CONFERENZA PROTAGONISTI ITALIANI NEL MONDO
La presentazione dei tavoli tematici sulla competitività
del Sistema Italia, l’identità culturale e il sostegno della nostra immagine
all’estero
VILLA MANIN DI PASSARIANO – Nell’ambito della Conferenza dei protagonisti italiani nel mondo sono stati istituiti tre gruppi tematici. Il primo si è occupato del tema “ Proposte per migliorare e rendere più competitivo e attrattivo il Sistema Italia”. Il secondo ha riguardato “L’identità culturale alla base dell’eccellenza italiana”. Il terzo ha affrontato la questione “Proposte per il sostegno dell’immagine e della cultura italiana all’estero”. Prima di avviare la discussione gli organizzatori hanno provveduto ad accorpare questi due ultimi tavoli tematici. La parola è poi passata ai coordinatori dei gruppi di lavoro.
Inigo Lambertini, che presto dirigerà la direzione generale Sistema Paese del ministero degli Esteri, ha precisato come la nuova Dg, che non dimenticherà la componente degli italiani all’estero, cercherà si creare occasioni per rendere più efficiente il sistema paese nelle sue varie accezioni commerciali, economiche, tecnologiche e culturali. Un tentativo di fare gruppo e assicurare prospettive migliori in un sistema come quello italiano che, secondo Lambertini, presenta numerose proiezioni internazionali ma ha bisogno di idee.
Pia Luisa Bianco, consigliere del ministro Frattini, ha spiegato come il Forum strategico della Farnesina, da lei coordinato, si prefigga di aprire il dialogo fra la diplomazia e gli operatori che si occupano delle relazioni internazionali. Il consigliere, dopo aver ricordato il fondamentale apporto dato dagli emigrati cinesi rimpatriati alla crescita del loro paese, ha evidenziato l’ormai inderogabile necessita del nostro paese di fare sistema.
Paolo Peluffo, coordinatore del Comitato per i 150 anni dell’Unità d’Italia, si è invece soffermato sull’esigenza di avviare un’opera di manutenzione delle strutture della memoria presenti in Italia, dedicate alla nascita della nostra nazione, in tutto 1.500 monumenti e 280 musei del Risorgimento.
“La nascita dello Stato italiano – ha precisato Peluffo - si studia poco a scuola… Il sistema Italia, pubblico e privato, non sa presidiare il proprio sistema identitario. Il segnale di italianità in numerose parti del mondo è infatti molto più debole di quello che possiamo immaginare”.
Da segnalare infine
l’intervento del direttore generale del Mae per gli Italiani all’estero Carla
Zuppetti (vedi