INFORM - N.201 - 28 ottobre 2010
VATICANO
Il messaggio per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
Benedetto XVI: Tutti hanno diritto ad emigrare
CITTA’ DEL VATICANO – “La Giornata Mondiale
del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il prossimo 16 gennaio, offre
“l’opportunità, per tutta la
Chiesa, di riflettere su un tema legato al crescente fenomeno
della migrazione, di pregare affinché i cuori si aprano all'accoglienza cristiana
e di operare perché crescano nel mondo la giustizia e la carità, colonne per
la costruzione di una pace autentica e duratura”. É quanto scrive Benedetto
XVI nel messaggio per la Giornata Mondiale che ha come tema “Una sola famiglia
umana”: “una sola famiglia di fratelli e sorelle in società che si fanno sempre
più multietniche e interculturali, dove anche le persone di varie religioni
sono spinte al dialogo, perché si possa trovare una serena e fruttuosa convivenza
nel rispetto delle legittime differenze”.
Tutti fanno parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni
locali che li accolgono, e tutti hanno “lo stesso diritto ad usufruire dei beni
della terra, la cui destinazione è universale”: “qui trovano fondamento la solidarietà
e la condivisione”. Secondo il papa gli Stati hanno “il diritto di regolare
i flussi migratori e di difendere le proprie frontiere, sempre assicurando il
rispetto dovuto alla dignità di ciascuna persona umana”. Inoltre - si legge
nel messaggio - gli immigrati hanno “il dovere di integrarsi nel Paese di accoglienza,
rispettandone le leggi e l'identità nazionale”. Il papa cita poi, la situazione
dei rifugiati e degli altri “migranti forzati, che sono una parte rilevante
del fenomeno migratorio”: “nei confronti di queste persone, che fuggono da violenze
e persecuzioni, la Comunità internazionale
ha assunto impegni precisi. Il rispetto dei loro diritti, come pure delle giuste
preoccupazioni per la sicurezza e la coesione sociale, favoriscono una convivenza
stabile ed armoniosa. Anche nel caso dei migranti forzati la solidarietà si
alimenta alla “riserva” di amore che nasce dal “considerarci una sola famiglia
umana” e, per i fedeli cattolici “membri del Corpo Mistico di Cristo: ci troviamo
infatti a dipendere gli uni dagli altri, tutti responsabili dei fratelli e delle
sorelle in umanità e, per chi crede, nella fede”.
Un “particolare” pensiero il papa rivolge poi agli studenti
esteri e internazionali, che pure “sono una realtà in crescita all’interno del
grande fenomeno migratorio. Si tratta di una categoria - spiega - anche socialmente
rilevante in prospettiva del loro rientro, come futuri dirigenti, nei Paesi
di origine. Essi costituiscono dei ‘ponti’ culturali ed economici tra questi
Paesi e quelli di accoglienza, e tutto ciò va proprio nella direzione di formare
‘una sola famiglia umana’. È questa convinzione - conclude - che deve sostenere
l'impegno a favore degli studenti esteri e accompagnare l'attenzione per i loro
problemi concreti, quali le ristrettezze economiche o il disagio di sentirsi
soli nell'affrontare un ambiente sociale e universitario molto diverso, come
pure le difficoltà di inserimento”. Per la Chiesa il fenomeno migratorio
“costituisce un segno eloquente dei nostri tempi - scrive ancora Benedetto XVI
- che porta in maggiore evidenza la vocazione dell'umanità a formare una sola
famiglia, e, al tempo stesso, le difficoltà che, invece di unirla, la dividono
e la lacerano. Non perdiamo la speranza, e preghiamo insieme Dio, Padre di tutti,
perché ci aiuti ad essere, ciascuno in prima persona, uomini e donne capaci
di relazioni fraterne; e, sul piano sociale, politico ed istituzionale, si accrescano
la comprensione e la stima reciproca tra i popoli e le culture”. (Migranti press/Inform)
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