ITALIANI ALL’ESTERO
Chiusura del Consolato generale a Losanna
La presidente del Comites Vd-Fr Grazia Tredanari scrive al
ministro degli Esteri Franco Frattini
LOSANNA – Chiusura del Consolato generale a Losanna:
in una lettera indirizzata al ministro degli Esteri Franco Frattini, la presidente
del Comites Vd-Fr Grazia
Tredanari lamenta che il contratto di affitto della
sede del Consolato è stato disdetto e che il personale in questi giorni ha ricevuto
comunicazioni di trasferimenti senza che il ministero degli Esteri abbia informato
il Comites, senza che vi sia stato un incontro con
le rappresentanze diplomatiche. E senza “un minimo di consultazione o di comunicazione
preventiva” che sarebbe stata “utile per trovare soluzioni più consone e favorevoli
sia per lo Stato, sia per l'utenza”.
“Mi chiedo come noi eletti all'estero – scrive Tredanari - possiamo fare da interfaccia fra l'Amministrazione
dello Stato e le sue politiche e la nostra comunità, se non siamo tenuti al
corrente delle decisioni. Questo non certo per primeggiare, penso che abbiamo
eventualmente qualità personali per poterlo fare, ma per rispetto della funzione
che lo Stato stesso ha voluto affidarci”.
La presidente del Comites chiede
al ministro Frattini di “farci pervenire le informazioni tempestivamente e non
postume o che addirittura apprendiamo solo attraverso la stampa”
Grazia Tredanari imputa all’Amministrazione
di non aver “mai voluto vedere nell'emigrazione italiana una risorsa, nonostante
lo sia stata nel passato e lo sia ancora tutt’oggi, basti pensare alle rimesse
o alle pensioni”. L’esponente della collettività italiana ricorda anche “il
numero di manifestazioni, di promozioni turistico-culturali ed eno-gastronomiche, di tutti i gemellaggi
e delle carte di amicizia siglate, grazie all'operatività dei singoli e delle
associazioni italiane, per non parlare della penetrazione nei tessuti politico
e socio-economici da parte di molti dei nostri connazionali in tutto
Grazia Tredanari denuncia che
“la tutela dei diritti che prevede la legge istitutiva dei Comites non dovrebbe esser prevista solo verso il paese ospitante,
ma anche verso il nostro, dato che con questa cosiddetta ristrutturazione, viene
leso senza alcun dubbio un diritto civico dei nostri connazionali, se si mantengono
aperti i servizi presso sacche di comunità ben inferiori in numero e se si trasferiscono
a distanze ingiustificate i servizi per una comunità ben più rilevante. Se non
si rimappano le rappresentanze diplomatiche nel mondo,
eliminando quelle che non sono più sedi disagiate, ormai da anni, e declassando
quelle che non hanno più ragione d’essere. Se non si trasformano sistematicamente
tutti i Consolati che sono nelle stesse città delle Ambasciate in Cancellerie.
Se non si stabiliscono modalità di funzionamento all'interno dei Consolati,
delle Agenzie e dei neo-Sportelli, che siano univoche e non lasciate alle capacità
locali di interpretare liberamente l'operatività di un servizio (esempio: orari,
tipo di sportelli, conti correnti, centralini, eccetera)”.
E se è certamente vero che il ministero degli Esteri
“deve fare i conti, come tutti gli altri con le sempre minori risorse economiche
a disposizione” sarebbe però “opportuno”, per Tredanari,
che “non si accanisse solo sulla riduzione dei servizi offerti alla comunità
italiana all'estero”. Ad avviso del presidente Comites
Vd-Fr sarebbe “auspicabile che prima si attuasse una
ristrutturazione interna, una semplificazione dell’operatività, possibile oggi
grazie ai nuovi mezzi tecnologici a disposizione” e sarebbe “opportuno che la
riduzione delle sedi diplomatiche avvenisse solo dopo che il sistema abbia dato
prova di funzionamento e quando la maggior parte dei nostri connazionali fosse
davvero in grado di usare un computer”.
Grazia Tredanari fa presente
che fra gli emigrati ci sono “purtroppo ancora molti analfabeti”, che i loro
figli e nipoti, “nonostante la buona volontà, non sempre riescono a destreggiarsi
nella caotica burocrazia italiana” e che è “obbligatorio recarsi in Consolato/agenzia/sportello
(a chilometri di distanza) per fare l'impronta digitale o per pagare e ritirare
una carta d'identità o per avviare, sembra, il fantomatico sportello consolare
on-line”.
Una crisi che colpisce anche
Grazia Tredanari informa il
ministro Frattini della diffusione della lettera ai media “in modo che la comunità
che rappresento, sia informata della impossibilità da parte del Comites. di dar loro le informazioni relative ad un servizio
così utile, ed in fondo obbligatorio, che dovrebbe esser doveroso da parte di
uno Stato moderno come il nostro, di renderlo facilmente accessibile”.
La presidente del Comites
conclude confidando in una risposta del titolare della Farnesina “pur immaginando,
che la presente possa aver un impatto ininfluente in un quadro così complesso
quale è quello del MAE” L’auspicio è che quanto esposto nella missiva possa
far sentire al ministro Frattini “sia pur da lontano, le esigenze di una comunità
che pur risiedendo all’estero si fonda sui diritti e doveri civici del nostro
Stato e di quello in cui viviamo”. (