigrati nel mondo
Nessuna base elettiva é, dunque, posta a supporto della scelta, ma esperienza, capacità imprenditoriale, conoscenza dei mercati e del mondo scientifico, successo artistico e professionale, quanto basta per ritenere che essi siano validi consiglieri per lo sviluppo di una politica capace di valorizzare il “Sistema Italia”.
A loro si rivolge
il Sottosegretario Mantica per informare della prossima creazione, ai primi
di dicembre, della Direzione Generale per il Sistema Paese che coinvolgerà mondo
della cultura, regioni e chi si occupa di sviluppo e supporto alle iniziative
internazionali del nostro Paese e per annunciare che li considera ”i primi interlocutori di questa nuova realtà,
con cui dare un’anima a questa nuova Direzione Generale perché il rapporto tra
italiani all’estero e
Un
tentativo, tuttora in embrione, di imitare quanto
A torto o a ragione questo è il pensiero del Sen Mantica, che, con poche parole, chiude l’esperienza del CGIE, ridotto tutt’al più al rango di formazione sindacale, rappresentativa di una minoranza non influente e comunque inascoltata ai fini delle scelte di politica estera dell’esecutivo.
Resta il rammarico, come membro della V^ Commissione, di constatare che molte delle indicazioni emerse dai lavori a Passariano di Codroipo sulla internazionalizzazione, sull’imprenditoria italiana all’estero, sulle sinergie possibili fra le PMI nazionali e quelle create all’estero nell’ambito del Sistema Paese, sono state elaborate nei lavori della Commissione ma non valorizzate dalla Presidenza del CGIE.
Il Consiglio é
probabilmente giunto al termine di un ciclo: la mancata capacità rappresentativa
anche di quella parte di italiani all’estero che non ha partecipato alle elezioni,
la salvaguardia di interessi consolidati, richiamata dagli imprenditori in
Paesi di nuova emigrazione (11 Consolati in Germania,
E’ la triste conclusione di una esperienza affrontata con entusiasmo, la constatazione della rottura di uno strumento, doverosamente attento ai bisogni di attori provenienti dal passato, che non ha saputo cogliere, tuttavia, la evoluzione della emigrazione ormai stanziale nei Paesi di accoglienza, suscitandone la partecipazione e l’interesse dopo 50 anni di oblio, del mondo dell’imprenditoria e delle professioni all’estero, della grande valenza dell’universo regionale e delle sue associazioni, in definitiva incapace di adeguarsi ad una realtà in progresso, un fallimento su cui è doveroso riflettere con un’attenzione priva di demagogia per realizzare uno strumento democratico che diventi largamente rappresentativo della variegata e sparsa presenza italiana nel mondo senza apparire corporativo, settoriale ed interessato soltanto alla componente storica della emigrazione dei grandi numeri. (Mario Bosio*Imform)
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Segretario Quinta Commissione CGIE “Impresa, Formazione, Lavoro, Cooperazione”