INFORM - N.200 - 27 ottobre 2010
CAMERA DEI
DEPUTATI
Risoluzione
sottoscritta da maggioranza e opposizione per escludere questa categoria di
lavoratori dal blocco delle retribuzioni dei dipendenti pubblici
Aldo Di Biagio (Fli): Impegno
del Governo su contrattisti a legge locale del Ministero degli Esteri
ROMA - “Il Governo si è impegnato affinché vengano
assunte opportune iniziative normative finalizzate ad escludere l’applicazione
dell’ art.9 del DL 78 – che prevede il blocco del
trattamento retributivo dei dipendenti pubblici per il prossimo triennio – ai
lavoratori impiegati con contratto locale presso le sedi estere del ministero
degli Affari Esteri. Nonché ad attivare tutte le procedure previste dalla legge
per consentire gli adeguamenti retributivi di questi lavoratori, i cui stipendi
sono fermi al 2001. Un orientamento apprezzabile che ci consente di poter avviare
delle politiche appropriate a sostegno di una categoria più volte vessata”.
Lo dichiara Aldo Di Biagio, capogruppo
di Fli in Commissione Esteri della Camera
dei deputati. “La risoluzione di oggi ha trovato la condivisione del Pd oltre
che del Pdl – spiega il deputato eletto nella ripartizione
Europa - ed è stata sottoscritta anche dai colleghi dell’opposizione come
Franco Narducci, segnale che la tutela dei nostri
lavoratori e dell’immagine stessa della nostra amministrazione non ha né colori
politici né schieramenti ideologici”.
“E’ importante ricordare che la normativa di riferimento
di questi lavoratori - continua Di Biagio - è chiaramente diversa da quella che regola il rapporto
di lavoro degli impiegati pubblici e non si può pensare di applicare ai contrattisti
a legge locale norme che non sono destinate a loro. A queste criticità si aggiunge
il fatto che in base alla normativa vigente, le sedi del Mae all’estero, in assenza di un preciso vincolo normativo,
possono omettere gli opportuni adempimenti volti all’adeguamento delle retribuzioni
dei lavoratori. Infatti i contratti in questione non vengono aggiornati
dal 2001, ostacolando in questo modo l’armonizzazione dei contratti d’impiego
con le norme imperative locali o con quelle ritenute più favorevoli”.
“Non dimentichiamo - conclude Aldo Di Biagio - che l’eventuale
applicazione del citato art. 9 a tutto il personale a contratto locale, desterebbe
dubbi sotto il profilo della legittimità e costringerebbe i dipendenti a rivolgersi
ai giudici locali che condanneranno l'Amministrazione a corrispondere quanto
dovuto per legge agli impiegati. E teniamo presente – proprio in tempi di finanziaria
– che i costi di questi contenziosi ( che dall'entrata in vigore del D.Lgs.
103 si sono quintuplicati rispetto al passato) porranno l'Amministrazione degli
Esteri in serie difficoltà. Con gravi ripercussioni non soltanto per l’immagine
e la credibilità del nostro Paese ma anche sulla tenuta dell’erario”. (Inform)
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