RASSEGNA STAMPA
Da “Il Giorno.it”
Riprese i figli contesi, ora è in cella. “Lotterò ancora
per i miei bimbi”
La donna in lotta con lo Jugendamt, la massiva istituzione
germanica destinata ai minorenni. Mandato d’arresto dalla Germania: fermata
in tribunale. E’ a San Vittore
Milano, 28 ottobre 2010 - Alla fine, l’hanno arrestata.
La madre irriducibile, madre coraggio, italiana, di due figli condivisi e poi
contesi con un ex marito tedesco. La donna in lotta con lo Jugendamt, la massiva
istituzione germanica destinata ai minorenni — e nata per l’attenzione dedicata
all’infanzia dal capo delle Ss Heinrich Himmler — cui molti stranieri contestano
un evidente squilibrio, nei casi di contenzioso fra coniugi, a favore del genitore
tedesco.
Marinella Colombo, milanese, 48 anni, è stata fermata
ieri, all’uscita del tribunale per i minori di Milano, dove si era spontaneamente
presentata per discutere in udienza la richiesta di rimpatrio dei suoi bambini,
Leonardo e Nicolò, di 8 e 10 anni. I piccoli che, dopo un percorso travagliato
fra Germania, Italia, Germania, lei si era andata a riprendere, sottraendoli
di nuovo al controllo paterno cui erano stati affdati dalle autorità tedesche.
Li aveva quindi nascosti, all’estero, in una località segreta. Dove tuttora
si trovano, stando all’avvocato Laura Cossar, che dice: «Marinella Colombo da
questa vicenda uscirà ancora più ferma e decisa nel portare avanti la battaglia
per i suoi bambini, che sono al sicuro».
Sottrazione di minore, il mandato d’arresto europeo viene
dalla Germania: l’Italia lo può solo eseguire. E lo esegue, approfittando del
fatto che la donna ha tutto l’interesse a rientrare in un binario di legalità,
a portare avanti la sua lotta per i figli, attraverso il sostegno delle autorità
italiane. Così da poter far tornare i ragazzi, alla luce del sole, a Milano.
Ma per ora, non è così. E’ un altra battaglia persa.
Marinella Colombo viene fermata all’uscita dell’udienza, in quanto latitante
rispetto a quel provvedimento europeo, e condotta a San Vittore. In febbraio,
infatti, la donna aveva raggiunto di nascosto i figli in Germania, dove erano
stati ricondotti nel maggio precedente, in esecuzione di un provvedimento tedesco
che riaffidava i figli al padre, e dopo che Marinella era riuscita a portarli
via da Monaco in Italia, a ridosso dalla separazione dal marito.
Quando la donna, con l’aiuto di un gruppo di sostenitori
sempre più vasto e chiamato Ceed, riuscì a infilarsi in Germania, non vedeva
i suoi figli, su divieto espresso dello Jugendamt, da almeno nove mesi. Li avvicinò
sulla strada da scuola a casa, li riabbracciò, se li portò via. Qualcuno dice,
in Polonia. Da quel momento dei ragazzini non si è più saputo nulla, mentre
Marinella ha continuato la sua battaglia per riaverli legalmente, e battaglia
di principio contro lo Jugendamt.
Il suo travaglio comincia quando, separatasi dal marito
Tobias Ritter, chiede alla giustizia della Baviera di potersi trasferire a Milano
per ragioni di lavoro. In una fase in cui i figli sono ancora affidati a lei,
in quanto residente in Germania. Così nell’autunno 2008, Marinella rientra a
Milano con Leonardo e Nicolò, ma nel frattempo il padre, assistito dal servizio
sociale tedesco, avvia una causa per riottenere i ragazzi. Così che alla fine
alla donna viene contestata la sottrazione dei due minori, per i quali viene
spiccato un ordine di rimpatrio. I piccoli stanno in Italia, per un po’ nascosti,
e quando la madre, più tranquilla, li rimanda a scuola, vengono intercettati
dal tribunale per i minori di Milano, chiamato a eseguire un ordine europeo
spiccato dalla Germania. E’ il maggio 2009, i bimbi riaccompagnati in Baviera,
dal padre. Marinella non può più avvicinarli, né sapere nulla di loro, salvo
rischiare l’arresto in Germania. Ma a febbraio 2010 il blitz, e il rapimento
dei suoi stessi bimbi. (Marinella Rossi-Il Giorno.it )