ATTIVITA’ PROMOZIONALE
Dal 25 al 28 ottobre a New York, Philadelphia e Washington
Vinitaly World Tour 2010: conclusa la trasferta
negli Stati Uniti
Il deputato Amato Berardi (Pdl) e il ministro Giancarlo Galan
per la nuova tappa di Philadelphia
ROMA - Con un’esclusiva degustazione presso l’Ambasciata
italiana a Washington, Vinitaly World Tour
Vinitaly World Tour, la più grande fiera italiana
itinerante del vino, è giunta quest’anno alla sua ottava edizione. Ma con una
tappa nuova rispetto alle precedenti.
“Mi onoro di aver contribuito allo sbarco di Vinitaly
L’on. Berardi, peraltro membro
del Board dell’ente camerale, svolge la sua attività
di imprenditore proprio a Philadelphia, una delle più antiche città d’America,
sede di uno dei pochi consolati italiani negli States.
L’area metropolitana della capitale della Pennsylvania è poi la seconda per
importanza nella costa Est, dopo New York: si comprende dunque l’utilità per
gli operatori di quel che, a Philadelphia, è stato il vero e proprio “evento”.
Qui era stato previsto, infatti, l’unico workshop prettamente commerciale, volto
a creare nuove relazioni tra le aziende vitivinicole italiane e i potenziali
acquirenti americani, con una serie di incontri B2B.
“L’Italia esporta vino negli States
per un controvalore pari quasi a un miliardo di euro l’anno –nota l’on. Berardi - Si tratta di numeri enormi e, addirittura, in crescita
nonostante la crisi, ricavi che si aggiungono a quelli di altri prodotti di
eccellenza, come l’olio di oliva. Abbiamo quindi inteso sostenere la filiera
del vino negli States, collaborando a individuare
anche le migliori location per il relativo marketing. Tale è il senso dell’inclusione
di questa grande città -dove vivono un buon 10% di italoamericani”.
Vinitaly World Tour chiude oggi la sua edizione
2010, ma Berardi è riuscito a strappare agli organizzatori
una promessa. “Ho avuto rassicurazione in merito alla prossima edizione: Vinitaly
tornerà ancora a Philadelphia. Intanto, il nostro impegno a tutti i livelli,
per aiutare le aziende italiane all’estero e collegare le due sponde dell’Atlantico,
continua”. (