INFORM - N. 202 - 29 ottobre 2010


RASSEGNA STAMPA

Su “Il Foglio” del 29.10.2010 un articolo del sottosegretario agli Affari Esteri

Stefania Craxi: Suggerimenti non punitivi all'Iran nucleare

 

ROMA - Con Teheran si deve dialogare e collaborare laddove possibile: in Afghanistan, per uscire dalla crisi, disinnescare la minaccia del terrorismo estremista e del traffico internazionale di droga, e per instaurare condizioni di maggiore stabilità ed equilibrio nella regione. Su questa strada sarebbe opportuno procedere senza indugi, sfruttando l'eccezionale opportunità di dialogo e di riconciliazione offerta dall'impegno diretto del presidente Obama. Certo, decenni di tensioni e incomprensioni pesano nel rapporto tra la Repubblica islamica e Washington, ma la classe dirigente iraniana deve essere cosciente di trovarsi di fronte a un'occasione unica per dare a Teheran un ruolo negli equilibri regionali che sia pari alla sua storia e alla sua importanza. A questa classe dirigente si richiede oggi un atto di coraggio e di fiducia. La questione nucleare pone infatti l'Iran di fronte a un bivio: continuare a sfruttare le ambiguità del suo programma come strumento di deterrenza nei confronti di potenziali nemici o dimostrare una volta per tutte, aderendo alle ripetute richieste dell'Aiea e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, la natura pacifica delle sue attività atomiche. Occorre essere chiari: l'Iran ha pieno diritto di dotarsi del nucleare pacifico per garantire alla propria società un futuro di sviluppo. Ma nessun diritto può venire esercitato senza farsi carico dei relativi doveri nei confronti del resto della collettività.

L'Unione europea, con l'Italia in prima fila, sta pagando un elevato prezzo per le misure restrittive che si è deciso di imporre all'Iran. Ma non c'è in questo alcun intento punitivo. Rigettiamo con forza l'idea che Teheran debba essere posta nell'umiliante condizione di scegliere tra "bastone e carota". L'adesione al regime sanzionatorio è un gesto che abbiamo ritenuto indispensabile per indurre il governo e il popolo iraniano a un ripensamento, a una riflessione alla luce delle crescenti preoccupazioni che la comunità internazionale nutre dopo anni di negoziati infruttuosi, durante i quali il programma nucleare iraniano ha continuato a procedere a grandi passi in una direzione incerta. Un altro punto delicato sul quale l'Italia intende sviluppare il dialogo con l'Iran è quello relativo ai diritti umani. L'Italia è contraria all'applicazione di pene inumane e degradanti. Sappiamo bene quanto il tema dell'abolizione di misure crudeli come la lapidazione sia dibattuto anche nella società e dalle autorità iraniane: ci auguriamo che questo processo conduca presto a risultati positivi. Una battaglia di pace che vorremmo combattere e vincere insieme, e non contro, all'Iran. (Stefania Craxi*, Il Foglio del 29 ottobre 2010)

* Sottosegretario agli Affari Esteri

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