INFORM - N. 203 - 2 novembre 2010


CONFERENZA DEI PROTAGONISTI ITALIANI NEL MONDO

Il dibattito finale e le conclusioni del sottosegretario Mantica

Gli interventi del direttore generale per gli Italiani all’Estero Zuppetti, del console generale a New York Talò e del presidente del CIIM-Usa Veneroso

 

VILLA MANIN DI PASSARIANO – Nel corso del dibattito conclusivo della Conferenza dei protagonisti italiani nel mondo, svoltosi a Villa Manin (Udine), Carla Zuppetti, direttore generale del Mae per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie, ha spiegato come il Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana  (Mei), in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia,  stia allestendo un kit volto a favorire le iniziative celebrative all’estero, che potrà poi essere utilizzato secondo le varie esigenze locali. In questo contenitore, che verrà distribuito attraverso consolati, ambasciate ed istituti di cultura, vi sarà una riflessione sull’emigrazione italiana nella cinematografia, alcuni film, cinque o sei testi recenti che hanno descritto il fenomeno migratorio e una monografia che illustra lo sviluppo logico del Mei. “Questo materiale, - ha precisato la Zuppetti - da utilizzare in sinergia con le organizzazioni e gli organismo rappresentativi delle collettività all’estero, darà occasioni di riflessioni che ci auguriamo possano essere puntualizzate e tarate secondo quelle che sono le specifiche esigenze delle diverse realtà”.  

Da segnalare anche l’intervento del console generale a New York Francesco Talò che ha sottolineato come nella “grande mela” siano presenti tre grandi gruppi di connazionali ed oriundi. Il primo è quello dei  discendenti dell’ondata migratoria di inizio secolo scoorso, oriundi che spesso non parlano italiano e hanno dato vita a grandi associazioni come la Niaf. Vi è poi un secondo gruppo formato dai connazionali giunti negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra che parlano ancora italiano, hanno la cittadinanza e si interessano al voto politico e agli organi di rappresentanza. Il terzo gruppo è invece formato da coloro che in anni più recenti sono arrivati negli Usa già forti della loro preparazione culturale. Si tratta di studenti universitari, ricercatori, imprenditori o manager.

“Partendo da questa nuova presenza – ha spiegato Talò – abbiamo creato il Gruppo imprenditori e professionisti italiani (Gipi). Un’associazione non strutturata che è capace di sviluppare le reti e mostrare l’immagine aggiornata dell’Italia di oggi”. Il console ha poi sottolineato l’importanza della diffusione della lingua italiana all’estero e degli italofoni, gli stranieri amanti della nostra cultura.   

Dal canto suo Tommaso Veneroso, presidente della Confederazione degli imprenditori italiani nel mondo degli Usa, ha ricordato come la confederazione, fondata anni fa su iniziativa del ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, abbia avuto nuovo impulso con la nascita dell’associazione Gipi che raccoglie 4.500 membri fra giovani imprenditori e ricercatori. In questo ambito si è inoltre parlato dell’ampliamento del sito dell’associazione americana  del CIIM (www.ciim.us) che potrà essere replicato nelle altre nazioni dove operano gli imprenditori italiani, divenendo proposta globale, senza perdere le caratteristiche di servizio a sostegno delle aziende dei nostri connazionali.

In chiusura di dibattito il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha evidenziato come a tutt’oggi l’Italia abbia un deficit d’attenzione nei confronti dei successi degli italiani all’estero. “Per questo motivo – ha spiegato Mantica - ho cercato, anche attraverso la creazione del Mei, di inserire la storia dell’emigrazione nella storia del nostro paese. Una difficoltà obiettiva che stiamo risolvendo anche grazie alle regioni con cui gli italiani all’estero hanno un forte legame. Con le associazioni regionali nel mondo stiamo infatti cercando di ricordare all’Italia che la storia dell’emigrazione è fatta di successi che hanno inciso sullo sviluppo del nostro paese”.  Mantica, dopo aver invitato gli italiani all’estero a fare sistema e non a presentarsi come una somma di individui, ha spiegato come nell’ottica italiana esistano tre tipi di connazionali all’estero: i latino americani, gli anglosassoni e gli italiani in Europa “a cui bisognerebbe domandare cosa significa essere italiani all’estero nell’Ue”.

“Nella nuova direzione generale Sistema Paese del ministero degli Esteri - ha poi annunciato Mantica - creeremo un tavolo tecnico di riferimento per i protagonisti italiani all’estero. Noi vi metteremo a confronto, dandovi la consulenza di una libera associazione volontaria come il Gipi che ha le capacità di mettersi in rete, per il resto però dovrete pensarci voi”. In pratica sarà il primo passo per la costruzione di una rete di relazioni e di una banca dati dei protagonisti italiani nel mondo che avrà l’obiettivo di creare conoscenza tra il sistema Italia e i sistemi locali dei nostri imprenditori. “Le vostre storie di successo – ha aggiunto Mantica - devono aiutare il sistema paese a crescere”.

Al margine dell’incontro il sottosegretario, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha precisato come il compito di scegliere i partecipanti alla conferenza sia stato affidato agli ambasciatori ed ai consoli, con un criterio che non prevedeva alcun rapporto di carattere politico, partitico, patronale, sindacale o rappresentativo-istituzionale degli emigrati nel mondo. (Goffredo Morgia – Inform)


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