RASSEGNA STAMPA
Su
“Il Piccolo” di Trieste un articolo del ministro degli Esteri dedicato alla
Conferenza dei Protagonisti Italiani nel Mondo
Franco Frattini: Il talento italiano vince
nel mondo
ROMA - Ed è poi vero che parliamo di queste storie anche per celebrare la polifonia del talento italiano che non è alimentato - ricordiamocelo - soltanto da arte e cultura. Altri aspetti sono infine rappresentati da un' idea quasi di "risarcimento": nel senso che l'immagine di una patria-madre e dei suoi figli finisce per evocare un senso di colpa nei confronti di coloro ai quali non si è saputo offrire, qui in Italia, chance e occasioni di vita. Tutti aspetti importanti, quelli fin qui evocati, che ancora si muovono, però, all'interno della più generale idea storica della nostra emigrazione e della sua epopea.
La due giorni di Villa Manin - i programma domani e venerdì, una ulteriore occasione per valorizzare questo straordinario monumento della Regione Friuli Venezia Giulia - riunisce molti nostri connazionali che hanno saputo vincere all' estero. E ci offre ora una duplice occasione: di continuare a celebrare il talento italiano e il suo made in Italy, ma non più e non soltanto con gli occhi della nostalgia. E di guardare quindi ai nostri successi, alle affermazioni dell'immagine italiana all'estero da un altro punto di vista ancora. Quello di chi consideri, nel mondo e nell'economia globali, l'allontanarsi dal proprio Paese come una condizione che si avvicina alla normalità e che è destinata ad essere sempre più considerata come un'esperienza di mobilità.
Ma Villa Manin sarà prima di tutto un'occasione di reciprocità: tra le storie di successo di nostri connazionali e il loro futuro (la qualità e l'eccellenza dei presenti fanno del parterre della manifestazione una testimonianza del meritato buon nome italiano all' estero) e le promesse che il sistema Italia - un'Italia cioè capace di fare sistema - deve impegnarsi a mantenere. Sarà inoltre un'occasione per misurare l'immagine italiana all' estero, raccogliendo dalla testimonianza di imprenditori, ricercatori e scienziati, indicazioni precise su quanto noi si debba fare per migliorare la macchina della presenza italiana all'estero. Ma sarà certo occasione, per noi, non solo per raccogliere stimoli e suggerimenti, anche e soprattutto per presentare una Farnesina che si rinnova. E che intende guidare il processo di sistema che ha il suo cuore in quella diplomazia economica, incoraggiata dal presidente Berlusconi, capace di allearsi con la cultura e le eccellenze italiane.
Due giornate intense dunque: attraversate da una riflessione su quello che io chiamo lo "spirito italiano" (cooperanti e soldati di pace uniti in quella straordinaria storia di successi rappresentata dalle nostre missioni all'estero) e sui nuovi contenuti del "made in Italy" e sui modelli attraverso i quali misurare un'eccellenza, la nostra, che siamo impegnati a rinnovare e che poggia su industria, finanza, università e ricerca, formazione, information technology, medicina, scienza, arte, cultura, istituzioni internazionali, sport.
Due giornate, in conclusione, che vedranno i partecipanti dibattere di: come migliorare e rendere più competitivo il sistema-Italia; di un'identità culturale alla base dell'eccellenza italiana; di come infine lavorare a rinnovare e potenziare l'immagine italiana.
Lo abbiamo fatto, in questi mesi, lanciando con l'operazione "Winning Italy" il monitoraggio quotidiano dei successi italiani: una spinta ad andare a scovare il meglio di noi ed un farmaco contro la crisi e l'idea di crisi. E noi ora dobbiamo - d'accordo con la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - scacciare ogni tentazione di crisi. (Franco Frattini*-Il Piccolo del 27 ottobre 2010)
*Ministro degli Affari Esteri