CONFERENZA DEI PROTAGONISTI ITALIANI NEL MONDO
“Spirito italiano: sicurezza e cooperazione internazionale”
Belloni (Mae): “Gli imprenditori sono con
la loro presenza all’estero attori fondamentali della cooperazione allo sviluppo”.
Interventi del generale Graziano e del presidente della Commissione Finanze
del Senato Baldassarri
VILLA MANIN DI PASSARIANO - Prima giornata della Conferenza dei Protagonisti Italiani nel Mondo. Il capo gabinetto del ministro della Difesa Claudio Graziano, ex comandante della missione Unifil in Libano, ha ricordato come le Forze armate italiane, dopo le prime partecipazioni alle missioni di pace, si siano trasformate in un esercito per la sicurezza esterna, adottando il modello del soldato professionale. Il generale, dopo aver precisato che le azioni di pace si basano sulla sinergia fra componenti militari, civili ed economiche, ha evidenziato come la missione Unifil sia stata finalizzata al mantenimento della pace e alla protezione e della popolazione civile, aprendo una finestra alla diplomazia per il passaggio dall’attuale cessazione delle ostilità, in pratica una semplice tregua, ad una permanente sospensione delle azioni belliche. Graziano ha anche posto in evidenza la grande professionalità ed umanità dei nostri soldati che sanno guadagnarsi il consenso della popolazione locale, portando valori e senza rinunciare alla decisa applicazione del mandato.
Dopo l’intervento del direttore del quotidiano “Il Piccolo” Paolo Possamai, che ha sottolineato la necessità di fare rete all’estero ed ha auspicato il recupero da parte del nostro paese della consapevolezza e di quel senso aggregazione che consenta di temere insieme la missione dell’individuo e il bene collettivo, Mario Abis, dell’Istituto Makno ha illustrato un progetto volto alla creazione di un Osservatorio che avrà lo scopo di accertare cosa pensano i nuovi mercati del made in Italy e quali sono i tratti unificanti ed identificativi delle nostre eccellenze.
Dal canto suo
Giuliani Noci, del Politecnico di Milano, ha puntualizzato come a tutt’oggi
non siano adeguatamente valorizzate la grandi spinte propulsive presenti in
Brasile e presso i nostri connazionali residenti in questo paese. Secondo Noci,
che auspica il coordinamento del Mae e il supporto della sua rete all’estero
per la promozione internazionale delle nostre imprese, vi è inoltre nel mondo
una non adeguata percezione del nostro made in Italy che porta, ad esempio,
molti cinesi ad associare
Per Mario Baldassarri, presidente della Commissione Bilancio e Tesoro del Senato, ogni presenza degli italiani nel mondo, nata dall’emigrazione tradizionale o dalle più recenti realtà delle imprese italiane che si recano all’estero, rappresenta un embrione di capacità e conoscenze. Singoli punti che avrebbero bisogno di essere messi in rete attraverso un’azione di coordinamento che metta in contatto fra di loro gli imprenditori, anche estero su estero. Secondo Baldassarri occorre fare rete anche “per sommare le risorse di regioni province e comuni che promuovono iniziative nel mondo. Un modo per evitare sprechi, ovvero che i fondi vadano dispersi in mille rivoli di missioni promosse in maniera individuale, ma che poi non hanno ricadute concrete”. Il senatore ha anche auspicato la creazione, presso il ministero degli Esteri, di un tavolo tecnico volto a coordinare tutte le identità locali. Un modo di fare rete che dovrebbe servire a favorire il business.
“Ieri nella Commissione Finanze – ha concluso Baldassarri – ho incardinato un disegno di legge volto ad introdurre agevolazioni fiscali per i nostri ricercatori all’estero che vogliono rientrare in Italia. Secondo me sarebbe invece più utile mettere in rete questi ricercatori con l’Italia, magari costruendo nel nostro paese dieci nuovi poli di alta ricerca che evitino l’attuale dispersione dei centri di ricerca in tutta Italia”.
A seguire si è svolta la sessione, coordinata dall’inviato della Rai in Afghanistan Duilio Giammaria, sul tema “Spirito italiano: sicurezza e cooperazione internazionale”. Il dibattito è stato aperto dal capo dell’Unità di Crisi della Farnesina Fabrizio Romano che ha ricordato come nel 1985, dopo il dirottamento dell’Achille Lauro e la tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, il Mae comprese l’esigenza di creare una struttura permanente atta a gestire le emergenze nel mondo. Nacque così l’Unita di Crisi che oggi può essere considerata un’eccellenza tutta italiana.
“Al ministero
degli Esteri – ha affermato il direttore generale del Mae per
Belloni ha poi
precisato come a tutt’oggi gli attori
della cooperazione allo sviluppo non siano solo gli Stati ma molteplici soggetti
come ad esempio le agenzie delle Nazioni Unite che operano in questo settore,
le grandi fondazioni, il mondo accademico e le Ong. “Gli imprenditori – ha proseguito
Da segnalare infine
l’intervento del temente colonnello Marco Lanter delle Frecce Tricolori. La
pattuglia acrobatica delle forze armate, nata 50 anni fa, rappresenta un’eccellenza
italiana che porta in patria e all’estero, dove è vista con grande affetto dai
nostri connazionali, l’immagine del nostro
paese. (Goffredo Morgia -