INFORM - N. 203 - 2 novembre 2010


CONFERENZA DEI PROTAGONISTI ITALIANI NEL MONDO

Le storie dei nostri imprenditori all’estero

L’intervento del direttore generale di NewCo Rai International Mario Benotti

 

VILLA MANIN DI PASSARIANO – Durante la Conferenza dei protagonisti italiani nel mondo, svoltasi a Villa Manin di Passariano (Udine), il consigliere del ministero degli Esteri Antonio Bettanini ha illustrato il progetto “Winning Italy”. Un’iniziativa, fatta propria dal Mae, che raccoglie sul sito www.winningitaly.it le storie di successo italiane nel mondo di aziende, donne e uomini.

Dopo l’intervento del giornalista del Sole 24 Ore Alberto Negri che ha sottolineato la necessità di raccontare anche le “piccole storie” degli italiani che vanno per il mondo, l’inviato di guerra Fausto Biloslavo ha evidenziato sia il carico di umanità che portano con sé i nostri militari in missione all’estero - gli italiani rimangono “brava gente” anche nelle forze armate - sia l’esigenza di fare sistema, fra i vari settori del nostro paese, anche durante i conflitti nel mondo. 

I partecipanti alla conferenza hanno poi ascoltato alcune testimonianze di imprenditori italiani all’estero di successo. Il giornalista del Corriere della Sera Paolo Valentino, coordinatore del dibattito, ha spiegato come alla fine degli anni novanta la nostra emigrazione in Germania, che ha avuto la capacità di integrarsi e di esprimere molte eccellenze, cominciò ad essere arricchita dalla nuova mobilità fatta di studenti e ricercatori che si recavano nelle città tedesche per approfondire i loro studi e lavorare.

Dal canto suo Mario Benotti, direttore generale NewCo Rai International, ha sottolineato come a tutt’oggi le trasmissioni del canale internazionale della Rai non riescano a rispecchiare appieno la moderna immagine del nostro paese. “Cercheremo di impegnarci – ha aggiunto Benotti - per raccontare l’Italia e le eccellenze all’estero e per promuovere l’informazione di ritorno”.

Filippo Bagnato, amministratore delegato della CEO Atr, ha racconto la sua esperienza nel campo dell’industria aereonautica. “Abbiamo guardato al mercato indiano – ha spiegato Bagnato che tuttora vive a Tolosa – e con i dirigenti di questo paese abbiamo costruito le loro compagnie aree”. Al fine di supportare le nostre aziende all’estero da Bagnato sono inoltre state auspicate alcune “modifiche organizzative nell’ambito dei vari ministeri, finalizzate alla creazione di interoperatività”. Dall’imprenditore è stato anche chiesto un rafforzamento dei meccanismi di finanziamento all’esportazione della Sace e della Simest.

Di questi due enti ha parlato anche Matous Elena, proprietaria in Argentina dell’industria zootecnica con sede a San Luis Ser Beef. La Mautous ha ricordato le difficoltà incontrate per ottenere il sostegno economico dalla Sace e dalla Simest ed ha precisato come la sua azienda abbia saputo innovarsi per migliorare la produttività e l’efficienza, sui vasti territori a disposizione, dell’allevamento e delle coltivazioni.    

“Se si guardano le pubblicazioni scientifiche di alto livello – ha affermato Giorgio Mosconi, medico chirurgo specializzato nella ricerca di nuovi farmaci e membro del consiglio di amministrazione di Pierrel Spa - ci si accorge che gli italiani nel campo della ricerca farmaceutica non sono  secondi a nessuno. Il nostro problema è che le scoperte scientifiche illustrate dalle pubblicazioni non possono essere trasformate in brevetti in quanto mancano gli investimenti sulle idee. Noi in Italia –ha concluso Mosconi - scopriamo i farmaci, ma poi non abbiamo le banche e i manager che riescono a investire per sviluppare il farmaco”.  

Saro Capozzoli, fondatore della Jena Investiment Management e Co, ha invece raccontato la sua esperienza in Cina dove giunse negli anni ‘90 con l’Eni. Dall’inizio della sua attività Capozzoli ha favorito l’ingresso in Cina di circa 600 imprese italiane. Secondo l’imprenditore l’Italia negli ultimi anni non ha comunque saputo sfruttare al meglio le opportunità economiche offerte da questo grande paese asiatico. Da Capazzoli è stata infine auspicata la creazione di un’agenzia italiana,  svincolata dal continuo alternarsi dei governi in carica, che dia indicazioni politiche di carattere economico, nonché una minore frammentazione degli interlocutori italiani in Cina  e  una maggiore presenza sul territorio cinese dei nostri consolati. (G.M.- Inform)


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