RASSEGNA STAMPA
Su
“Il Foglio” del 29.10.2010 un articolo del sottosegretario agli Affari Esteri
Stefania Craxi: Suggerimenti non punitivi
all'Iran nucleare
ROMA - Con Teheran
si deve dialogare e collaborare laddove possibile: in Afghanistan, per uscire
dalla crisi, disinnescare la minaccia del terrorismo estremista e del traffico
internazionale di droga, e per instaurare condizioni di maggiore stabilità ed
equilibrio nella regione. Su questa strada sarebbe opportuno procedere senza
indugi, sfruttando l'eccezionale opportunità di dialogo e di riconciliazione
offerta dall'impegno diretto del presidente Obama. Certo, decenni di tensioni
e incomprensioni pesano nel rapporto tra
L'Unione europea, con l'Italia in prima fila, sta pagando un elevato prezzo per le misure restrittive che si è deciso di imporre all'Iran. Ma non c'è in questo alcun intento punitivo. Rigettiamo con forza l'idea che Teheran debba essere posta nell'umiliante condizione di scegliere tra "bastone e carota". L'adesione al regime sanzionatorio è un gesto che abbiamo ritenuto indispensabile per indurre il governo e il popolo iraniano a un ripensamento, a una riflessione alla luce delle crescenti preoccupazioni che la comunità internazionale nutre dopo anni di negoziati infruttuosi, durante i quali il programma nucleare iraniano ha continuato a procedere a grandi passi in una direzione incerta. Un altro punto delicato sul quale l'Italia intende sviluppare il dialogo con l'Iran è quello relativo ai diritti umani. L'Italia è contraria all'applicazione di pene inumane e degradanti. Sappiamo bene quanto il tema dell'abolizione di misure crudeli come la lapidazione sia dibattuto anche nella società e dalle autorità iraniane: ci auguriamo che questo processo conduca presto a risultati positivi. Una battaglia di pace che vorremmo combattere e vincere insieme, e non contro, all'Iran. (Stefania Craxi*, Il Foglio del 29 ottobre 2010)
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Sottosegretario agli Affari Esteri
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